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Benvenuto al Vilaj Italyen

Beato chi è pronto per andargli incontro....

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......  da suor Marcella.......

 

Cosí iniziano le antifone della liturgia di Lodi e Vespri della settimana che ci introduce di colpo alla solennità del Natale. Ci introduce di colpo perchè talvolta travolti dalle cose da fare, dall'organizzazione, dai problemi, distratti dalle cose che accadono nel mondo arriviamo a pochi giorni dal Natale e non ci siamo accorti del cammio che era da fare. L'Avvento. La Chiesa viene in nostro aiuto sottolineando con uno speciale tempo liturgico l'attesa, ma a volte ci facciamo sfuggire questo aiuto perchè crediamo di sapere già tutto e continuiamo per la nostra strada certi di non aver bisogno di niente e nessuno. Non ci accorgiamo della grande mancanza, del vuoto o meglio della domanda di una Presenza che il nostro cuore ha perchè è stato fatto cosí. "L'uomo è stufo di non sentire la mancanza" ha detto un mio amico pochi giorni fa e lo vediamo nei notiziari ogni giorno: in ogni parte del mondo quello che emerge è il vuoto, un'assenza, un silenzio che schiaccia, il nulla che è avanzato troppo.

E allora? Da dove ripartiamo? Dal Natale. Dal Fatto. Da quello che è storicamente accaduto e che rende possibile oggi l'attesa.

La kay Pè Giuss vuole, nel suo tentatvio timido, essere risposta a questo vuoto che dilaga, a questa assenza di mancanza, a questo stanchezza nell'attesa.

Per questo anche quest'anno con i nostri bimbi che ormai sono 112, stiamo aspettando Natale e lo festeggeremo ancora più alla grande, ancora più rumorosamente perchè il mondo veda che c'è ancora chi fa festa perchè ne ha la ragione.  E festeggiamo perchè la nostra casa è la risposta allla violenza che vediamo sui teleschermi, alla follia che leggiamo sui giornali, al vuoto che incontriamo sui volti persi di uomini che vagano nel tempo e nella storia senza Origine nè Destino.

Kay Pè Giuss: l'Avvenimento si fa carne.

Cosi ai primi di dicembre abbiamo preparato in un sabato pomeriggio presepe ed albero di natale, abbiamo comprato luci e decorazioni ed abbiamo riempito di segni la nostra casa: non segni di un caos indifferente, ma segni dell'attesa di una presenza, la preparazione di un benvenuto, la certezza di una strada.

Abbiamo comprato l'amplificatore e preparato i regali, comprato le bibite ed i palloncini e.... attendiamo.

Ed in quest'attesa i segni: l'apertura dell'anno della Misericordia in Vaticano e nel mondo, madre Teresa che sarà proclamata santa nel 2016,  l'inizio dei lavori per la costruzione della Chiesa al Vilaj Italyen e l'arcivescovo che vi destina un sacerdote, segni da guardare come conferma, segni che rendono certa l'attesa, segni che ci parlano di una Presenza più grande.

Entriamo dunque in questi ultimi giorni di attesa con il cuore gonfio di certezza, in un silenzio carico di significato, portando sulle spalle e nel cuore la domanda dell'uomo, quella che sembra essere stata persa, quella che non si riconosce più nei volti sfigurati dall'egoismo, dalla follia, dal non senso. Entriamo in questi ultimi giorni carichi di una certezza certa per poterci inginocchiare la notte di Natale li, davanti al Mistero nella pienezza della nostra coscienza di essere uomini peccatori, ma liberi di riconoscersi figli.

Ultimo aggiornamento Sabato 19 Dicembre 2015 15:52
 

Sempre in festa

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.... da suor Marcella.....

Eccoci alla nuova festa di compleanno con Eli, Dieudone, Jonel, Kevin e Dieunison che compiono 1 anno, Dyaiby e Bonisson che ne compiono 2, Roody, Stephani e Dony che ne compiono 3, Genika, Mykebens, Bedgina, Marvens e Fritznelson che ne compiono 4, Mykerline e Schnaider che ne compiono 5, Roubens e Chirstella che ne compiono 6, Geslen e Schnaider che ne compiono 8, Richlo che ne compie 11.

Come sempre i preparativi sono stati lunghi e chiassosi ed hanno animato il tardo pomeriggio della kay. Poi all'ora prevista eccoli spuntare elegenti ed eccitati in lunghe colonne che lasciavano le casette festanti.

Un'ora di canti, auguri e poi torte, caramelle, bibite, patatine e tanta allegria.

Ogni volta è un richiamo a domandarsi perchè questa casa esiste e perchè sono qui con questi bimbi, con questa gente a crescere insieme.

E riscopro quello che che ho sentito dire tante volte: "... le circostanze fanno parte della vocazione...." ed allora anche una festa di compleanno con 110 bimbi haitiani e una manciata di educatori rende bella la mia vocazione, renda ricca la mia strada, rende densa la mia vita.

Non si tratta di risolvere i problemi di questi bimbi, di inventarsi progetti e metolodogie, ma di imparare a guardarli come sono guardati da chi li fa nell'istante, amando il loro Destino, aiutandoli ad essere uomini fino in fondo non facendo fuori i desideri del loro cuore o gestendoli in base alla loro problematica, ma guardandoli da uomini che come noi sono fatti solo per essere felici.

La kay vuole essere il luogo di questo cammino verso la felicità.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Dicembre 2015 16:02
 

Tu che abiti al riparo dell'Onnipotente...

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.... da suor Marcella.....

 

In questi giorni alla Kay ci si sente proprio cosi, al riparo dell'Onipotente. La violenza che sta attraversando il paese resta fuori dai nostri cancelli ed alla kay la vita continua ad essere uno spettacolo.

Ieri all'annuncio della conferma dei risultati elettorali nonostante i brogli accertati, il popolo è sceso in strada. "L'unione fa la forza" c'è scritto sulla bandiera haitiana e questa forza che nasce dalla massa che si muove, è l'unica forza che il popolo conosce. Qui non si parla, non si discute, non si ragiona, si spacca tutto.

Violenza.... violenza di chi comanda, violenza di chi è sottomesso, violenza come metro di giudizio, violenza come moto di risposta. Qui a pochi metri dal cancello di casa nostra, ma per le strade del mondo. Violenza. Non basta neanche Gandhi qui. Il cuore dell'uomo, fatto per amare, è impazzito, slegato dalla sua origine fluttua nel nulla che avanza inesorabile. Ed allora ognuno prova a riempire questo nulla come può.

Cosi in un pomeriggio caraibico migliaia di persone possono affollarsi in strada, incendiare copertoni, autovetture, bancarelle, spaccare vetri, lanciare pietre e bottiglie, sparare ad altezza d'uomo nell'unico patetico tentativo di non cedere a questo vuoto.

Stiamo per entrare nell'Avvento. Gli amici della diocesi milanese ci sono già. Il vuoto improvvisamente riempito da una Presenza. L'attesa dell'uomo colmata. Eppure oggi, dopo 2000 anni eccolo l'uomo risucchiato lentamente dal nulla che cerca di resistere, ma cerca di farlo da solo e ne esce solo violenza.

Qui dalla kay Pè Giuss vogliamo dire al mondo che il nulla è già stato vinto, che il vuoto è già stato riempito e che la violenza è per i deboli: i forti hanno il coraggio di sollevare lo sguardo e riconoscere.

Per questo anche oggi abbiamo aperto le porte ad Abigaëlle, cinque anni, spastica: si muove con un equilibrio precario, cade ogni minuto, ma si rialza, cerca la tua mano e riparte. Lei la sfida della vita l'ha accettata, forte in un mondo di deboli.

Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Novembre 2015 02:27
 

La vittoria

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.... da suor Marcella....


La violenza esplode intorno a noi. Anche quaggiù arrivano immagini di morte, dolore, follia umana. Poche ore fa la notizia che quattro siriani sono stati arrestati in Martinica con passaporti falsi greci: scendevano da un aereo proveniente da Haiti.  Il male arriva fin qui, ci ha raggiunto. Non bastava quello di casa nostra, arriva anche quello dell'altro lato del mondo. San Pietro scriveva duemila anni fa "Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente, va in giro cercando chi divorare" (1 Pt. 5,8)

Va in giro, cerca spazi aperti per entrare, e li trova nei vuoti che la storia ha lasciato. Li trova e divora.

Pochi giorni fa rientrando alla kay dopo la messa del mattino, una ragazza di quattordici anni fatta a pezzi nella notte. La mamma sgomenta. Non c'è una ragione. Qualcuno si è divertito cosí.

Ieri sera spari sulla Kay. Banditi che si inseguono, qualcuno scappa, cerca una via di fuga attraverso la bellezza del nostro giardino, lo inseguono. Sono armati pesantemente, volti coperti, raffiche di mitra. I bambini urlano. Il guardiano scappa a nascondersi sotto il letto di Erody. Le donne, cavallette impazzite, corrono a togliere i bambini dai giochi e dal refettorio. Io chiudo tutto, spengo le luci, corro a rassicurare grandi e piccini: non temete, non siamo soli. Mezz'ora in cui il male divora e sembra vincere. Una telefonata ci dice dei morti rimasti sul terreno: tra questi la sorella di una delle donne che lavorano da noi. La mamma ed il cugino feriti gravemente.

I bambini attendono ammassati in cucina, seduti per terra, i tavoli sopra le teste ma.... dov'è la Cassy??????? Esco a cercarla. Le donne non vogliono che esca, c'è qualcuno ai lavatoi, spara. Esco, corro, non la trovo. Ma ecco un movimento accanto ad una pianta.... mi fermo... eccola saltare fuori sorridente come sempre ed abbracciarmi lieto fine di questo nuovo gioco. Ci rifugiamo in infermeria. Pochi minuti e tutto finisce. Gli spari si allontanano, i bimbi ritrovano la tranquillità ed in pochi minuti tutti dormono. Il leone è passato ed io mi inginocchio davanti al Santissimo: grazie è l'unica cosa che riesco a dire.

Questa mattina svegliandomi mi sono tornate in mente le parole di don Giussani. Non ricordo quando le ha dette, ma da quindici anni ce le ho scritte in camera:

"Questo è un periodo di barbarie, di non senso; i nostri amici stiano insieme, costruiscano insieme dei luoghi (come i benedettini all'inizio del medio evo). Di fronte alla barbarie è l'unità che vince, non l'illusione di avere già vinto. Non è dialetticamente, con una dialettica, che si può vincere la sfida della barbarie, ma costruendo luoghi di educazione.

La vittoria è quella di costruire luoghi dove l'ideale si realizza in forme di vita."

LA KAY VUOLE ESSERE QUESTO LUOGO!

Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Novembre 2015 02:20
 

Nel silenzio una domanda

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..... da suor Marcella....

 

PERCHÈ VALE LA PENA VIVERE - Comunicato stampa di Don Julian Carron Presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione

Comunione e Liberazione si unisce alla commozione, al dolore e alla preghiera di Papa Francesco per le vittime degli attacchi di Parigi e per il popolo francese: «Queste cose sono difficili da capire. Non ci sono giustificazioni per queste cose, questo non è umano» (Papa Francesco al telefono con TV2000).

Don Julián Carrón, presidente della Fraternità di CL, ha dichiarato: «Davanti ai nostri occhi c’è un’evidenza: la vita di ciascuno è appesa a un filo, potendo essere uccisi in qualsiasi momento e ovunque, al ristorante, allo stadio o durante un concerto. La possibilità di una morte violenta e feroce è divenuta una realtà anche nelle nostre città. Per questo i fatti di Parigi ci mettono davanti alla domanda decisiva: perché vale la pena vivere? È una provocazione che nessuno di noi può evitare. Cercare una risposta adeguata alla domanda sul significato della nostra vita è l’unico antidoto alla paura che ci assale guardando la televisione in queste ore, è il fondamento che nessun terrore può distruggere».

«Chiediamo al Signore di poter affrontare questa terribile sfida con gli stessi sentimenti di Cristo che non si lasciò vincere dalla paura: “Oltraggiato non rispondeva con oltraggi, e soffrendo non minacciava vendetta, ma rimetteva la sua causa a colui che giudica con giustizia” (I Pt 2,23). Con questa Presenza negli occhi potremo guardare perfino la morte, a cominciare da quella di coloro che hanno perso la vita a Parigi, offrire ai nostri figli un’ipotesi di significato per stare davanti a queste stragi e a ciascuno di noi una ragione per tornare al lavoro lunedì mattina continuando a costruire un mondo all’altezza della nostra umanità, con la certezza della speranza che è in noi». Con queste parole don Carrón ha invitato tutti gli amici del Movimento ad aderire ai momenti di preghiera che saranno proposti dalle diocesi, in unità con il Papa e con tutta la Chiesa.

 

Entrando nell'anno Giubilare

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.... da suor Marcella...

Tante cose al Vilaj Italyen stanno accadendo e tante cose in Haiti, come le elezioni appena passate e l'attesa del ballottaggio con l'escaletion di violenza che si sta avendo per le strade di Port au Prince provocata da chi in fondo lotta per distruggere e non per costruire.

Noi alla kay stiamo bene anche se siamo stati provati dal "tradimento" del nostro amico Peter, l'autista fidato, che ha sottratto tre assegni in bianco, falsificato la firma e fatto acquisti per una cifra abbastanza pesante. Tutti sono rimasti attoniti davanti all'accaduto e volevano che lo denunciassi alla polizia (abbiamo la prova del video di un negozio che lo incastra senza ombra di dubbio) in nome di quella giustizia che troppo spesso abbiamo visto accecare il cuore dell'uomo.

Cosi oggi è stata l'occasione di parlare del perdono e quindi di Cristo: stiamo per entrare nell'anno della Misericordia con un Giubileo indetto da Papa Francesco, e allora come stare davanti a Peter ed alla rabbia che ti viene non con la pretesa di farti giustizia da sola (non avete idea di quanto mi prudano le mani....) ma con la certezza che Il Giusto renderà giustizia a tutti e meno male secondo la Sua misura e non secondo la nostra. E la Sua misura si chiama Misericordia.

Cosi anche Peter diventa strumento perchè io oggi possa dire si alla misura di Un Altro nella mia vita e quindi invece che maledirlo lo benedico perchè mi dà occasione di riscoprire lo sguardo di Cristo sull'uomo e da li ripartire.

E poi alla Kay tante cose belle. Ketteurlie ha cominciato ad andare a scuola ed è proprio contenta. Un po' meno i professori che non ci credevano perchè qui una bimba con handicap non ha diritto a niente ma Cristo porta una novità e quindi mettiamo dentro qualcosa di nuovo in questa realtà haitiana.

Da lunedi invece i piccoli dell'asilo nido resteranno a casa.... non me li seguono bene, stanno perdendo peso e soprattutto tornano tristi a casa. Quindi..... da lunedi si resta a giocare e divertirsi alla kay e finalmente Pommy non dovrà essere trascinata ogni mattina fino all'asilo!!!!

I bimbi della scuola salesiana stanno risentendo pesatemente del cambio di ambiente: c'è chi si fa addosso tutto il fattibile con grande ira di suore e maestre, chi viene lasciato fuori dalla classe perchè i capelli sono troppo lunghi, chi come Isaac viene lavato ogni mattina prima di andare in classe tra le risa degli altri bambini mentre il povero Chico è stato chiuso in una stanza chiamata prigione perchè chiusa con lucchetto esterno per aver tirato una pallonata giocando a calcio..... che cose strane fa Chico.... una pallonata giocando a calcio!!!! A parte gli scherzi sto valutando la possibilità di riprendere i bimbi alla nostra scuola: impareranno di meno ma saranno piu contenti!!!!

Le bimbe della kay nounous invece sono sempre più simpatiche ed essendo le mie dirette vicine di case è davvero uno spasso e me le godo appena posso!!!!

In Italia il nostro ambasciatore Jonel continua il suo cammino ed oggi se n'è andato al parco!!!

Dunque alla kay tutto continua dentro una realtà a volte difficile ma sempre segno di Un Altro.

Ultimo aggiornamento Venerdì 13 Novembre 2015 01:15
 

La bellezza della Chiesa

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..... da suor Marcella.....

La bellezza della Chiesa mi sorprende sempre più perchè accade nei momenti più impensati e non chiede nulla in cambio.

Oggi in Haiti è giornata di tensione. Stiamo aspettando la proclamazione dei risultati elettorali e già nell'aria si respira la rivolta. Le voci corrono..... si parla di 15.000 marines atterrati nel cuore della notte a Port au Prince per garantire la sicurezza nel momento della proclamazione ufficiale dei risultati. Girano foto via WhatsApp, le banche hanno chiuso a mezzogiorno, le scuole ancora prima, si avverte qualcosa di strano nell'aria.

Noi abbiamo iniziato la nostra giornata salendo alla Nunziatura dove il cardinale Müller, Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, insieme al nunzio apostolico attuale monsignor Nugent e al precedente monsignor Auza celebrava la Santa Messa. Eravamo stati invitati ad andare, con rammarico dei nostri bimbi che avendo la scuola hanno dovuto rinunciare all'inattesa gita. Una bella celebrazione, tanti amici, uno straordinario riabbracciarsi con monsignor Bernardito ed un incontro profondo con il cardinal Müller.

Gli ho donato il libro fotografico su Waf raccontandogli quello che facciamo. Ma non ho potuto finire perchè i nunzi hanno detto loro l'esperienza del Vilaj Italyen a Waf Jeremie. La gente presente ha caricato il piatto raccontando il bene che quest'opera fa a questo paese. Poi le foto, gli abbracci e la benedizione: imponendomi le mani sopra la testa il Cardinale mi ha definito la Madre Teresa di Haiti. Ho risposto che sono ben lontana dalla santità ma che sono in buona compagnia per affrontare il cammino sia guardando a chi ci ha preceduto, sia guardando agli amici con cui si condivide la strada ed il passo.

Mezz'ora. Mezz'ora di Chiesa, mezz'ora di sguardi certi, mezz'ora che segnano la giornata. E mentre tutti ripartivano di corsa per la paura di essere sorpresi dai disordini elettorali in strada, noi ripartivamo con il cuore carico di gioia per la certezza di aver appena vissuto un Incontro.

E la strada diventa sempre più bella.

Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Novembre 2015 23:37
 


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News

IL DIARIO DI JONEL 13

Anche Jonel era presente all'inaugurazione di Casa Lelia, lui che la sua casa l'ha trovata ormai, è venuto ad augurare ai suoi amici della kay Pè Giuss la stessa storia di bene che lui stesso sta vivendo.

Bello, simpatico, ma davvero capriccioso, si sposta scivolando sul sederino ed aiutandosi con le manine e guai a fermarlo!!!! Durante la messa con il vescovo di Assisi, su un lucido parquet della cappella, ha slittato avanti ed indietro indisturbato, padrone della situazione.

Intanto è stato definitivamente accolto dalla famiglia Capetti che lo accompagnerà ad affrontare le sfide che la vita gli porrà. Sicuramente anche l'esperienza di Casa Lelia sarà per lui una vera compagnia.

 

IL DIARIO DI JONEL 12

Il piccolo Jonel continua il suo cammino. Pochi giorni fa un video mostrava come, aiutato da Maria, piegasse il braccio per portare il cucchiaio alla bocca. Piccoli successi che nascono dall' impegno quotidiano e costante di Maria e delle sua famiglia.

Le notizie però non sono buone. Una visita specialistica da un luminare nel campo delle malattie genetiche pediatriche ha spiegato con precisione ed attenzione la reale situazione del piccolo Jonel. All' artrogriposi infatti si accompagna un' altra malattia che colpisce i muscoli sostituendone i tessuti con tessuto fibro adiposo. Questo significa che Jonellino non potrà mai reggersi sulle gambe anche se l' intervento è andato bene.

Non potrà reggersi sulle gambe.... dice la scienza.... ma chissà cosa dice il buon Dio.....

 

IL DIARIO DI JONEL 11

Ecco Jonellino bionico....

 


 

IL DIARIO DI JONEL 10

Il cammino del nostro Jonellino continua e tante cose sono successe anche nella sua piccola vita.

Dopo l'intervento ai piedini, i gessi e da pochi giorni i tutori.

Anche per le braccia sono cominciati la fisoterapia ed il posizionamento dei tutori.

Insomma come dice Maria.... un bimbo bionico!!!

Lui se la gode, coccolato da tutti.

 

IL DIARIO DI JONEL 9

 

Non avevo avuto tempo di postare che Jonel oggi 2 marzo avrebbe affrontato l'intervento ai piedini.

Ho appena ricevuto notizie da Maria: l'intervento è andato bene, il bimbo è pieno di tubicini, si è svegliato ed ha bevuto un succo.

Intanto la Questura di Milano ha rinnovato il permesso di soggiorno e Jonel puo togliersi la parrucca del travestimento clandestino!!!!

 

IL DIARIO DI JONEL 8

Jonellino sta per entrare nel vivo della cura: venerdi inizierà le sedute di fisioterapia per gli arti superiori al Dezza dove se lo sono preso in carico subito con passione.

L'8 febbraio invece avrà il ricovero pre-operatorio che lo preparerà all'intervento ai tendini dei piedini che dovrebbe ridare la posizione naturale agli arti.

Intanto Maria e Patrizia si danno da fare per cercare di ottenere tutti i documenti necessari per il permesso di soggiorno.

Insomma.... il cammino continua e lui sembra proprio goderselo tutto!!!!!

 

IL DIARIO DI JONEL 7

Il nostro piccolo Jonellino continua la sua vita italiana ed il suo cammino presso la clinica Humanitas. Ogni settimana cambia il gesso alle gambe e questa settimana i nuovi gessi lasciano fuori le ginocchia cominciando a dargli un po' più di libertà.

Intanto deve cominciare a fare terapia quattro volte al giorno per facilitare i movimenti  degli arti.

Anche le manine si muovono, fanno ciao, afferrano piano piano oggetti.

Lui è sempre più bello e le educatrici della kay si commuovono quando mostro loro le foto.

Un cammino che provoca tanti quello di Jonel, noi per primi che siamo chiamati a sperare con lui di una speranza che sia certezza anche per noi.

 

IL DIARIO DI JONEL 6

Jonel ha ormai iniziato il suo percorso alla clinica Humanitas di Milano che lo sosterrà per tutto l'iter terapeutico necessario.

L'inserimento nella nuova famiglia è andato benissimo ed ogni giorno Maria mi aggiorna sul nostro piccolino cosi che anche noi da qui possiamo seguirlo passo passo.

Attualmente ha cominciato a trattare gli arti inferiori per raddrizzare ginocchia e piedini ed ogni settimana cambia i gessi che progressivamente raddrizzeranno il tutto per preparare la strada all'intervento chirurgico che permetterà la flessione dei piedi.

Intanto cresce. Ha messo i primi dentini, chiacchiera e nell'ultimo video ricevuto balla a suon di musica.

Qui le donne seguono il suo cammino e si comnuovono davanti alle foto ed ai video che Maria mi manda segno che un'umanità capace di riconoscere una cosa bella sta rinascendo.

 

IL DIARIO DI JONEL 5

Il nostro piccolo Jonel ha finalmente iniziato il suo cammino accolto dalla Clinica Humanitas di Rozzano e seguito dalla Fondazione Insieme si Può attraverso le cure della signora Patrizia.

Dopo un'ulteriore visita, la pianificazione del lavoro da fare, l'inizio con i primi gessi e la prospettiva di poter sperare nel futuro.

Intanto un lavoro di circa otto mesi con gessi, tutori, interventi e fisioterapia aiuterà le gambe a raddrizzarsi ed a prepararsi a sorreggere il peso del corpo in crescita e forse un giorno a camminare. Per le braccia la strada sembra piu sempllice, niente interventi ma tanta fisioterapia sostenuta da tutori.

Il tempo poi darà la sua risposta.

Intanto affrontiamo con il piccolo Jonel la sua strada certi comunque che un bene per lui è già stato preparato.

 

IL DIARIO DI JONEL 4

Jonel si sta godendo la sua "vacanza" italiana e mentre attende che il suo iter sanitario si definisca se ne va a spasso con i suoi amici.

Lo scorso week end è andato a Madrid a trovare gli amici spagnoli Edu e Inma che l'hanno accolto con tutti gli onori, l'affetto e la simpatia.

L'equipaggio dei gitanti era formato oltre che da Jonel da suor Marcella, Caterina, Michele, Elisa e Stefano.

Un week end ricco di allegria ed amicizia ma soprattutto della certezza di essere compagni di viaggio nel cammino verso il Destino.