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Benvenuto al Vilaj Italyen

Jonellino in vacanza

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..... da Jonellino......

 

Dal sole dei Caraibi alla neve di Gressoney...... prendendo il sole ai piedi del Monte Rosa....


 

Te Deum

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..... da suor Marcella....

 

Ogni volta che qualcosa finisce c'è la tentazione di fare dei calcoli, dei bilanci, una sorta di cose andate bene e cose andate meno bene... un modo per ridurre la portata del reale al risultato.

Invece la realtà ha in sè molto più del calcolo del risultato e la fine di ogni anno è proprio l'occasione per riscoprire che il punto non sono i risultati ottenuti, ma cosa si è vissuto, cosa si è desiderato, cosa si è cercato dentro le circostanze che abbiamo affrontato ogni giorno.

Perchè l'unica posizione umana per vivere la vita da uomini è scoprirsi dentro un cammino fatto di passi veloci e più lenti, di cadute e di corse, di volti che ti sono accanto per un pezzo di strada e che poi restano indietro o aumentano il passo e vanno ma che ritroverai alla fine. Ed allora in un cammino non c'è bilancio da fare, ma solo da ringraziare per la strada fatta e per quella da fare ed all'arrivo non si ricorderanno le fatiche, le cadute, le storte alle caviglie, ma la bellezza della strada fatta, i volti dei compagni di viaggio e la certezza della Meta che sempre, in ogni istante ha reso certo il passo.


Ultimo aggiornamento Sabato 02 Gennaio 2016 17:43
 

L'incredibile è accaduto

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..... da suor Marcella.....

Che notte..... pensare veramente a ciò che è accaduto quella notte a Betlemme sembra impossibile. I pastori, la cometa, il non c'è posto che si ripete... parole ascoltate tante volte ed ogni volta la stessa domanda.... ma ci credo veramente o no?

Ci credo che Dio si è fatto uomo o no? Ci credo che Cristo ha assunto la fatica della vita dell'uomo o no? Ci credo che è accaduto per me, perchè io fossi libera e potessi vivere la mia vita gustandola fino in fondo non minacciata più neanche dal peccato?

Anche Natale è una questione di libertà: la libertà dei pastori di andare alla grotta, dei magi di mettersi in cammino e prima ancora la libertà del Figlio di dire sí al Padre, la libertà di Maria di stare davanti a Gabriele con coraggio, di Giuseppe di ascoltare un "sogno".

Libertà su libertà questa storia arriverà anche a me, a noi e chiede la mia, la nostra libertà.

Che grande avventura la vita per chi ha incontrato Cristo.

Questa libertà e questa avventura voglio raccontare ai nostri bimbi della Kay Pè Giuss giorno dopo giorno attraverso la bellezza dei gesti che facciamo insieme.

Cosi ci siamo preparati alla Notte di Natale in gioiosa attesa. Dopo un pomeriggio passato a disegnare immagini del presepe, ecco la festa iniziare: canti, luci colorate, bimbi eleganti, voglia di fare festa. Alcuni canti preparati dai bambini, una gara tra i maschietti della casetta Papyion e le femminucce della Ti kana, le canzoni di natale classiche in sottofondo. E poi dolci, torte, bibite, patatine... palloncini colorati dappertutto. Attendiamo un amico e siamo in festa per la sua venuta. Verrà nella notte e la luna piena Gli illuminerà la strada. Ci sorprenderà addormentati. Se ne andrà in silenzio con il cuore pieno della nostra umanità.

E mentre i piccoli si preparano ad andare a letto, i grandi siedono con me al cinema dove scorrono le immagini della storia di Gesù a cartoni animati. Tante domande: "Ma allora Giuseppe è Dio?" domanda Chico, "Si perchè è il Padre di Gesù" risponde Richlo. Ed ancora "Tu hai visto Gabriele?" mi domanda Isaac. I bambini ti spingono a fare sul serio, non gli basta la storiella, vogliono capire: cuore e ragione già tutte presenti in un bambino di otto anni.

Poi tutti a nanna in attesa che Gesù passi dalla nostra casa. Gli abbiamo lasciato una fetta di torta ed una bibita accanto al presepe segno dell'accoglienza che la nostra casa è per tutti quelli che per un minuto o per un anno vi entrano.

E al mattino i segni del suo passaggio... il bicchiere vuoto, la fetta di torta non c'è più, il giardino pieno di tricicli, macchinine, palloni.... e nei lettini dei piu grandi un pacchetto.... uno skate per Richlo, un mitra ad acqua per Chico, una bambola per Richena, colori e album per Mitha..... il segno di un bene al loro Destino di chi passa nella notte ma passa per sempre.

Si perchè alla kay Pè Giuss i regali non li porta Babbo Natale (.... le renne morirebbero di caldo e lui anche visto come si veste!!!!). Li porta Gesù Bambino: un fatto storico realmente accaduto perchè anche i bimbi non devono vivere di sogni  ma guardare all'incredibile della storia che è accaduta e che riaccade ogni istante della nostra vita.

Alle 10.30 la Messa di Natale con tutti i bimbi e padre Giuseppe scalabriniano amico che viene a farci vivere questo giorno particolare. E poi grigliata a bordo piscina con bambini ed educatori: un popolo in festa, una storia che continua.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 30 Dicembre 2015 02:01
 

Beato chi è pronto per andargli incontro....

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......  da suor Marcella.......

 

Cosí iniziano le antifone della liturgia di Lodi e Vespri della settimana che ci introduce di colpo alla solennità del Natale. Ci introduce di colpo perchè talvolta travolti dalle cose da fare, dall'organizzazione, dai problemi, distratti dalle cose che accadono nel mondo arriviamo a pochi giorni dal Natale e non ci siamo accorti del cammio che era da fare. L'Avvento. La Chiesa viene in nostro aiuto sottolineando con uno speciale tempo liturgico l'attesa, ma a volte ci facciamo sfuggire questo aiuto perchè crediamo di sapere già tutto e continuiamo per la nostra strada certi di non aver bisogno di niente e nessuno. Non ci accorgiamo della grande mancanza, del vuoto o meglio della domanda di una Presenza che il nostro cuore ha perchè è stato fatto cosí. "L'uomo è stufo di non sentire la mancanza" ha detto un mio amico pochi giorni fa e lo vediamo nei notiziari ogni giorno: in ogni parte del mondo quello che emerge è il vuoto, un'assenza, un silenzio che schiaccia, il nulla che è avanzato troppo.

E allora? Da dove ripartiamo? Dal Natale. Dal Fatto. Da quello che è storicamente accaduto e che rende possibile oggi l'attesa.

La kay Pè Giuss vuole, nel suo tentatvio timido, essere risposta a questo vuoto che dilaga, a questa assenza di mancanza, a questo stanchezza nell'attesa.

Per questo anche quest'anno con i nostri bimbi che ormai sono 112, stiamo aspettando Natale e lo festeggeremo ancora più alla grande, ancora più rumorosamente perchè il mondo veda che c'è ancora chi fa festa perchè ne ha la ragione.  E festeggiamo perchè la nostra casa è la risposta allla violenza che vediamo sui teleschermi, alla follia che leggiamo sui giornali, al vuoto che incontriamo sui volti persi di uomini che vagano nel tempo e nella storia senza Origine nè Destino.

Kay Pè Giuss: l'Avvenimento si fa carne.

Cosi ai primi di dicembre abbiamo preparato in un sabato pomeriggio presepe ed albero di natale, abbiamo comprato luci e decorazioni ed abbiamo riempito di segni la nostra casa: non segni di un caos indifferente, ma segni dell'attesa di una presenza, la preparazione di un benvenuto, la certezza di una strada.

Abbiamo comprato l'amplificatore e preparato i regali, comprato le bibite ed i palloncini e.... attendiamo.

Ed in quest'attesa i segni: l'apertura dell'anno della Misericordia in Vaticano e nel mondo, madre Teresa che sarà proclamata santa nel 2016,  l'inizio dei lavori per la costruzione della Chiesa al Vilaj Italyen e l'arcivescovo che vi destina un sacerdote, segni da guardare come conferma, segni che rendono certa l'attesa, segni che ci parlano di una Presenza più grande.

Entriamo dunque in questi ultimi giorni di attesa con il cuore gonfio di certezza, in un silenzio carico di significato, portando sulle spalle e nel cuore la domanda dell'uomo, quella che sembra essere stata persa, quella che non si riconosce più nei volti sfigurati dall'egoismo, dalla follia, dal non senso. Entriamo in questi ultimi giorni carichi di una certezza certa per poterci inginocchiare la notte di Natale li, davanti al Mistero nella pienezza della nostra coscienza di essere uomini peccatori, ma liberi di riconoscersi figli.

Ultimo aggiornamento Sabato 19 Dicembre 2015 15:52
 

Sempre in festa

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.... da suor Marcella.....

Eccoci alla nuova festa di compleanno con Eli, Dieudone, Jonel, Kevin e Dieunison che compiono 1 anno, Dyaiby e Bonisson che ne compiono 2, Roody, Stephani e Dony che ne compiono 3, Genika, Mykebens, Bedgina, Marvens e Fritznelson che ne compiono 4, Mykerline e Schnaider che ne compiono 5, Roubens e Chirstella che ne compiono 6, Geslen e Schnaider che ne compiono 8, Richlo che ne compie 11.

Come sempre i preparativi sono stati lunghi e chiassosi ed hanno animato il tardo pomeriggio della kay. Poi all'ora prevista eccoli spuntare elegenti ed eccitati in lunghe colonne che lasciavano le casette festanti.

Un'ora di canti, auguri e poi torte, caramelle, bibite, patatine e tanta allegria.

Ogni volta è un richiamo a domandarsi perchè questa casa esiste e perchè sono qui con questi bimbi, con questa gente a crescere insieme.

E riscopro quello che che ho sentito dire tante volte: "... le circostanze fanno parte della vocazione...." ed allora anche una festa di compleanno con 110 bimbi haitiani e una manciata di educatori rende bella la mia vocazione, renda ricca la mia strada, rende densa la mia vita.

Non si tratta di risolvere i problemi di questi bimbi, di inventarsi progetti e metolodogie, ma di imparare a guardarli come sono guardati da chi li fa nell'istante, amando il loro Destino, aiutandoli ad essere uomini fino in fondo non facendo fuori i desideri del loro cuore o gestendoli in base alla loro problematica, ma guardandoli da uomini che come noi sono fatti solo per essere felici.

La kay vuole essere il luogo di questo cammino verso la felicità.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Dicembre 2015 16:02
 

Tu che abiti al riparo dell'Onnipotente...

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.... da suor Marcella.....

 

In questi giorni alla Kay ci si sente proprio cosi, al riparo dell'Onipotente. La violenza che sta attraversando il paese resta fuori dai nostri cancelli ed alla kay la vita continua ad essere uno spettacolo.

Ieri all'annuncio della conferma dei risultati elettorali nonostante i brogli accertati, il popolo è sceso in strada. "L'unione fa la forza" c'è scritto sulla bandiera haitiana e questa forza che nasce dalla massa che si muove, è l'unica forza che il popolo conosce. Qui non si parla, non si discute, non si ragiona, si spacca tutto.

Violenza.... violenza di chi comanda, violenza di chi è sottomesso, violenza come metro di giudizio, violenza come moto di risposta. Qui a pochi metri dal cancello di casa nostra, ma per le strade del mondo. Violenza. Non basta neanche Gandhi qui. Il cuore dell'uomo, fatto per amare, è impazzito, slegato dalla sua origine fluttua nel nulla che avanza inesorabile. Ed allora ognuno prova a riempire questo nulla come può.

Cosi in un pomeriggio caraibico migliaia di persone possono affollarsi in strada, incendiare copertoni, autovetture, bancarelle, spaccare vetri, lanciare pietre e bottiglie, sparare ad altezza d'uomo nell'unico patetico tentativo di non cedere a questo vuoto.

Stiamo per entrare nell'Avvento. Gli amici della diocesi milanese ci sono già. Il vuoto improvvisamente riempito da una Presenza. L'attesa dell'uomo colmata. Eppure oggi, dopo 2000 anni eccolo l'uomo risucchiato lentamente dal nulla che cerca di resistere, ma cerca di farlo da solo e ne esce solo violenza.

Qui dalla kay Pè Giuss vogliamo dire al mondo che il nulla è già stato vinto, che il vuoto è già stato riempito e che la violenza è per i deboli: i forti hanno il coraggio di sollevare lo sguardo e riconoscere.

Per questo anche oggi abbiamo aperto le porte ad Abigaëlle, cinque anni, spastica: si muove con un equilibrio precario, cade ogni minuto, ma si rialza, cerca la tua mano e riparte. Lei la sfida della vita l'ha accettata, forte in un mondo di deboli.

Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Novembre 2015 02:27
 

La vittoria

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.... da suor Marcella....


La violenza esplode intorno a noi. Anche quaggiù arrivano immagini di morte, dolore, follia umana. Poche ore fa la notizia che quattro siriani sono stati arrestati in Martinica con passaporti falsi greci: scendevano da un aereo proveniente da Haiti.  Il male arriva fin qui, ci ha raggiunto. Non bastava quello di casa nostra, arriva anche quello dell'altro lato del mondo. San Pietro scriveva duemila anni fa "Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente, va in giro cercando chi divorare" (1 Pt. 5,8)

Va in giro, cerca spazi aperti per entrare, e li trova nei vuoti che la storia ha lasciato. Li trova e divora.

Pochi giorni fa rientrando alla kay dopo la messa del mattino, una ragazza di quattordici anni fatta a pezzi nella notte. La mamma sgomenta. Non c'è una ragione. Qualcuno si è divertito cosí.

Ieri sera spari sulla Kay. Banditi che si inseguono, qualcuno scappa, cerca una via di fuga attraverso la bellezza del nostro giardino, lo inseguono. Sono armati pesantemente, volti coperti, raffiche di mitra. I bambini urlano. Il guardiano scappa a nascondersi sotto il letto di Erody. Le donne, cavallette impazzite, corrono a togliere i bambini dai giochi e dal refettorio. Io chiudo tutto, spengo le luci, corro a rassicurare grandi e piccini: non temete, non siamo soli. Mezz'ora in cui il male divora e sembra vincere. Una telefonata ci dice dei morti rimasti sul terreno: tra questi la sorella di una delle donne che lavorano da noi. La mamma ed il cugino feriti gravemente.

I bambini attendono ammassati in cucina, seduti per terra, i tavoli sopra le teste ma.... dov'è la Cassy??????? Esco a cercarla. Le donne non vogliono che esca, c'è qualcuno ai lavatoi, spara. Esco, corro, non la trovo. Ma ecco un movimento accanto ad una pianta.... mi fermo... eccola saltare fuori sorridente come sempre ed abbracciarmi lieto fine di questo nuovo gioco. Ci rifugiamo in infermeria. Pochi minuti e tutto finisce. Gli spari si allontanano, i bimbi ritrovano la tranquillità ed in pochi minuti tutti dormono. Il leone è passato ed io mi inginocchio davanti al Santissimo: grazie è l'unica cosa che riesco a dire.

Questa mattina svegliandomi mi sono tornate in mente le parole di don Giussani. Non ricordo quando le ha dette, ma da quindici anni ce le ho scritte in camera:

"Questo è un periodo di barbarie, di non senso; i nostri amici stiano insieme, costruiscano insieme dei luoghi (come i benedettini all'inizio del medio evo). Di fronte alla barbarie è l'unità che vince, non l'illusione di avere già vinto. Non è dialetticamente, con una dialettica, che si può vincere la sfida della barbarie, ma costruendo luoghi di educazione.

La vittoria è quella di costruire luoghi dove l'ideale si realizza in forme di vita."

LA KAY VUOLE ESSERE QUESTO LUOGO!

Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Novembre 2015 02:20
 


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News

IL DIARIO DI JONEL 13

Anche Jonel era presente all'inaugurazione di Casa Lelia, lui che la sua casa l'ha trovata ormai, è venuto ad augurare ai suoi amici della kay Pè Giuss la stessa storia di bene che lui stesso sta vivendo.

Bello, simpatico, ma davvero capriccioso, si sposta scivolando sul sederino ed aiutandosi con le manine e guai a fermarlo!!!! Durante la messa con il vescovo di Assisi, su un lucido parquet della cappella, ha slittato avanti ed indietro indisturbato, padrone della situazione.

Intanto è stato definitivamente accolto dalla famiglia Capetti che lo accompagnerà ad affrontare le sfide che la vita gli porrà. Sicuramente anche l'esperienza di Casa Lelia sarà per lui una vera compagnia.

 

IL DIARIO DI JONEL 12

Il piccolo Jonel continua il suo cammino. Pochi giorni fa un video mostrava come, aiutato da Maria, piegasse il braccio per portare il cucchiaio alla bocca. Piccoli successi che nascono dall' impegno quotidiano e costante di Maria e delle sua famiglia.

Le notizie però non sono buone. Una visita specialistica da un luminare nel campo delle malattie genetiche pediatriche ha spiegato con precisione ed attenzione la reale situazione del piccolo Jonel. All' artrogriposi infatti si accompagna un' altra malattia che colpisce i muscoli sostituendone i tessuti con tessuto fibro adiposo. Questo significa che Jonellino non potrà mai reggersi sulle gambe anche se l' intervento è andato bene.

Non potrà reggersi sulle gambe.... dice la scienza.... ma chissà cosa dice il buon Dio.....

 

IL DIARIO DI JONEL 11

Ecco Jonellino bionico....

 


 

IL DIARIO DI JONEL 10

Il cammino del nostro Jonellino continua e tante cose sono successe anche nella sua piccola vita.

Dopo l'intervento ai piedini, i gessi e da pochi giorni i tutori.

Anche per le braccia sono cominciati la fisoterapia ed il posizionamento dei tutori.

Insomma come dice Maria.... un bimbo bionico!!!

Lui se la gode, coccolato da tutti.

 

IL DIARIO DI JONEL 9

 

Non avevo avuto tempo di postare che Jonel oggi 2 marzo avrebbe affrontato l'intervento ai piedini.

Ho appena ricevuto notizie da Maria: l'intervento è andato bene, il bimbo è pieno di tubicini, si è svegliato ed ha bevuto un succo.

Intanto la Questura di Milano ha rinnovato il permesso di soggiorno e Jonel puo togliersi la parrucca del travestimento clandestino!!!!

 

IL DIARIO DI JONEL 8

Jonellino sta per entrare nel vivo della cura: venerdi inizierà le sedute di fisioterapia per gli arti superiori al Dezza dove se lo sono preso in carico subito con passione.

L'8 febbraio invece avrà il ricovero pre-operatorio che lo preparerà all'intervento ai tendini dei piedini che dovrebbe ridare la posizione naturale agli arti.

Intanto Maria e Patrizia si danno da fare per cercare di ottenere tutti i documenti necessari per il permesso di soggiorno.

Insomma.... il cammino continua e lui sembra proprio goderselo tutto!!!!!

 

IL DIARIO DI JONEL 7

Il nostro piccolo Jonellino continua la sua vita italiana ed il suo cammino presso la clinica Humanitas. Ogni settimana cambia il gesso alle gambe e questa settimana i nuovi gessi lasciano fuori le ginocchia cominciando a dargli un po' più di libertà.

Intanto deve cominciare a fare terapia quattro volte al giorno per facilitare i movimenti  degli arti.

Anche le manine si muovono, fanno ciao, afferrano piano piano oggetti.

Lui è sempre più bello e le educatrici della kay si commuovono quando mostro loro le foto.

Un cammino che provoca tanti quello di Jonel, noi per primi che siamo chiamati a sperare con lui di una speranza che sia certezza anche per noi.

 

IL DIARIO DI JONEL 6

Jonel ha ormai iniziato il suo percorso alla clinica Humanitas di Milano che lo sosterrà per tutto l'iter terapeutico necessario.

L'inserimento nella nuova famiglia è andato benissimo ed ogni giorno Maria mi aggiorna sul nostro piccolino cosi che anche noi da qui possiamo seguirlo passo passo.

Attualmente ha cominciato a trattare gli arti inferiori per raddrizzare ginocchia e piedini ed ogni settimana cambia i gessi che progressivamente raddrizzeranno il tutto per preparare la strada all'intervento chirurgico che permetterà la flessione dei piedi.

Intanto cresce. Ha messo i primi dentini, chiacchiera e nell'ultimo video ricevuto balla a suon di musica.

Qui le donne seguono il suo cammino e si comnuovono davanti alle foto ed ai video che Maria mi manda segno che un'umanità capace di riconoscere una cosa bella sta rinascendo.

 

IL DIARIO DI JONEL 5

Il nostro piccolo Jonel ha finalmente iniziato il suo cammino accolto dalla Clinica Humanitas di Rozzano e seguito dalla Fondazione Insieme si Può attraverso le cure della signora Patrizia.

Dopo un'ulteriore visita, la pianificazione del lavoro da fare, l'inizio con i primi gessi e la prospettiva di poter sperare nel futuro.

Intanto un lavoro di circa otto mesi con gessi, tutori, interventi e fisioterapia aiuterà le gambe a raddrizzarsi ed a prepararsi a sorreggere il peso del corpo in crescita e forse un giorno a camminare. Per le braccia la strada sembra piu sempllice, niente interventi ma tanta fisioterapia sostenuta da tutori.

Il tempo poi darà la sua risposta.

Intanto affrontiamo con il piccolo Jonel la sua strada certi comunque che un bene per lui è già stato preparato.

 

IL DIARIO DI JONEL 4

Jonel si sta godendo la sua "vacanza" italiana e mentre attende che il suo iter sanitario si definisca se ne va a spasso con i suoi amici.

Lo scorso week end è andato a Madrid a trovare gli amici spagnoli Edu e Inma che l'hanno accolto con tutti gli onori, l'affetto e la simpatia.

L'equipaggio dei gitanti era formato oltre che da Jonel da suor Marcella, Caterina, Michele, Elisa e Stefano.

Un week end ricco di allegria ed amicizia ma soprattutto della certezza di essere compagni di viaggio nel cammino verso il Destino.