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Benvenuto al Vilaj Italyen

SOS DAL VILAJ ITALYEN

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.... da suor Marcella......

 

Carissimi amici che ci leggete, questo è un ANNUNCIO DI LAVORO. Ci serve un medico che sia disposto per alcuni mesi a prestare la sua opera alla Klinik Sen Frasnwa.

In questi mesi abbiamo dovuto fare dei lavori interni e cambiare il personale, firmare i nuovi contratti e stabilire il nuovo progetto che vedrà la clincia funzionare 24/24 e sette giorni su sette. Le infermiere della Kay si sposteranno lí insieme alle ostetriche che riprenderanno ad accompagnare le donne in gravidanza ed io accompagnerò la ripresa.

Riaprirà il pronto soccorso dando respiro alla Kay che ora è chiamata ad accogliere giorno e notte feriti vari.

Non è una proposta di volontariato ma di lavoro ed è previsto un salario. Minimo tre mesi meglio se sei.


Se conoscete un medico in pensione, un giovane medico neolaureato che si prende una pausa prima di buttarsi nel mondo del lavoro, mettetelo in contatto con me.

La KLINIK DEVE APRIRE IL 1 MARZO è quindi urgente trovare questa figura professionale. Fate girare la voce.

Grazie a tutti.



 

Trascuratezza dell'io

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.... da suor Marcella....

 

Questa mattina andando in Chiesa come ogni mattina, la prima impressione è stata quella di una trascuratezza generale. Oggi festa della Presentazione tutto deve essere liturgicamente bianco ed invece solo il drappo che scendeva dall' ambone era stato cambiato, tutto il resto, altare e drappeggi vari tutto verde come al solito.... troppa fatica cambiare una tovaglia.... troppa fatica quando non si ha il senso di quello che si fa.

Il canto d'inizio... subito interrotto perché il sacerdote vuole fare la processione da fuori e ci chiede di uscire: parla della luce, benedice le candele... che nessuno aveva... candele fantasma... parla di acqua benedetta... tutti si girano ma acqua non ce n' è..... il senso di trascuratezza aumenta.

Poi inizia la Messa, il lettore gira per dieci minuti le pagine del Lezionario, il chierichetto va da aiutarlo, poi si aggiunge il capocoro... in tre e.... riescono a mettere le letture di ieri.

Il sacerdote non si muove, lascia correre. Sconfitto ancor prima di cominciare come se tanto non avesse senso spiegare o forse a lui va bene così.

Resterò distratta tutta la Messa con le parole del don Giuss che ci diceva a noi poco più che ragazzi di non cedere alla tentazione della "trascuratezza dell'io".

Un io trascurato è un io che non è pronto a riconoscere ciò che accade, è un io che lascia correre, è un io che si accontenta, è un io che smette di desiderare l' Infinito in tutto ciò che vede e che fa.

Torno a casa con il cuore colmo di gratitudine per gli incontri fatti nella vita: dal don Giuss che mi ha fatto conoscere il mio io, alle suore che mi hanno educato al senso del sacro e della Liturgia, dalla famiglia che mi ha insegnato a lottare per ciò che desideri, agli amici che mi camminano a fianco.

Poche ore e un io sfinito bussa alla mia porta: Titin e la sua nonna e pochi minuti dopo Stevenson e la sua mamma. Chiedono una casa, chiedono un affetto, chiedono una speranza. Cosa mi fa decidere se aprire la porta o dire che non c' è posto? Il budget? La capacità dello staff di prendersi cura di questi bimbi? I posti letto?

La possibilità di non negare loro un incontro che possa aiutarli a guardare in faccia la loro umanità facendosene carico e portandola a compimento secondo quel disegno buono preparato da Chi conosce il nostro cuore.

Una sfida ardua... in cui credere e da non perdere di vista ogni giorno. Ed ero stupita quando Marie Elange e Marie France, le educatrici che ricevevano i due bambini, si sono messe a cantare il benvenuto invitando gli altri bambini ad accogliere i nuovi arrivati con un bell'applauso.

Quando li hai già fatti fuori con un tuo giudizio ti sorprendono. E da una sorpresa tutto può ricominciare.



Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Febbraio 2016 00:18
 

Verso dove?

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.... da suor Marcella.....

33.000 milioni di dollari spesi per le elezioni di ottobre che se ne vanno in fumo!!!! Il ballottaggio previsto per domani, domenica 24 gennaio, è stato sospeso a causa delle violente manifestazioni che hanno riempito le vie di Port au Prince in questi giorni. Accusano il Presidente di brogli elettorali e chiedono che si dimetta o che se ne vada al prossimo termine mandato previsto per il 7 febbraio.

Intanto il paese è nel caos: strade bloccate da gente inferocita a da lunghe colonne di macchine, camion, motociclette. Diversi negozi assaltati con vetrine rotte, supermercati chiusi per evitare danni inutili. Addirittura alcune scuole non hanno aperto durante la settimana. In settimana una nave da crociera carica di turisti non è stata fatta attraccare a Labadie dagli stessi lavoranti nel resort che li avrebbe accolti per qualche giorno di vacanza.

Io me la sono cavata con un dito rotto.... frutto della collutazione avuta con un aitante giovanotto che ha cercato di mettermi le mani in tasca per rubarmi il telefono approfittando del caos in cui eravamo coinvolti. Il telefono è rimasto nella mia tasca ed il giovanotto ha dovuto rompermi un dito per riuscire a scappare. Pazienza ne ho altri nove e il decimo lo recupererò presto!!!!

Dispiace vedere come questo popolo si butti via, come non riesca a sollevarsi dall'immondizia in cui vive, come conosca sempre e solo la violenza come mezzo di comunicazione. Ma verso cosa stanno andando?

Sono domande che mi pongo dopo dieci anni, dieci anni in cui credevo di combattere con loro per la speranza, di costruire insieme il futuro, di lottare per la dignità dell'uomo. Ma i tempi non sono i nostri e probabilmente stavo correndo. Qui si lotta ancora per sopravvivere e l'egoismo sfrenato, la soluzione del proprio bisogno, è ciò che regola ogni rapporto.

Ai limiti dell'umano direi.

E poi c'è la Kay, bella, splendente, vivace ed allegra. Unico segno di speranza. Una speranza per cui devo combattere ogni giorno con educatori che trascurano i bambini e non si accorgono che non stanno bene se non quando sono moribondi, o infermiere che smettono di dare i farmaci a bimbi con malattie gravi, solo perchè una volta sicure di avere il posto di lavoro e la fiducia della suora, basta.... si può smettere di lavorare. Una kay in cui ogni volta che porti un bimbo in ospedale ti chiedono soldi e soldi e soldi per fare esami fantasma, di cui non avrai mai i risultati, ospedali che ingannano il mondo raccontando di bambini salvati, di aiuti gratuiti, ospedali in cui ti chiedono 400 dollari per una tac (qui un impiegato ne prende 200 al mese) che poi comunque non vedrai mai. Una kay dove i bimbi più grandi rompono tutti i giocattoli in poche ore ridendo per il gusto di spaccare tutto. Una Kay dove ci si sente a casa anche quando si sta facendo fatica. Una Kay.... la nostra Kay.

E cosi alla kay i bimbi si divertono e crescono sereni. Ma la sera quando ascolto il silenzio e li vedo addormentati nei loro lettini mi domando verso cosa li stiamo conducendo, per che mondo li stiamo preparando, cosa abbiamo a cuore che incontrino e cosa ne sarà di loro domani.

Ma poi la preoccupazione lascia il posto alla certezza che il loro futuro non è nelle mie mani: sarà la loro libertà, se saranno capaci di usarla, a farli decidere se stare all'incontro che hanno fatto o no. A me è chiesto solo di continuare a mostrare la strada amando loro ed il loro Destino.

 

La Gloria canteranno liberi...

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...... da suor Marcella.....

Aveva otto mesi, era arrivato a fine luglio, si chiamava Jowensley.

Un bimbo idrocefalo con la testa che aumentava giorno dopo giorno fino ad aver raggiunto la velocità di crescita di 1 cm. alla settimana. Il suo papà era morto qualche mese fa di AIDS, la sua mamma era venuta ad affidarcelo ed era lei stessa in fase terminale.

Lui: SIDA positivo.

L'avevo accolto in una calda giornata di fine luglio mentre alla Kay Pè Giuss imperavano i canti, l'allegria ed i colori del campo estivo. Due realtà evidentemente opposte: da una parte bimbi vestiti di mille colori, che corrono, giocano, sperano in un futuro, dall'altra il silenzio di Jowensley, immobile, schiacciato dal peso di quel testone che lo condannava.

Qualche volontario mi aveva chiesto che senso avesse accogliere un bimbo cosí visto che non avremmo potuto aiutarlo in niente. Gli avevo risposto che lo accoglievamo per accompagnarlo all'incontro defnitivo con Cristo: un giorno, un mese, un anno.... il tempo che il buon Dio gli lasciava per portare a termine il misterioso compito della sua vita.

A metà agosto aveva ricevuto il Battesimo dalle mani del Nunzio Apostolico: l'avevamo consegnato, Suo per sempre.

Ieri mattina quando è entrato in agonia con il cranio ormai sfondato che versava liquido, sono stata un po' con lui , gli ho parlato, ho pregato. Poi ho chiamato le donne che si occupano della casetta dei bambini portatori di handicap ed ho chiesto che non venisse mai lasciato solo, volevo una di loro sempre al suo fianco, ad accarezzarlo, tenergli la manina, sussurrargli di una presenza. A sera i piedi gelati mi dicevano che eravamo vicini, ma Jowensley resisteva, lottava, attaccato alla vita come tutti. Ed anche li ho chiesto ad una donna di vegliarlo tutta la notte, di non lasciarlo mai solo.

E poi solo il silenzio e nel buio della notte, alle due il piccolo guerriero è volato in cielo annunciandoci un Destino di felicità preparato per tutti.

"E i bambini di Dio la Gloria canteranno liberi,

di Chi ha fatto la vita

e ha dato la Speranza agli uomini...."

cantava Claudio Chieffo e don Paolo me l'ha ricordato.

E cosi penso il mio piccolo amico Jowensley, piccolo compagno di strada al Destino, uomo fino in fondo, libero, a cantare leggero la Gloria di Dio.

Ultimo aggiornamento Giovedì 14 Gennaio 2016 01:08
 

Jonellino in vacanza

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..... da Jonellino......

 

Dal sole dei Caraibi alla neve di Gressoney...... prendendo il sole ai piedi del Monte Rosa....


 

Te Deum

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..... da suor Marcella....

 

Ogni volta che qualcosa finisce c'è la tentazione di fare dei calcoli, dei bilanci, una sorta di cose andate bene e cose andate meno bene... un modo per ridurre la portata del reale al risultato.

Invece la realtà ha in sè molto più del calcolo del risultato e la fine di ogni anno è proprio l'occasione per riscoprire che il punto non sono i risultati ottenuti, ma cosa si è vissuto, cosa si è desiderato, cosa si è cercato dentro le circostanze che abbiamo affrontato ogni giorno.

Perchè l'unica posizione umana per vivere la vita da uomini è scoprirsi dentro un cammino fatto di passi veloci e più lenti, di cadute e di corse, di volti che ti sono accanto per un pezzo di strada e che poi restano indietro o aumentano il passo e vanno ma che ritroverai alla fine. Ed allora in un cammino non c'è bilancio da fare, ma solo da ringraziare per la strada fatta e per quella da fare ed all'arrivo non si ricorderanno le fatiche, le cadute, le storte alle caviglie, ma la bellezza della strada fatta, i volti dei compagni di viaggio e la certezza della Meta che sempre, in ogni istante ha reso certo il passo.


Ultimo aggiornamento Sabato 02 Gennaio 2016 17:43
 

L'incredibile è accaduto

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..... da suor Marcella.....

Che notte..... pensare veramente a ciò che è accaduto quella notte a Betlemme sembra impossibile. I pastori, la cometa, il non c'è posto che si ripete... parole ascoltate tante volte ed ogni volta la stessa domanda.... ma ci credo veramente o no?

Ci credo che Dio si è fatto uomo o no? Ci credo che Cristo ha assunto la fatica della vita dell'uomo o no? Ci credo che è accaduto per me, perchè io fossi libera e potessi vivere la mia vita gustandola fino in fondo non minacciata più neanche dal peccato?

Anche Natale è una questione di libertà: la libertà dei pastori di andare alla grotta, dei magi di mettersi in cammino e prima ancora la libertà del Figlio di dire sí al Padre, la libertà di Maria di stare davanti a Gabriele con coraggio, di Giuseppe di ascoltare un "sogno".

Libertà su libertà questa storia arriverà anche a me, a noi e chiede la mia, la nostra libertà.

Che grande avventura la vita per chi ha incontrato Cristo.

Questa libertà e questa avventura voglio raccontare ai nostri bimbi della Kay Pè Giuss giorno dopo giorno attraverso la bellezza dei gesti che facciamo insieme.

Cosi ci siamo preparati alla Notte di Natale in gioiosa attesa. Dopo un pomeriggio passato a disegnare immagini del presepe, ecco la festa iniziare: canti, luci colorate, bimbi eleganti, voglia di fare festa. Alcuni canti preparati dai bambini, una gara tra i maschietti della casetta Papyion e le femminucce della Ti kana, le canzoni di natale classiche in sottofondo. E poi dolci, torte, bibite, patatine... palloncini colorati dappertutto. Attendiamo un amico e siamo in festa per la sua venuta. Verrà nella notte e la luna piena Gli illuminerà la strada. Ci sorprenderà addormentati. Se ne andrà in silenzio con il cuore pieno della nostra umanità.

E mentre i piccoli si preparano ad andare a letto, i grandi siedono con me al cinema dove scorrono le immagini della storia di Gesù a cartoni animati. Tante domande: "Ma allora Giuseppe è Dio?" domanda Chico, "Si perchè è il Padre di Gesù" risponde Richlo. Ed ancora "Tu hai visto Gabriele?" mi domanda Isaac. I bambini ti spingono a fare sul serio, non gli basta la storiella, vogliono capire: cuore e ragione già tutte presenti in un bambino di otto anni.

Poi tutti a nanna in attesa che Gesù passi dalla nostra casa. Gli abbiamo lasciato una fetta di torta ed una bibita accanto al presepe segno dell'accoglienza che la nostra casa è per tutti quelli che per un minuto o per un anno vi entrano.

E al mattino i segni del suo passaggio... il bicchiere vuoto, la fetta di torta non c'è più, il giardino pieno di tricicli, macchinine, palloni.... e nei lettini dei piu grandi un pacchetto.... uno skate per Richlo, un mitra ad acqua per Chico, una bambola per Richena, colori e album per Mitha..... il segno di un bene al loro Destino di chi passa nella notte ma passa per sempre.

Si perchè alla kay Pè Giuss i regali non li porta Babbo Natale (.... le renne morirebbero di caldo e lui anche visto come si veste!!!!). Li porta Gesù Bambino: un fatto storico realmente accaduto perchè anche i bimbi non devono vivere di sogni  ma guardare all'incredibile della storia che è accaduta e che riaccade ogni istante della nostra vita.

Alle 10.30 la Messa di Natale con tutti i bimbi e padre Giuseppe scalabriniano amico che viene a farci vivere questo giorno particolare. E poi grigliata a bordo piscina con bambini ed educatori: un popolo in festa, una storia che continua.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 30 Dicembre 2015 02:01
 


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News

IL DIARIO DI JONEL 13

Anche Jonel era presente all'inaugurazione di Casa Lelia, lui che la sua casa l'ha trovata ormai, è venuto ad augurare ai suoi amici della kay Pè Giuss la stessa storia di bene che lui stesso sta vivendo.

Bello, simpatico, ma davvero capriccioso, si sposta scivolando sul sederino ed aiutandosi con le manine e guai a fermarlo!!!! Durante la messa con il vescovo di Assisi, su un lucido parquet della cappella, ha slittato avanti ed indietro indisturbato, padrone della situazione.

Intanto è stato definitivamente accolto dalla famiglia Capetti che lo accompagnerà ad affrontare le sfide che la vita gli porrà. Sicuramente anche l'esperienza di Casa Lelia sarà per lui una vera compagnia.

 

IL DIARIO DI JONEL 12

Il piccolo Jonel continua il suo cammino. Pochi giorni fa un video mostrava come, aiutato da Maria, piegasse il braccio per portare il cucchiaio alla bocca. Piccoli successi che nascono dall' impegno quotidiano e costante di Maria e delle sua famiglia.

Le notizie però non sono buone. Una visita specialistica da un luminare nel campo delle malattie genetiche pediatriche ha spiegato con precisione ed attenzione la reale situazione del piccolo Jonel. All' artrogriposi infatti si accompagna un' altra malattia che colpisce i muscoli sostituendone i tessuti con tessuto fibro adiposo. Questo significa che Jonellino non potrà mai reggersi sulle gambe anche se l' intervento è andato bene.

Non potrà reggersi sulle gambe.... dice la scienza.... ma chissà cosa dice il buon Dio.....

 

IL DIARIO DI JONEL 11

Ecco Jonellino bionico....

 


 

IL DIARIO DI JONEL 10

Il cammino del nostro Jonellino continua e tante cose sono successe anche nella sua piccola vita.

Dopo l'intervento ai piedini, i gessi e da pochi giorni i tutori.

Anche per le braccia sono cominciati la fisoterapia ed il posizionamento dei tutori.

Insomma come dice Maria.... un bimbo bionico!!!

Lui se la gode, coccolato da tutti.

 

IL DIARIO DI JONEL 9

 

Non avevo avuto tempo di postare che Jonel oggi 2 marzo avrebbe affrontato l'intervento ai piedini.

Ho appena ricevuto notizie da Maria: l'intervento è andato bene, il bimbo è pieno di tubicini, si è svegliato ed ha bevuto un succo.

Intanto la Questura di Milano ha rinnovato il permesso di soggiorno e Jonel puo togliersi la parrucca del travestimento clandestino!!!!

 

IL DIARIO DI JONEL 8

Jonellino sta per entrare nel vivo della cura: venerdi inizierà le sedute di fisioterapia per gli arti superiori al Dezza dove se lo sono preso in carico subito con passione.

L'8 febbraio invece avrà il ricovero pre-operatorio che lo preparerà all'intervento ai tendini dei piedini che dovrebbe ridare la posizione naturale agli arti.

Intanto Maria e Patrizia si danno da fare per cercare di ottenere tutti i documenti necessari per il permesso di soggiorno.

Insomma.... il cammino continua e lui sembra proprio goderselo tutto!!!!!

 

IL DIARIO DI JONEL 7

Il nostro piccolo Jonellino continua la sua vita italiana ed il suo cammino presso la clinica Humanitas. Ogni settimana cambia il gesso alle gambe e questa settimana i nuovi gessi lasciano fuori le ginocchia cominciando a dargli un po' più di libertà.

Intanto deve cominciare a fare terapia quattro volte al giorno per facilitare i movimenti  degli arti.

Anche le manine si muovono, fanno ciao, afferrano piano piano oggetti.

Lui è sempre più bello e le educatrici della kay si commuovono quando mostro loro le foto.

Un cammino che provoca tanti quello di Jonel, noi per primi che siamo chiamati a sperare con lui di una speranza che sia certezza anche per noi.

 

IL DIARIO DI JONEL 6

Jonel ha ormai iniziato il suo percorso alla clinica Humanitas di Milano che lo sosterrà per tutto l'iter terapeutico necessario.

L'inserimento nella nuova famiglia è andato benissimo ed ogni giorno Maria mi aggiorna sul nostro piccolino cosi che anche noi da qui possiamo seguirlo passo passo.

Attualmente ha cominciato a trattare gli arti inferiori per raddrizzare ginocchia e piedini ed ogni settimana cambia i gessi che progressivamente raddrizzeranno il tutto per preparare la strada all'intervento chirurgico che permetterà la flessione dei piedi.

Intanto cresce. Ha messo i primi dentini, chiacchiera e nell'ultimo video ricevuto balla a suon di musica.

Qui le donne seguono il suo cammino e si comnuovono davanti alle foto ed ai video che Maria mi manda segno che un'umanità capace di riconoscere una cosa bella sta rinascendo.

 

IL DIARIO DI JONEL 5

Il nostro piccolo Jonel ha finalmente iniziato il suo cammino accolto dalla Clinica Humanitas di Rozzano e seguito dalla Fondazione Insieme si Può attraverso le cure della signora Patrizia.

Dopo un'ulteriore visita, la pianificazione del lavoro da fare, l'inizio con i primi gessi e la prospettiva di poter sperare nel futuro.

Intanto un lavoro di circa otto mesi con gessi, tutori, interventi e fisioterapia aiuterà le gambe a raddrizzarsi ed a prepararsi a sorreggere il peso del corpo in crescita e forse un giorno a camminare. Per le braccia la strada sembra piu sempllice, niente interventi ma tanta fisioterapia sostenuta da tutori.

Il tempo poi darà la sua risposta.

Intanto affrontiamo con il piccolo Jonel la sua strada certi comunque che un bene per lui è già stato preparato.

 

IL DIARIO DI JONEL 4

Jonel si sta godendo la sua "vacanza" italiana e mentre attende che il suo iter sanitario si definisca se ne va a spasso con i suoi amici.

Lo scorso week end è andato a Madrid a trovare gli amici spagnoli Edu e Inma che l'hanno accolto con tutti gli onori, l'affetto e la simpatia.

L'equipaggio dei gitanti era formato oltre che da Jonel da suor Marcella, Caterina, Michele, Elisa e Stefano.

Un week end ricco di allegria ed amicizia ma soprattutto della certezza di essere compagni di viaggio nel cammino verso il Destino.