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Benvenuto al Vilaj Italyen

Semplici come le colombe.....

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..... da suor Marcella....


La  situazione va piano piano schiarendosi.... e se da una parte sembra essere meno pericolosa di quello che si pensava, dall'altra ci lascia tutti un po' piu' tristi.

Fonti piu' che attendibili mi hanno rivelato di aver scoperto che dietro alle continue pressioni che da qualche mese stiamo subendo da parte di alcuni banditelli della zona, ci sono in realta' i progetti economici di un'organizzazione straniera che gestisce una piccola clinica all'interno della stessa realta' di Waf Jeremie che si e' vista scavalcata dall'imponente crescita della Klinik San Franswa. Qualsiasi organizzazione che vuole lavorare su Waf trova aiuti economici perche' basta mandare quattro foto dei nostri bimbi e gli aiuti arrivano soprattuto se sei un'organizzazione e puoi accedere anche a fondi istituzionali.

Cosi' proprio mentre il Ministero della Sanita' di Haiti si prepara a darci l'autorizzazione ufficiale a gestire la sanita' nella zona nominandoci centro di salute riconosciuto dallo stato e quindi autorizzato ad offrire certi servizi come i vaccini o la sala parto, ecco spuntare qualcuno a cui diamo fastidio, qualcuno forse rimasto nell'ombra fino ad ora ma che adesso, spaventato dalla nostra crescita, non ha esitato a ricorrere ai banditi della zona per metterci sotto pressione e costringerci a chiudere.

Mi si consigliano denunce o richiesta di interventi pubblici a nostro favore, ma non e' compito nostro denunciare i giochi politici ed economici che regolano il mondo. Nostro compito e' quello di non lasciarsi scoraggiare, non scandalizzarsi del peccato umano, ma aprire gli occhi, accorgersi del grido del reale e rispondere.

Cosi' guardandoci attorno e vedendo come alcune parti del nostro lavoro hanno davvero generato dei rapporti umani, decidiamo di ripartire da li': non ci interessa salvare il mondo, grazie a Dio e' un compito che e' toccato ad Un Altro..... ci e' chiesto di ripartire in silenzio, "semplici come le colombe e furbi come i serpenti".

Abbiamo deciso che chiuderemo la pediatria, il pronto soccorso, il dentista e potenzieremo la malnutrizione e l'accompagnamento alla gravidanza. Apriremo la sala parto 24h/24h e costruiremo una piccola neonatologia visto che negli ultimi dieci giorni abbiamo perso diversi bimbi prematuri perche' rifiutati da ben piu' importanti ospedali del paese. E' una sfida.... ma non ci hanno mai spaventato e sfide!!!!

Quindi dateci una mano a far conoscere questo nuovo progetto, a farlo nascere e crescere perche' dia Gloria a Lui sotto il cielo di Haiti.

Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Agosto 2012 14:31
 

Il Vilaj Italyen parla brasileiro

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....... da suor Marcella....

 

Ieri il Vilaj Italyen si e' tinto di verde e giallo ed e' stato benevolmente "invaso" dai soldati brasiliani del contingente ONU di stanza in Haiti ormai da anni.

Ci hanno proposto una mattinata di giochi per i bambini che sono da qualche giorno in pieno tempo di esami sperando di arraffare all'ultimo una promozione sempre piu' sognata.... mentre per le giovani donne seguite dalla Maria durante la gravidanza, un bel corso di formazione sull'importanza dell'allattamento al seno.Peccato che il traduttore, un ragazzo haitiano con tanto di giubbotto antiproiettile e casco blu..... traduceva ben poco di quello che medici ed infermieri brasiliani si affannavano a dire, riassumendo probabilmente quel poco che aveva capito spesso non dicendo proprio l'essenziiale.

 

Per i bimbi corsa nei sacchi, salto della corda, palloncini dovunque, pop corn a volonta' e regalo finale.... direi un caos piu' o meno controllato da questi baldanzosi "garotao" brasilerios che forse cercano un significato piu' umano alla loro presenza in questo paese.

 

La gente intanto non ama la MINUSTAH, cosi' come si chiama l'intervento ONU in Haiti, ma i compiti che questi ragazzi hanno non sono chiari a nessuno e al di la' di un continuo spostamento di tuppe che appesantisce il traffico cittadino, non si sa cosa facciano. ma non sta a noi dare giudizi di valore visto che neanche sappiamo gli equiibri politici,economici e sociali che governano il mondo.

 

Per noi vale l'esperienza di ieri: 30 ragazzoni sotto il sole a giocare con dei bambini, una mattinata diversa, semplice, in cui si era li' per stare insieme, in cui rieccheggiava la parola gratuita', in cui chi ha saputo guardare oltre il caldo, i problemi organizzativi, la stanchezza, ha visto il volto umano di Cristo perche' ogni gesto di carita', al di la' della coscienza con cui e' fatto, svela il Suo volto, come l'Eucarestia ci consegna il Suo corpo al di la' della coscienza del Mistero che noi possiamo avere.

 

 

E cosi' pur con la Klinik chiusa per le note vicende, con diversi professori incapaci di sostenere gli esami di fine anno, con una stanchezza che dopo l'anno vissuto raggiunge ormai livelli indicibili, uno puo' tornare a casa la sera contento perche' Cristo e' riaccaduto ancora una volta a Waf Jeremie.

Abbiamo bisogno non di vedere dei miracoli, ma di imparare a guardare la realta' con gli occhi di Un Altro: abbiamo santi a cui guardare per imparare questo.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 01 Agosto 2012 21:49
 

Quel filo di desiderio

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...... da suor Marcella.....

 

"..... se l'avvenimento cristiano, e prima di tutto la realta', non ridesta in noi quel filo di desiderio che ci rende desiderosi di respirare e di non soffocare, allora rimaniamo razionalisti e nichilisti, e siccome non possiamo evitare di desiderare, cerchiamo la soddisfazione in cose senza consistenza, perche' abbiamo gia' perso il rapporto con l'origine della realta', con il mistero della realta'...."

 

 

Giorni drammatici al Vilaj Italyen, giorni pesanti, di smarrimento, di silenzio. L'ennesimo scontro con una realta' che sembra davvero voler negare ogni goccia di speranza, di bene e di bello che palplita nel reale.

Da una settimana la Klinik e' chiusa, dopo che l'ennesimo problema pesante ha improvvisamente fatto irruzione nell'esperienza che stavamo vivendo. Tra poche settimane ricorderemo un anno dall'assassinio di Lucien ed oggi piu' che mai posso dire esser morto libero, unico ad avere scelto di fidarsi di quello che i suoi occhi vedevano ed il suo cuore percepiva. I ragazzi della klinik hanno vissuto quest'anno a testa bassa, riprendendosi il cuore che avevano iniziato a buttare nello slancio verso la realta', restando soli, tra uomini soli, in cerca di una sopravvivenza meschina e atroce, che inesorabilmente li ha condotti al nulla.

Anche questo mese il bandito ha avuto la sua tangente: i ragazzi si autotassano e davanti agli occhi di tutti, consegnano il pagamento, i soldi con cui comprano la sicurezza e vendono l'esperienza. 30 denari.... e Giuda vende l'esperienza che il suo cuore aveva di quel Gesu'.

Si difendono dietro un "... sono cose tra haitiani, voi non c'entrate..."....... ma noi c'entriamo, c'entriamo eccome..... non si resta in un luogo dove l'esperienza e' sottomessa alla paura, la compagnia alla solitudine, il cammino alla devastazione dell'io.

C'e' da riflettere adesso, capire da dove ripartire, come e se continuare, decidere cosa abbiamo a cuore per i nostri amici, per noi, per il mondo.

Il console italiano chiede prudenza, gli amici pregano e noi siamo certi che quel filo di desiderio che ci rende desiderosi di respirare deve essere nascosto da qualche parte anche dentro i nostri ragazzi haitiani e che il nichilismo non puo' essere l'ultima parola neanche in loro. Il cammino e' lungo ma il buon Dio guidera' i passi.

Ultimo aggiornamento Martedì 31 Luglio 2012 10:58
 

Ripartire da un si

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...... da suor Marcella......

 

" Per compiere un'opera non basta l'incontro con persone, con cose e con situazioni che commuovano, che muovano, che facciano erompere una volonta', che destino fantasia, che trascinino nell'azione le nostre energie. Bisogna che tutto si svolga secondo l'attenzione a rapporti che non definiamo noi, che dobbiamo, piuttosto innanzitutto rispettare. C'e' qualcosa da rispettare, da riconoscere, da abbracciare, da accettare per poter creare. Cosi' entra nella nostra mente e nelle nostre braccia, fin dentro il nostro cuore, un fattore che sembrerebbe ostile: la fatica.

C'e' un'obbedienza che dal di dentro deve governare l'iniziativa in cui ti lanci, il rischio in cui ti cimenti. Innanzitutto deve essere obbedienza a fattori che non sono totalmente alla merce', che ti si propongono e ti si impongono: devi rispettare questi fattori: e tutta la fatica, in tal senso, deve essere abbracciata come parte della tua genialita' creativa, e percio' del tuo amore e del tuo gusto fattivo.

Si porta, infatti, amore a cio' che si ha tra mano, alla costruzione che stiamo sviluppando; ma senza fatica non c'e' resistenza amorosa, e allora quello che facciamo ci diventa nemico tra le mani.

L'altro augurio che vi faccio, dunque, e' che il vostro lavoro non abbia a temere la fatica necessaria, perche' da quando Dio e' diventato uno tra noi per addossarsi tutte le condizioni del nostro cammino, la fatica ha incominciato a portare un nome che la definisce in tutta la sua ragionevolezza: croce.

Dobbiamo abbracciare la croce inerente alla prospettiva in cui rischiamo noi stessi, la nostra umanita': abbracciandola con disponibilita' e con generosita' d'animo, cioe' con speranza.

L'augurio che la fatica non vi blocchi, che la croce non vi scandalizzi, e' infatti l'augurio che la vostra vita sia colma di speranza. E quando dico "vita" dico l'ora che passa, il momento di intoppo, la difficolta' improvvisa, i "conti che non tornano". Se tutte le condizioni richiamate a partire dai passi citati sono tenute presenti, insieme a quelli che aggiungero' tra poco, anche la croce piu' pesante non togliera' dalla vostra vita il fiore della letizia."

(Don Luigi Giussani L'io, il potere, le opere pag. 151)

 

Potrei andare avanti a ricopiare tutto il libro per raccontarvi del perche' da piu' di due settimane siamo ormai tornati a a Waf, o del perche' ieri siano arrivate Mariette e Marica per fare un pezzo di strada con noi, o del perche' ci si guarda in faccia un po' smarriti domandandosi cosa si debba fare ma con nel cuore che la risposta e' gia' data da una storia: quella della Salvezza che rende tutto ma proprio tutto, ogni circostanza, ogni volto, ogni parola, amico, rende tutto amico, cioe' bene per me e strada al Destino.

Cosi' nella fatica delle quasi due settimane in cui per evidenti ragioni di sicurezza e perche' i banditi avevano messo dei lucchetti alla clinica per impedirci di entrare, siamo rimasti a casa, tempo per riflettere, confrontarsi, scavare andando a fondo di cio' che ci muove, ce n'e' stato. Ma per Grazia di Dio apparteniamo ad un Luogo che si pone come roccia pur dentro le peggiori tempeste che la storia ci insegna: la Chiesa. Cosi terminate le mie analisi, i miei calcoli, le mie reazioni istintive, mi sono riaffidata all'unica compagnia certa, quella di Cristo attraverso il volto della Chiesa.

Sabato scorso ho quindi chiesto di incontrare il nunzio, monsignor Bernardito, amico di tutti noi, ma volevo incontrarlo da sola, per guardare con lui a quello che stava accadendo a Waf e capire cosa fosse giusto fare, volevo rimettermi davanti all'obbedienza alla Chiesa, punto fermo da cui ripartire nel caos degli eventi e dei giudizi sentiti. Mi ero preparata bene, avevo in testa i punti da affrontare e forse in fondo deideravo sentirmi dare una risposta che gia' avevo in testa. E cosi' in quindici minuti espongo quello che era frutto di un'analisi, di un calcono, di un'istintivita' e forse anche di un bell'orgoglio!!!

L'immediatezza con cui monsignor Bernardito spazza ogni dubbio e' impressionante: " Quello che fate li' rende presente ed incontrabilie la Chiesa. La Chiesa deve essere visibile e se voi ve ne andate questa gente non avra' altro modo per guardare a Cristo." Pochi minuti e quindici giorni di calcolo sono spazzati via. "Non e' davvero possibile andarsene" mi dice con una semplicita' disarmante.

Riparto con il cuore piu' certo, con la coscienza di un compito e di una compagnia e per strada gia' penso ai centomila progetti fatti su Waf quasi spazzati via dai nostri limiti: limiti di chi viene armato affermando una violenza e limite nostro, mio di non credere fino in fondo all'abbraccio buono di Cristo alla mia vita e di ridurre la realta' ad un calcolo.

"Occorre dare battaglia perche' Dio conceda vittoria" ha detto Santa Giovanna D'Arco e noi al Vilaj Italyen siamo pronti alla battaglia certi di averla gia' vinta perche' la vittoria non sta nell'esito, ma nell'affezione all'Origine e di questo noi, poveri e miseri, siamo sempre piu' certi.

 


 



Ultimo aggiornamento Sabato 23 Giugno 2012 21:33
 

Errata corrige

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...... da suor Marcella.....

 

Avevo scritto un altro post, ma viste le numerose mail che stiamo ricevendo e la preoccupazione che percepiamo in tante di esse, lo rimando a domani sera ed oggi solo due righe per dire a quanti  hanno letto che ci sono stati colpi di arma da fuoco verso due dei miei volontari, che c'e' stato un fraintendimento:

NESSUN VOLONTARIO ITALIANO HA RICEVUTO COLPI DI ARMA DA FUOCO ne' si e' trovato in situazione di pericolo tale da poterne correre il rischio.

L'articolo che ne parlava e' gia' stato modificato.

Buona giornata.

Ultimo aggiornamento Sabato 23 Giugno 2012 20:24
 

Perche' resto

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...... da suor Marcella.....

 

 

Toccava a Maria questa sera, ma no ce la fa, non riesce a raccontarci perche' resta, ma siamo tutti sicuri che una ragione ce l'abbia.

La aiuteremo ad andare a fondo di questa ragione, ad avere il coraggio di guardarla, prenderla tra le mani e ributtarla nel cammino fatto insieme: un cammino di uomini, semplici, poveri, ma con il cuore certo della strada.

Ultimo aggiornamento Sabato 23 Giugno 2012 20:15
 

Perche' resto

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...... da Stefano......


Sono Stefano neolaureato infermiere, la storia bizzarra e creativa per cui sono arrivato ad Haiti c'entra con una sveglia non suonata il giorno in cui dovevo presentarmi il giorno dell'esame di Stato valevole per l'attestato di Laurea.

Il pensiero che tre mesi mi separavano dal nuovo appello di Laurea significavano per me una sorta di mio fallimento. Inaspettata invece è stata la proposta della mia morosa e di due amici che mi dissero: "senti Suor Marcella che sta ad Haiti, può essere interessante siamo stati ad un suo incontro"

Quindi sono partito e dopo due mesi sono tornato con un sorriso straordinario; ho trascorso insieme a lei e ad una compagnia di volontari (con storie molto diverse) la realtà a tratti cruda ed essenziale di Waf.

Mi è parso subito che lo scopo non stava nel rispondere a tutti i bisogni della gente, impossibile! Ma di guardarli con gli occhi di un Altro, quell'Altro che ho avuto la grazia di incontrare nella mia vita attraverso molte facce amiche, in particolare Giovanni.

Quindi il ritorno in Italia, la laurea e un pensiero, il Mistero ha fatto di una sventura terra fertile per il mio cammino. Dopo la laurea il ritorno ad Haiti per un anno, perché sono qui?

Perché è aperta in me la domanda ed il desiderio di vivere l'esperienza della missione che si è intrufolata come ipotesi nella mia vita, e sempre attento ai segni creativi del Mistero.

Ultimo aggiornamento Sabato 23 Giugno 2012 03:40
 


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News

VOLONTARIATO AL VILAJ ITALYEN

Da ormai piu' di un anno in tanti mi scrivono per venire a vivere un tempo di esperienza qui al Vilaj Italyen. Italiani, francesi, spagnoli, americani, colombiani, messicani.... scrivono per offrire un po' del loro tempo e delle loro energie per costruire con noi la storia di un piccolo pezzo di mondo. Giovani e no, professionisti e no, amici e no che chiedono di mettersi a disposizione di questa storia per due settimane, un mese, sei mesi o un anno.

E l'avventura comincia!!!

Per aiutarsi ad arrivare quaggiu' preparati, per organizzare arrivi e partenze, ma soprattutto per non decidere da soli di partire, due amici sacerdoti si rendono disponibili ad incontrare tutti quelli che nei prossimi mesi vorranno fare un'esperienza con noi.

Ne puo' nascere un'avventura interessante, un approfondimento del desiderio, una correzione dello sguardo ed alla fine.... un essere mandati, un passare cioe' da "volontari" a "missionari" e scoprire cosi' il fascino della missione che non cede neanche davanti alla stanchezza ed alla fatica, ma si rigenera continuamente trasformandosi in bellezza per chi parte e per chi resta.

 

Don Franco Belloni (NO):

madonna_pellegrina@libero.it

Padre Mauro Bazzi (BG):

bazmau@yahoo.com


 

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