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Benvenuto al Vilaj Italyen

Quanta fatica vivere da uomini

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... da suor Marcella ...

 

Quanto si impara guardando i bambini. In questi giorni guardando la nostra piccola Cassandra' e la fatica che e' chiamata a fare per continuare a vivere si ritrovano tutti i passi dell'uomo, che, chiamato ad essere "uomo" deve lottare per non cedere al nulla ed abbandonarsi al non senso ed al caso.

Cassandra' si fida, si abbandona nelle mani di chi l'aiuta a restare attaccata a questa vita, ma non si abbandona passivamente, c'e' tutta, fino in fondo e, magari senza forze, ma esprime le sue preferenze, i suoi gusti, il suo cuore.

Cassandra' lotta per vivere solo perche' il suo cuore domanda la vita, non ha altra ragione evidente: e' sola al mondo, ammalata di tubercolosi e sieropositiva. Perche' dovrebbe desiderare vivere se non perche' il suo cuore grida la vita?

E come puo' una bimba di due anni, chiamata a vivere un dolore cosi' grande, accorgersi di avere un cuore, credere nella promessa buona che la vita e', non cedere alla sconfitta? Solo per un incontro, un volto buono di carne, che l'abbraccia, la stringe, la cura, le si mette a caminare accanto sulla strada verso il Destino. La compagnia umana come strada verso il compimento.

In questi giorni di dolore perche' al Vilaj Italyen si ritorna alla violenza, con i banditi che ci hanno ormai costretto a pagare una tangente per non avere problemi, rendendo cosi' la nostra presenza davvero attaccata ad un filo, e' immediato il paragone tra chi con la violenza nega la possibilita' dell'inconto e resta solo a lottare contro una vita che, cosi' come la vive,  non gli corrisponde.

E' la liberta' dell'uomo che c'e' gia' tutta a due anni e che possiamo scegliere di usare per il compimento o per distruggere e continuare a negare la certezza della promessa. Sta proprio a noi. Certo oggi parlando con il nostro dottore mi diceva che non devo arrabbiarmi perche' questa gente e' ignorante e non vivono da uomini per cui i banditi sono mossi solo dall'interesse della loro tasca.... e' vero, ma anche loro hanno un cuore che liberamente scelgono di non ascoltare ed il compito del missionario e' proprio quello di far emergere il cuore dell'uomo, le sue domande i suoi desideri perche' solo cosi' l'uomo potra' incontrare la risposta, o meglio La Risposta.

Ed allora tornando a casa arrabbiati o scoraggiati... dipende dal carattere.... perche' si e' dovuto cedere alla violenza e ci si sente in una morsa pericolosa ormai avviata, si incontrano gli occhi di Cassandra'.... lei che di banditi, tangenti, minacce non ne sa proprio niente, lei che conquista la vita giorno dopo giorno, con un passo piccolo, tremante, un sorriso appena accennato, lei che e' per noi una finestra spalancata sull'Eterno perche' ci ricorda che siamo liberi, liberi di essere di Un Altro e di credere alle Sue promesse o liberi di negare il bene preparato per noi e di fare la nostra strada da soli, violenza su di noi e sugli altri.

Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Gennaio 2013 19:21
 

Il nostro Natale: la contemplazione di Lui

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Ultimo aggiornamento Martedì 08 Gennaio 2013 10:02
 

Il Natale tra i bambini di Haiti

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Suor Marcella, Maria, Valentina ... ed Esperancia

dalla prima pagina del settimanale diocesano di Firenze

"...oggi qui ad Haiti ci stiamo preparando a vivere un Natale diverso e così inaspettato fino a pochi giorni fa.
Nella casa in cui vivo con Suor Marcella e Valentina in attesa di trasferirci nella casa di accoglienza al Vilaj Italyen, è arrivata da qualche giorno una bimba di due mesi, lasciata a noi dalla mamma che non avendo un posto dove vivere ha voluto affidare la piccola alle nostre cure, l’alternativa era abbandonarla chissà dove e magari la piccola non sarebbe vissuta a lungo.
Vivrà.
Siamo qui per questo, siamo chiamate attraverso il carisma della Fraternità Francescana Missionaria fondata da Suor Marcella, a cui da settembre anche io e Valentina apparteniamo come missionarie laiche, a far vivere la speranza in luoghi dove pare non solo impossibile vivere, certo impossibile sperare... Esperancia, così si chiama la nostra piccola che si unirà a un altro bambino di due anni, Snhaider, anche lui abbandonato dalla mamma e con noi ormai da qualche mese..."

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Ultimo aggiornamento Martedì 08 Gennaio 2013 10:01
 

Aspettando Qualcuno

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..... da suor Marcella....

 

Anche qui ad Haiti dove sembra che nessuno aspetti niente ci sono cose della cutura che invece ci richiamano fortemente al significato di questi giorni che come uomini stiamo vivendo.

L'attesa dell'Avvento che qui sembra essere cancellata dalla miseria estrema in cui la gente vive, ma che ad altre latitudini e' mangiata invece dal consumismo sfrenato, e' qui richiamata dalla semplicita' di queste casette di cartone con cui  siamo tutti invitati a ricordarci che stiamo aspettando Qualcuno.

E' un gesto consegnato a questa generazione dalla tradizione. Forse molti non sanno cosa significhi, fanno le casette per riuscire a venderle e portare a casa qualche soldo. Un po' di cartone, della carta colorata, una candela accesa all'interno: qualcuno che attende.

A me queste casette hanno sempre parlato di una fede semplice, la stessa contenuta in tanti canti spiritual della tradizione. Erano sparite negli anni dopo il terremoto oggi sono ricomparse timidamente.

Cosi' una casetta quest'anno e' entrata in casa nostra, accanto ai ceri di Avvento. Chi l'ha costruita ha rifatto la chiesa di Saint Pierre a Petion Ville..... una chiesa, la Chiesa, il primo luogo dell'attesa. Le mani di chi l'ha fatta non avranno mai sfogliato un libro di teologia, ma il cuore ha indicato una strada perche' nel cuore c'e' gia' tutto cio' di cui abbiamo bisongo per attendere e per riconoscere L'atteso.


Ultimo aggiornamento Lunedì 07 Gennaio 2013 18:00
 

Collaborazione

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... da suor Marcella....


Ultimo aggiornamento Domenica 30 Dicembre 2012 10:17
 

Per noi ma indipendentemente da noi

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... da suor Marcella...

Ultimo giorno di scuola prima delle vacanze natalizie, anche se qui nessuno sa bene perche' si fanno queste vacanze perche' per i piu' la parola natale non significa davvero niente.

Quest'anno Valentina ha pensato di proporre a tutti, alunni ed insegnanti, la messa di fine trimestre, appunto la messa di Natale. Per settimane il coro si e' preparato, il suonatore di tamburo ha studiato le melodie, i lettori sono stati scelti, le preghiere dei fedeli preparate.... don Giuseppe disposto a venire e celebrare in lingua creola sostenendoci anche con l'impianto microfoni... tutto pronto.

Ma l'organizzazione non basta.... ed e' stato davvero evidente. L'organizzazione non sostituisce la ragione ed il significato di un gesto. Nemmeno i professori erano interessati a quello che si stava facendo, evidentemente convinti di dover subire il gesto come scotto da pagare visto che insegnano in una scuola cattolica, ma svuotando il gesto del significato piu' vero.

Io fremevo perche' era come se vedessi buttare via l'ennesima occasione per scoprire che nella vita esiste un di piu' e mi chiedevo se il delirio che vedevo intorno a me o anche il disinteresse potessero in qualche modo sminuire la grandezza dell'evento che stava accadendo davanti a noi.

Ed invece pur nel caos (siamo arrivati a cantare il Signore pieta' al momento del Santo....) e' successo: il pane e' diventato carne ed il vino sangue, Cristo e' riaccaduto per me e per ognuno di noiindipendentemente da come eravamo li', se con la ragione giusta o distratti, se convinti od obbligati. Cristo accade, sempre e dovunque.

Cristo accade anche a Waf Jeremie. Cristo accade anche per chi non lo sa riconoscere.

Ed allora svanita la delusione ci si scopre distratti come quei bambini, assenti come quei professori, ma sempre certi dell'incontro fatto e grati per la storia di Misericordia da cui si e' stati abbracciati non per meriti ma per Grazia.

Il Natale riaccade, anche quest'anno riaccade, anche al Vilaj Italyen riaccade, anche se sono distratta riaccade. Riaccade perche' la misura del Natale non sono io, ne' la mia umanita', ma la gratuita' di Un Altro.


Ultimo aggiornamento Sabato 29 Dicembre 2012 18:34
 

I capelli del capo

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...... da suor Marcella....

"Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete..." (Luca 12)


Questa sera guardando Cassandra, da poche ore arrivata nella nostra casa, vedendola cosi' piccola e schiacciata in un dolore troppo piu' grande di lei mi chiedevo che significato potesse avere per un bimbo cosi' piccolo vivere da subito una fatica cosi' grande e cosa vuol dire a noi incontrare questa bimba ed accoglierla in casa.

Cassandra non ha ancora due anni ed e' gia' sola al mondo. Il suo papa' e' morto di AIDS gia' da qualche tempo, la sua mamma solo da pochi mesi. Dei vicini l'hanno presa in casa ma adesso che hanno scoperto che la bimba e' sieropositiva non la vogliono piu': hanno cinque figli ed hanno paura che Cassandra li infetti. Vivono sotto una delle centinaia di tende di fortuna sorte dopo il terremoto del 2010 e purtroppo oggi ancora residenza per migliaia di poveretti che hanno perso tutto. Due pali di legno, un telone di plastica ed ecco fatta la "casa". Attorno decine e decine di "case" identiche, di plastica e cartone. La comunita' ha isolato Cassandra, ne hanno tutti paura non solo per la malattia in se' ma perche' qui in Haiti la gente piu' semplice lega questa malattia alla presenza del diavolo. E cosi' la bimba e' subito messa da parte, in un angolo, vive per terra, mangia quello che le buttano in un sacchetto. Non pesa neanche sette chili, tossisce spesso, e' coperta di crosticine.

Negli occhi il silenzio, quello dato dalla solitudine e dal dolore.

Nel cuore il mio stesso bisogno di affetto e di compagnia.

Dietro il dolore, davanti il buio.

Ma anche i capelli del suo capo sono contati, anche lei e' gia' amata e fatta per un Destino in cui il dolore di oggi e' gia' vinto e la speranza di domani e' gia' certa.

Ed allora per noi accoglierla in casa questa sera e' la possibilita' piu' vera che abbiamo per prendere coscienza che anche i nostri capelli sono contati e che anche il nostro dolore e' gia' vinto: sempre piu' in cammino verso Betlemme allora, davanti a quella grotta che da' ordine al caos della vita, quella vita che fin da piccini chiede tanto, ma che e' gia' amata per sempre.

Ultimo aggiornamento Lunedì 24 Dicembre 2012 11:26
 


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News

VOLONTARIATO AL VILAJ ITALYEN

Da ormai piu' di un anno in tanti mi scrivono per venire a vivere un tempo di esperienza qui al Vilaj Italyen. Italiani, francesi, spagnoli, americani, colombiani, messicani.... scrivono per offrire un po' del loro tempo e delle loro energie per costruire con noi la storia di un piccolo pezzo di mondo. Giovani e no, professionisti e no, amici e no che chiedono di mettersi a disposizione di questa storia per due settimane, un mese, sei mesi o un anno.

E l'avventura comincia!!!

Per aiutarsi ad arrivare quaggiu' preparati, per organizzare arrivi e partenze, ma soprattutto per non decidere da soli di partire, due amici sacerdoti si rendono disponibili ad incontrare tutti quelli che nei prossimi mesi vorranno fare un'esperienza con noi.

Ne puo' nascere un'avventura interessante, un approfondimento del desiderio, una correzione dello sguardo ed alla fine.... un essere mandati, un passare cioe' da "volontari" a "missionari" e scoprire cosi' il fascino della missione che non cede neanche davanti alla stanchezza ed alla fatica, ma si rigenera continuamente trasformandosi in bellezza per chi parte e per chi resta.

 

Don Franco Belloni (NO):

madonna_pellegrina@libero.it

Padre Mauro Bazzi (BG):

bazmau@yahoo.com


 

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