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Benvenuto al Vilaj Italyen

Natale 2011

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gli amici dell’Associazione  In Cammino Con Suor Marcella

 

Non smettiamo mai di stupirci

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.... da suor Marcella...

Non smettiamo di stupirci davvero qui ad Haiti perche' ogni giorno accade qualcosa che ci riporta al via solo per ricordarci che non stiamo giocando una partita a Monopoli dove ci si spostava senza passare dal via. Qui la realta' sembra riportarti sempre al via che, seppur comportando una fatica, ci permette di non abituarci mai al dolore, alla solitudine al gia' visto e gia' saputo, ma ci provoca a domandarci cosa c'entriamo noi con tutto quello che vediamo accadere intorno a noi e come ognuno sia chiamato a dare una risposta alla realta'. Ci si scopre inadeguati certo, ma si desidera rispondere perche' uomini, uomini provocati, uomini che ricominciano ogni giorno, uomini che chiedono aiuto.

 

Cosi', mentre stiamo incontrando tutte le persone handicappate che vivono a Waf Jeremie per aprire il refettorio Santa Chiara dove accoglierli ogni giorno per il pasto, ci imbattiamo in una delegazione di uomini che, saputo della cosa, raggiungono faticosamente a causa del deficit fisico, la klinik per chiedere aiuto. Sono uomini e donne resi disabili dal terremoto o da altre malattie o incidenti. Le tre persone che arrivano da noi sono cieche, chi le accompagna ha perso un braccio.

Ci raccontano di un villaggio creato nel post terremoto da una grossa organizzazione internazionale..... un villaggio dove radunare centinaia e centinaia di disabili. Sono state costruite delle simpatiche casette in legno colorato, sono state fatte latrine con entrata speciale per disabili, c'e' un punto distribuzione acqua, ci sono un paio di lampioni a luce solare....

Tutto perfetto.

Eppure al cuore dell'uomo non basta.

Questa gente si sente sola, chiusa nel ghetto che e'stato creato da cui e' difficile uscire per chi non ha gambe o non vede.

450 adulti, centinaia di bambini. Nessuno pensa a mandarli a scuola questi bimbi, molti dei quali non hanno nessun handicap. Ci raccontano che altri bambini sono stati portati in un orfanotrofio da un'altra famosissima organizzazione.... persi per sempre.

A fine dicembre il progetto di aiuto finisce, l'organizzazione spegne i rilfettori e torna a casa sua dove potra' mostrare foto e raccontare quanto bene abbia fatto in Haiti..... ed il grido dell'uomo resta li', inascoltato, forse addirittura zittito da una parvenza di aiuto.

Lo sguardo senza vita di questi uomini non puo' non interrogarmi: mando i "miei" con Valentina in testa che non si tira indietro davanti a nulla. Pouchon responsabile ultimo della spedizione. Arold e Wilkenson i due autisti dell'ambulanza. Ritornano sconvolti: quello che hanno visto li lascia senza parole e li mette in moto.

Wilkenson....non esattamente il bravo ragazzo di buona famiglia.... mi chiede di fare qualcosa, lui che fa la fame, che conosce la violenza della strada, che e' sempre pronto a litigare, che sta lavorando come volontario visto che ha rotto l'ambulanza...... lui, si lascia provocare da cio' che ha visto e non mi da' tregua perche' dice "Hanno piu' bisogno di noi, dividiamo gli aiuti con loro".

Siamo tornati ieri, un incontro con il gruppo responsabili. Ci hanno chiesto un ambulatorio medico volante almeno una volta a settimana: non ce la fanno a raggiungere gli ospedali e se ce la fanno non li fanno entrare. Ci hanno dato un elenco con i nomi dei loro bambini, 186 da appena nati a 14 anni, ci chiedono di inserirli a scuola. Nessuno lavora, chiedono da mangiare. Quando l'Organizzazione se ne andra' resteranno senza acqua.... nelle loro belle casette colorate!!!

Una domanda che mi interroga, che ci interroga.

Chi ci vuole aiutare a far uscire la speranza dal Vilaj Italyen per arrivare a questi figli di Dio e guardarli non come un bisogno a cui rispondere con un progetto definito nel tempo, ma come uomini e donne compagni di strada il cui Destino e' quello di una felicita' gia' preparata?

Noi ci stiamo organizzando per andare due volte a settimana con un ambulatorio mobile e per inventarci qualcosa per la scuola dando spazio a questi bimbi istituendo un servizio di scuolabus con la nostra ambulanza che permetta a questi bambini di frequentare quotidianamente la nostra scuola.

Ci serve aiuto perche' avremo bisogno di nuovi professori, di uniformi e libri, di medicine e diesel per muoverci. Ho gia' chiesto spiegazione al ministero della sanita' per capire se e' veramente possibile che grosse organizzazioni spariscano lasciando centinaia di persone abbandonate a se' stesse o se magari c'e' gia' qualcuno pronto a prenderne il posto. Attendo una risposta. Ma intanto il Vilaj Italyen si e' messo in moto e questa volta non per se' stesso, ma perche' quando ci si sente guardati, si impara a guardare.

 

Video presentazione libro "Waf Jeremie: l'inizio della Speranza"

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Intervista a Marco Baroncini al TG2 relativa al libro fotografico "Waf Jeremie: l'inizio della Speranza".

 

 

Foto con dedica

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...... da suor Marcella.....  

Era il 26 febbraio.... e Maria era appenna atterrata da Firenze al Vilaj Italyen .......... piu' atterrita che atterrata si era subito vista chiamata in causa davanti ad una giovane mamma che era venuta alla Klinik per far nascere la sua bambina... era nata Francoise... la prima di tanti bimbi che sarebbero venuti a nascere con noi.

Poco dopo era il turno di un maschietto che chiaramente fu chiamato Francois....

Eccoli oggi in braccio a Valentina: Francoise simpatica, vispa, allegra e rotonda nella sua vestina bianca, Francois piu' serio ma pronto a farsi coccolare come tutti i bimbi del mondo.

L'avventura della vita che inizia instancabilmente anche a Waf Jeremie.

 

Sono venuti a ritirare i loro certificati di nascita che Maria aveva fatto fare.... li aspettiamo all'asilo tra un paio d'anni!!!!

 

Accoglienza

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..... da suor Marcella..... 

Benedetta dalla brezza "invernale" che da' un po' di tregua al sole di Waf, ecco piano piano crescere la casa di accoglienza.

Suh Kwangsuk, l'ingegnere coreano che gratuitamente sta seguendo i lavori ha messo su una buona squadra che sta dando vita sotto i nostri occhi alla casa di accoglienza Don Luigi Giussani che accogliera' 45 bambini a tempo pieno e dara' invece ospitalita'ai bimbi malnutriti che avranno bisogno per un periodo determinto di tempo di essere seguiti da vicino per recuperare la condizione fisica normale.

 

Oggi nella squadra di manovali alcuni volontari.... scherzando mi dicevano "siamo nati schiavi per cui non e' un problema spostare pietre". Ho domandato loro perche' lo facessero se a fine giornata non ci sarebbero stati soldi per loro.... " e' la tua casa... possiamo lavorare come volontari per aiutarti a far si' che sia bella...."  "e' il nostro modo di dire grazie per averci tirati fuori dall'immondizia..." ....

E cosi' quattro analfabeti disperati di cui non conosco nemmeno i nomi ti lasciano senza parole e, accarezzati dalla brezza del mare, ci accorgiamo che l'accoglienza e' gia' cominciata, che viene prima della casa di mattoni e che tutto, ma proprio tutto, inizia dall'essere continuamente accolti da un Padre io come loro, perche' io come loro ho bisogno di un abbraccio piu' grande per essere certa del Destino Buono.

 

La Stampa - Vatican Insider - 10 novembre 2011

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tratto da La Stampa on-line del 10 novembre 2011

Haiti, dalla disperazione più profonda rinasce la speranza 
Suor Marcella Catozza, missionaria francescana, descrive la realtà dell’isola caraibica, dal 2005 terra di missione della religiosa
Dario Salvi
Ro
ma

Ad Haiti la sproporzione fra “dolore e fatica quotidiana” dell’uomo e la “domanda di felicità” insita nel cuore di ciascuno “è così evidente”, che “solo l’abbraccio di Cristo può diventare una risposta e, insieme, un cammino da percorrere”. Così Povertà, violenze, malnutrizione e il dramma del terremoto non hanno intaccato la speranza di un “cambiamento possibile”, che nasce dall’incontro con i ragazzi di una baraccopoli in cui, prima di lei, nessun bianco – nemmeno le forze di pace Onu – aveva mai osato mettere piede. Nello scorrere del tempo a Waf Jeremie, nel continuo alternarsi di devastazioni e ricostruzione, è racchiuso “il senso della fede, il senso della storia della Chiesa fatta di centinaia di uomini e donne che, in silenzio, nei luoghi più assurdi del mondo, hanno dato forma alle speranze e alle aspettative di cambiamento dei poveri”.

Leggi tutto...
 

In marcia verso il Destino

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..... da suor Marcella.... 

Il cammino insieme e' piu' leggero, il piu' piccolo da' il passo, il piu' forte sostiene, chi guida corregge: la bellezza della Chiesa nei volti dei compagni di strada.


 


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News

IL DIARIO DI JONEL 15

Pronti per la piscina

 

IL DIARIO DI JONEL 14

Il nostro Jhonny cresce ed è arrivato alla scuola materna:

eccolo orgoglioso del suo grembiulino .

 

IL DIARIO DI JONEL 13

Anche Jonel era presente all'inaugurazione di Casa Lelia, lui che la sua casa l'ha trovata ormai, è venuto ad augurare ai suoi amici della kay Pè Giuss la stessa storia di bene che lui stesso sta vivendo.

Bello, simpatico, ma davvero capriccioso, si sposta scivolando sul sederino ed aiutandosi con le manine e guai a fermarlo!!!! Durante la messa con il vescovo di Assisi, su un lucido parquet della cappella, ha slittato avanti ed indietro indisturbato, padrone della situazione.

Intanto è stato definitivamente accolto dalla famiglia Capetti che lo accompagnerà ad affrontare le sfide che la vita gli porrà. Sicuramente anche l'esperienza di Casa Lelia sarà per lui una vera compagnia.

 

IL DIARIO DI JONEL 12

Il piccolo Jonel continua il suo cammino. Pochi giorni fa un video mostrava come, aiutato da Maria, piegasse il braccio per portare il cucchiaio alla bocca. Piccoli successi che nascono dall' impegno quotidiano e costante di Maria e delle sua famiglia.

Le notizie però non sono buone. Una visita specialistica da un luminare nel campo delle malattie genetiche pediatriche ha spiegato con precisione ed attenzione la reale situazione del piccolo Jonel. All' artrogriposi infatti si accompagna un' altra malattia che colpisce i muscoli sostituendone i tessuti con tessuto fibro adiposo. Questo significa che Jonellino non potrà mai reggersi sulle gambe anche se l' intervento è andato bene.

Non potrà reggersi sulle gambe.... dice la scienza.... ma chissà cosa dice il buon Dio.....

 

IL DIARIO DI JONEL 11

Ecco Jonellino bionico....

 


 

IL DIARIO DI JONEL 10

Il cammino del nostro Jonellino continua e tante cose sono successe anche nella sua piccola vita.

Dopo l'intervento ai piedini, i gessi e da pochi giorni i tutori.

Anche per le braccia sono cominciati la fisoterapia ed il posizionamento dei tutori.

Insomma come dice Maria.... un bimbo bionico!!!

Lui se la gode, coccolato da tutti.

 

IL DIARIO DI JONEL 9

 

Non avevo avuto tempo di postare che Jonel oggi 2 marzo avrebbe affrontato l'intervento ai piedini.

Ho appena ricevuto notizie da Maria: l'intervento è andato bene, il bimbo è pieno di tubicini, si è svegliato ed ha bevuto un succo.

Intanto la Questura di Milano ha rinnovato il permesso di soggiorno e Jonel puo togliersi la parrucca del travestimento clandestino!!!!

 

IL DIARIO DI JONEL 8

Jonellino sta per entrare nel vivo della cura: venerdi inizierà le sedute di fisioterapia per gli arti superiori al Dezza dove se lo sono preso in carico subito con passione.

L'8 febbraio invece avrà il ricovero pre-operatorio che lo preparerà all'intervento ai tendini dei piedini che dovrebbe ridare la posizione naturale agli arti.

Intanto Maria e Patrizia si danno da fare per cercare di ottenere tutti i documenti necessari per il permesso di soggiorno.

Insomma.... il cammino continua e lui sembra proprio goderselo tutto!!!!!

 

IL DIARIO DI JONEL 7

Il nostro piccolo Jonellino continua la sua vita italiana ed il suo cammino presso la clinica Humanitas. Ogni settimana cambia il gesso alle gambe e questa settimana i nuovi gessi lasciano fuori le ginocchia cominciando a dargli un po' più di libertà.

Intanto deve cominciare a fare terapia quattro volte al giorno per facilitare i movimenti  degli arti.

Anche le manine si muovono, fanno ciao, afferrano piano piano oggetti.

Lui è sempre più bello e le educatrici della kay si commuovono quando mostro loro le foto.

Un cammino che provoca tanti quello di Jonel, noi per primi che siamo chiamati a sperare con lui di una speranza che sia certezza anche per noi.

 

IL DIARIO DI JONEL 6

Jonel ha ormai iniziato il suo percorso alla clinica Humanitas di Milano che lo sosterrà per tutto l'iter terapeutico necessario.

L'inserimento nella nuova famiglia è andato benissimo ed ogni giorno Maria mi aggiorna sul nostro piccolino cosi che anche noi da qui possiamo seguirlo passo passo.

Attualmente ha cominciato a trattare gli arti inferiori per raddrizzare ginocchia e piedini ed ogni settimana cambia i gessi che progressivamente raddrizzeranno il tutto per preparare la strada all'intervento chirurgico che permetterà la flessione dei piedi.

Intanto cresce. Ha messo i primi dentini, chiacchiera e nell'ultimo video ricevuto balla a suon di musica.

Qui le donne seguono il suo cammino e si comnuovono davanti alle foto ed ai video che Maria mi manda segno che un'umanità capace di riconoscere una cosa bella sta rinascendo.