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Benvenuto al Vilaj Italyen

Correndo verso il Natale

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.... da suor Marcella....

 

Siamo vicini al traguardo e la Kay Pè Giuss continua la sua corsa verso il Natale: i festeggiamenti sono già incominciati ed il clima in casa è di allegria più che mai.

Un cuore di bambino che attende, come quando ero piccola ed aspettavo la notte di Natale in cui accadevano cose incredibili.... la processione per mettere Gesù Bambino nella capanna, i bastoncini che sprizzavano scintille e che avevo il coraggio di tenere in mano solo perchè la mano forte del papà mi faceva vedere che non bruciava, i dolci, i canti, la famiglia riunita, i parenti che venivano da lontano, i regali.... era tutto un'attesa che si rinnovava ogni anno nello stupore che riaccadesse.

Quello stupore oggi è diventato adulto e, come mi hanno insegnato a dire, si è fatto grido che la notte di Natale quando con i nostri bambini ci incammineremo verso la grotta rinnoverà l'incontro con la risposta, un grido che non resta inascoltato, un grido che è già preso in considerazione prima ancora che esca dalla bocca e dal cuore.

La ricchezza delle liturgia del tempo di Avvento e particolarmente di questa ultima settimana ci porta giorno dopo giorno più pronti a riconoscere il Mistero, ci aiuta ad essere in attesa, ci desta dalla scontatezza con cui oggi il Natale è vissuto in tantierealtàdella vita.

Il prete oggi durante l'omelia diceva che oggi ci si dice "Buone feste" "Buon Anno nuovo".... ma raramente ci si augura "Buon Natale" L'uomo di oggi è distratto e non sa più gridare ed affonda nel suo silenzio. Un silenzio che non parla di Una presenza ma lascia il vuoto di un'assenza.

Alla Kay Pè Giuss aspettando la notte di Natale vogliamo insegnare ai nostri bambini il gusto dell'attesa e la certezza del compimento e reimparare da loro la semplicità degli occhi con cui guardano i regali che stanno arrivando o la capanna che richiama tutti sul prato in mezzo alla casa o l'albero con i suoi mille colori che si accendono e si spengono.

Un'attesa che si fa amicizia nei volti di chi in questi giorni è qui con noi: Angelica con noi da alcuni mesi, Giacomo arrivato solo da pochi giorni ma già con gli occhi spalancati sul reale, Stefano che arriva domani carico di doni e di voglia di camminare insieme, e poi don Graziano che lascia addirittura il suo ufficio in Vaticano per essere tra noi, poveri di Dio, e permetterci di vivere le celebrazioni liturgiche del Natale nella nostra bella chiesa. Perchè nella nostra povertà non abbiamo neanche un prete!!!

Ed è stato bello vedere come ieri le nostre bimbe ricevevano i regali che ogni anno un benefattore haitiano ci porta in pachetti rossi ed i maschietti in quelli blu: macchine e palloni per i giovanotti, bambole e pentoline per le signorine. Certi della propria identità proprio perchè liberi, liberi di riconoscere ciò che è dato.

Siamo poveri qui, molto, ma siamo certi di ciò che siamo e gli echi di un mondo che va alla deriva non sono arrivati.... non so chi sia più povero tra noi.....

In questa certezza cari amici continuiamo la nostra corsa verso la notte di Natale.....

 

Abbandonarsi

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... da suor Marcella....

 

Una vita segnata dalla malattia di un handicap gravissimo, pesante dovunque, ma qui in Haiti ancora di più. Genitori che ti abbandonano perchè di un giocattolo rotto non si che farsene. Medici che fanno esperimenti facendo credere a possibili miracoli. Ospedali in cui preferiscono non guardare i problemi seri e sviare evidenziando patologie più semplici.

In Haiti si nasce, in Haiti si muore, sfrecciando come meteore dentro all' eterno, quell' eterno in cui anche loro entreranno e forse davanti a noi. Cosi Shamirà è sfrecciata tra noi e come tutte le frecce ha indicato qualcosa: a noi il desiderio di capire cosa, il desiderio di non far andare persa la sua vita.

Dopo il pomeriggio di mercoledì in cui il respiro è cominciato affannoso e la fame d' aria era impressionante, una notte in cui il cuore non voleva arrendersi, Shamirà combatteva la sua battaglia per stare attaccata con i denti alla vita. Quella vita che ai nostri occhi non le aveva dato davvero niente ma che davanti a Dio aveva un valore unico ed irripetibile. Quella vita che le era stata data per un compito, forse per provocare noi sempre dormienti davanti al reale ed impegnati a lottare per incastrare la nostra misura in tutte le cose. Attaccata con i denti, aggrappata con tutte le sue forze. Il respiro sempre più affannoso, il cercare di sedersi per aiutarsi a respirare, l' insofferenza, le lacrime di chi le sedeva accanto. Giovedì mattina la situazione peggiora, inutile l' ennesima corsa in ospedale, dobbiamo lasciarla andare. Sgomento negli occhi delle donne che seguono i bambini portatori di handicap: in Haiti la morte e la vita corrono insieme, i più forti ce la fanno.

In ufficio cerco di lavorare ma la testa corre alla cameretta di Shamirà che sta combattendo la sua battaglia. Quella bambina di poco più di due anni mi provoca: cosa vuol dire la sua vita e cosa vuol dire la sua morte. Perché? L'eterna domanda dell'uomo, di sempre.... perché? Così ogni ora passo a trovarla. Alle tre le lacrime scorrono sul suo viso, non  ha più forze ma non vuole lasciarsi andare. La prendo in braccio, la stacco dal suo lettino e vado a sedermi nel patio sulla sedia a dondolo. In un abbraccio che vuole parlarle di altro, di una nostalgia lontana che il mio cuore vive, di Un Volto che tra poco lei incontrerà. Canto le ninna nanne che conosco e i canti alla Madonna più dolci che ci siano. Le parlo, la stringo nel calore di un abbraccio che non è mio. Le appoggio la testa sulla mia spalla. E piano piano, dolcemente si abbandona. Il respiro sempre più leggero, le lacrime si fermano, il capo è reclinato sulla mia spalla ed in un istante Shamirà è afferrata dall' Eterno per sempre.

È bastato un abbraccio per permetterle di fidarsi di ciò che stava accadendo; è bastato un abbraccio perché dicesse il suo si; è bastato un abbraccio per testimoniarle il bene preparato per lei.

A noi non basta mai neanche questo abbraccio, dobbiamo essere noi a condurre le cose, non vogliamo affidarci..... ma Shamirà sfrecciando tra noi della Kay Pè Giuss ci ha ricordato che l'unica possibilità che abbiamo di essere uomini è affidarsi a chi sa per cosa siamo fatti e dove stiamo andando, a chi sa come portare a compimento la nostra umanità, a chi sa che la misura della vita non la diamo noi, a chi sa che un abbraccio può donarci la pace.

Ultimo aggiornamento Venerdì 09 Dicembre 2016 23:34
 

Aspettando in allegria....

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... da suor Marcella....

 

Anche alla Kay Pè Giuss stiamo aspettando il Natale. Ieri sera Dina e Biensè chiacchieravano tra loro chiedendosi chi è che nella notte di Natale lascia i regali  nei loro lettini.... Dina sosteneva che fosse suor Marcella, Biensè che fosse la signora Aurina, in turno di notte nella loro casetta..... i misteri si svelano, anche agli occhi di due bambine di cinque e sei anni.

Ma noi? Cosa pensiamo che accada la notte di Natale? Attendiamo qualcosa, Qualcuno o il Mistero è già svelato ai nostri occhi, scontato, dovuto? Che provocazione c'è per noi in questo tempo di Avvento? In queste ore stiamo accompagnando la piccola Shamira all' incontro con il buon Dio ed è evidente che la vita di questa bimba così provata nella malattia prima e nell'abbandono dopo grida il bisogno di compimento. Cosi questa mattina accanto al suo letto chiedendo all' infermiera di non lasciarla sola per tutta la giornata perché non sia sola all' ultima ora, mi appariva chiaro il significato della notte di Natale e dell' attesa dell' Avvento: noi da soli non possiamo definirci, non possiamo compierci, abbiamo bisogno di altro da noi e l' Avvento ci ricorda questo, questo bisogno apparentemente inesauribile, incolmabile che caratterizza e definisce il nostro cuore rimandandoci sempre ad un più in là in ogni circostanza.

La notte di Natale è la notte in cui questo più in là scompare perché non è più più in là ma finalmente è li.

Con questa certezza alla Kay pè Giuss ci stiamo preparando al Natale. Sabato abbiamo insieme preparato l' albero ed il presepe, cantato a Gesù che viene, ballato e fatto festa, mentre Angelica e Nadege sfornavano dolci a gogo per festeggiare l' attesa. Un paio d' ore belle, insieme, con i bambini che ti guardano e gli educatori che si domandano perché si festeggi adesso se manca ancora tempo a Natale.

È vero... perché fare festa adesso? Solo la coscienza netta di quello che accadrà ci permette oggi di fare festa, la certezza che l' attesa ha e avrà sempre un compimento, la certezza che la vita di Shamira non è passata invano, la certezza che l' umanità di Cristo risponde al mio bisogno di compimento.... solo da qui può nascere il desiderio di fare festa in un luogo come quello in cui viviamo dove la stessa realtà sembra negare il desiderio di felicità dell' uomo.

Facciamo festa dunque cari amici, noi cattolici ne abbiamo tutta la ragione: non attendiamo invano... siamo certi dell' Avvenimento e lo raccontiamo a tutti.

Ultimo aggiornamento Venerdì 09 Dicembre 2016 23:31
 

Attendere

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..... da suor Marcella.....

 

Finalmente è arrivato l'Avvento! Lo aspetto ogni anno perchè è il periodo liturgico che più mi richiama ad una misura che non è la mia perchè la liturgia ci educa proprio ad attendere Qualcun Altro che ci compia. Tutto nelle liturgia quotidiana, dalle antifone dei salmi alle letture della messa indicano un'attesa, un desiderio che esplode davanti al reale soprattutto quando si vive in una realtà come questa dove sei messo in ginocchio e ti scopri finito centomila volte al giorno.

Lasciamoci dunque richiamare dalla Chiesa, dalle parole del Papa, dai gesti liturgici, richiamare a quest'attesa che diventa grido man mano che la notte di Natale si avvicina, un grido che ci rende uomini, uomini certi che questo grido abbia una risposta. È il cercare di chi ha già trovato, il cercare di chi cerca perchè sa che ciò che cerca c'è, il cercare di chi sa il posto e l'ora e corre per arrivare in tempo, come i pastori che correvano alla grotta o i re magi che, forse più lentamente, ma si sono messi in cammino per vedere il compimento di ciò che sapevano sarebbe accaduto.

Abbiamo iniziato l'Avvento con i primi vespri di ieri sera e ho chiesto al Signore di sapermi mettere in cammino con la certezza di cosa accadrà nella notte, nel silenzio, nel buio, un buio che verrà spaccato, un silenzio che si riempirà di Una Voce, una notte da cui nascerà il nuovo giorno. Non varrebbe la pena arrivare alla notte di Natale se non dopo un cammino cosí.


Attendiamo dunque cari amici ed attendiamo insieme perchè questa è la bellezza della Chiesa: puoi essere nel luogo più sperduto e difficile del mondo ed essere abbracciato da duemila anni di storia, in compagnia dei santi e di tutti quelli che ritroverai in ginocchio ed in silenzio davanti alla grotta, stanchi del cammino ma felici di quello che i loro occhi stanno vedendo.

 

Tanti auguri al nostro ambasciatore

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... da suor Marcella....

 

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 11 Novembre 2016 04:15
 

Jonellino benedetto

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...... da suor Marcella.....

 

 

Dal nostro ambasciatore in Italia.....

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..... da suor Marcella.....

 

 

Cosa si staranno dicendo?????????

Ultimo aggiornamento Domenica 23 Ottobre 2016 00:14
 


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News

IL DIARIO DI JONEL 15

Pronti per la piscina

 

IL DIARIO DI JONEL 14

Il nostro Jhonny cresce ed è arrivato alla scuola materna:

eccolo orgoglioso del suo grembiulino .

 

IL DIARIO DI JONEL 13

Anche Jonel era presente all'inaugurazione di Casa Lelia, lui che la sua casa l'ha trovata ormai, è venuto ad augurare ai suoi amici della kay Pè Giuss la stessa storia di bene che lui stesso sta vivendo.

Bello, simpatico, ma davvero capriccioso, si sposta scivolando sul sederino ed aiutandosi con le manine e guai a fermarlo!!!! Durante la messa con il vescovo di Assisi, su un lucido parquet della cappella, ha slittato avanti ed indietro indisturbato, padrone della situazione.

Intanto è stato definitivamente accolto dalla famiglia Capetti che lo accompagnerà ad affrontare le sfide che la vita gli porrà. Sicuramente anche l'esperienza di Casa Lelia sarà per lui una vera compagnia.

 

IL DIARIO DI JONEL 12

Il piccolo Jonel continua il suo cammino. Pochi giorni fa un video mostrava come, aiutato da Maria, piegasse il braccio per portare il cucchiaio alla bocca. Piccoli successi che nascono dall' impegno quotidiano e costante di Maria e delle sua famiglia.

Le notizie però non sono buone. Una visita specialistica da un luminare nel campo delle malattie genetiche pediatriche ha spiegato con precisione ed attenzione la reale situazione del piccolo Jonel. All' artrogriposi infatti si accompagna un' altra malattia che colpisce i muscoli sostituendone i tessuti con tessuto fibro adiposo. Questo significa che Jonellino non potrà mai reggersi sulle gambe anche se l' intervento è andato bene.

Non potrà reggersi sulle gambe.... dice la scienza.... ma chissà cosa dice il buon Dio.....

 

IL DIARIO DI JONEL 11

Ecco Jonellino bionico....

 


 

IL DIARIO DI JONEL 10

Il cammino del nostro Jonellino continua e tante cose sono successe anche nella sua piccola vita.

Dopo l'intervento ai piedini, i gessi e da pochi giorni i tutori.

Anche per le braccia sono cominciati la fisoterapia ed il posizionamento dei tutori.

Insomma come dice Maria.... un bimbo bionico!!!

Lui se la gode, coccolato da tutti.

 

IL DIARIO DI JONEL 9

 

Non avevo avuto tempo di postare che Jonel oggi 2 marzo avrebbe affrontato l'intervento ai piedini.

Ho appena ricevuto notizie da Maria: l'intervento è andato bene, il bimbo è pieno di tubicini, si è svegliato ed ha bevuto un succo.

Intanto la Questura di Milano ha rinnovato il permesso di soggiorno e Jonel puo togliersi la parrucca del travestimento clandestino!!!!

 

IL DIARIO DI JONEL 8

Jonellino sta per entrare nel vivo della cura: venerdi inizierà le sedute di fisioterapia per gli arti superiori al Dezza dove se lo sono preso in carico subito con passione.

L'8 febbraio invece avrà il ricovero pre-operatorio che lo preparerà all'intervento ai tendini dei piedini che dovrebbe ridare la posizione naturale agli arti.

Intanto Maria e Patrizia si danno da fare per cercare di ottenere tutti i documenti necessari per il permesso di soggiorno.

Insomma.... il cammino continua e lui sembra proprio goderselo tutto!!!!!

 

IL DIARIO DI JONEL 7

Il nostro piccolo Jonellino continua la sua vita italiana ed il suo cammino presso la clinica Humanitas. Ogni settimana cambia il gesso alle gambe e questa settimana i nuovi gessi lasciano fuori le ginocchia cominciando a dargli un po' più di libertà.

Intanto deve cominciare a fare terapia quattro volte al giorno per facilitare i movimenti  degli arti.

Anche le manine si muovono, fanno ciao, afferrano piano piano oggetti.

Lui è sempre più bello e le educatrici della kay si commuovono quando mostro loro le foto.

Un cammino che provoca tanti quello di Jonel, noi per primi che siamo chiamati a sperare con lui di una speranza che sia certezza anche per noi.

 

IL DIARIO DI JONEL 6

Jonel ha ormai iniziato il suo percorso alla clinica Humanitas di Milano che lo sosterrà per tutto l'iter terapeutico necessario.

L'inserimento nella nuova famiglia è andato benissimo ed ogni giorno Maria mi aggiorna sul nostro piccolino cosi che anche noi da qui possiamo seguirlo passo passo.

Attualmente ha cominciato a trattare gli arti inferiori per raddrizzare ginocchia e piedini ed ogni settimana cambia i gessi che progressivamente raddrizzeranno il tutto per preparare la strada all'intervento chirurgico che permetterà la flessione dei piedi.

Intanto cresce. Ha messo i primi dentini, chiacchiera e nell'ultimo video ricevuto balla a suon di musica.

Qui le donne seguono il suo cammino e si comnuovono davanti alle foto ed ai video che Maria mi manda segno che un'umanità capace di riconoscere una cosa bella sta rinascendo.