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Benvenuto al Vilaj Italyen

Dal nostro ambasciatore in Italia.....

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..... da suor Marcella.....

 

 

Cosa si staranno dicendo?????????

Ultimo aggiornamento Domenica 23 Ottobre 2016 00:14
 

Matthew 3

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..... da suor Marcella.....

 

Rieccomi a casa! Dopo un volo che sembrava non finire mai (anche perchè siamo stati fermi a Malpensa piu di due ore per un guasto al sistema elettrico), una notte a New York finalmente.... a casa!!!!

Educatori, staff, bambini tutti in festa per un'accoglienza gioiosa e soprattutto spontanea e vera che mi dice che qualcosa sta accadendo alla Kay, una scintilla di umanità nuova si intravede e me lo conferma anche chi è passato di qui in questo tempo in cui ero assente, come Emilio, amico spagnolo che si è stupito di trovare tutti al lavoro con responsabilità anche se io non c'ero.

Un mese e mezzo di assenza e la Kay che è andata avanti per la sua strada, la scuola e la materna iniziate, i bimbi con le borse di studio alle scuole salesiane stanno frequentando, la clinica che viaggia sul suo binario..... incredibile!!!!

Come non essere contenti e grati al buon Dio che ha fatto in modo che questa gente, ferita e provata dalla durezza della vita cominciasse a riconquistare un volto umano?

Matthew per noi è soltanto un ricordo reso evidente dai gazebi crollati e dal tetto del parcheggio volato via, niente in confronto alla morte seminata in altre zone del paese. I bambini sono tornati alla kay venerdi sera..... hanno scoperto quanto costa mantenerli!!!!

Intanto qui si è scatenata la corsa degli aiuti umanitari: formiche impazzite che scaricano tonnellate di riso, bottigliette d'acqua, antibiotici ma che in fondo lasciano nella solitudine chi riceve. Da questa mattina la nostra casa è sorvolata da elicotteri militari stranieri, che portano viveri alle popolazioni colpite dall'uragano, e poi aerei che atterranno carichi di aiuti. Sui bollettini che l'ONU ci manda leggiamo di cifre da paura stanziate da governi ed istituzioni per tamponare l'emergenza.

E poi il discorso del presidente temporaneo che dice che non ci servono riso ed acqua ma un aiuto a costruire il nostro futuro di paese libero, un aiuto a far si che se accadesse un'ennesima sciagura saremmo pronti ad affrontarla ed a resisterle.

Ma questo è tutto un altro approccio. Il buonismo ci permette di scaricare riso ed acqua, l'avventura cristiana di abbracciare il Destino dell'altro camminando con lui verso il suo compimento. Perchè mentre si compie il Destino dell'altro si compie anche il mio. Che spettacolo!!!!

Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Ottobre 2016 03:09
 

Matthew 2

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.... da suor Marcella.....

 

Le notizie che arrivano da Haiti non sono troppo belle. Il passaggio di Matthiew pare abbia provocato molti danni in alcune zone del paese causando la morte di 128 persone e distruggendo paesi interi. Anche grosse cittadine come Les Cayes o Jeremie pare abbiano riportato ingenti danni ma il ponte che congiunge questo pezzo di terra al resto del paese è crollato e quindi è per ora difficile raggiungerli. Gli elicotteri che hanno sorvolato la zona mostrano allagamenti, terre franate, baracche abbattutte e perfino il tetto della chiesa in pezzi. L'UNICEF parla di 2000 bambini evacuati, 100 scuole inagibili il che pregiudicherà nei prossimi mesi circa 24.000 bambini. Si pensa che i danni siano ingenti ma gli ultimi bollettini OCHA parlano di supposizioni visto che le zone non sono ancora state raggiunte e le comunicazioni telefoniche sono interrotte.

La reazione è già scattata: ogni giorno gli operatori umanitari presenti sul territorio si danno appuntamento per capire come ricominciare ancora una volta. Si parla di aiuti alimentari, rischio colera, devastazione di strade e villaggi.

I nostri bambini sono al sicuro in questa scuola dove in tutta fretta è stato allestito un centro di accoglienza. Anche ieri pomeriggio don Luca e madame Alice sono andati a trovarli per vedere che non mancasse loro niente.

Oggi il Ministero del benestare sociale avrebbe fatto un sopraluogo alla Kay e se possibile organizzato il rientro dei bambini.

 

Matthew

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.... da suor Marcella....

In tanti mi avete scritto per sapere come il Vilaj Italyen e la kay Pè Giuss hanno affrontato il previsto devastante arrivo  dell'uragano Matthew.

Il pre-allarme era stato dato da giorni sempre però dicendo che Haiti non sarebbe stata particolarmente coinvolta. L'agenzia OCHA delle Nazioni Unite mandava mail ogni giorno,  talvolta anche a distanza di poche ore, per aggiornare la situazione e dare indicazioni in proposito.

A Waf i ragazzi erano tranquilli e per niente preoccupati e sembrava l'avessimo scampata anche questa volta. Poi invece, nella notte di martedi, una telefonata mi raggiunge dalla Nunziatura Apostolica: don Luca, nuovo segretario della Nunziatura mi sta cercando perchè monsignor Nougent, nunzio apostollico in Haiti, è preoccupato per i bambini di Waf. La situazione sta peggiorando, l'uragano ha cambiato rotta e corre verso il golfo di Lagonave se mantenesse questa rotta ci prenderebbe dritti in faccia probabilmente spazzandoci via. Le istituzioni allertano la popolazione a lasciare la zona costiera, si preparano punti di accoglienza di fortuna, si corre contro il tempo. Parlano di baraccopoli che verranno spazzate via con tutta la loro vita, di devastazione imponente, di fame e miseria che ancora una volta sembrano perseguitare la piccola terra d'Haiti.

Alla telefonata di don Luca segue quella di madame Alice, e poi di Ken, gli amici della Nunziatura, quelli dell'Haiti bene che hanno imparato ad amare la nostra casa e la nostra storia con i suoi 130 bimbi davanti al mare che all'improvviso potrebbe diventare nemico. Si coordinano, chiamano polizia e protezione civile e nel cuore della notte, 130 bimbi piccoli piccoli in silenzio salgano su due autobus che sono venuti a prenderli per trasportarli in un luogo sicuro, una scuola del centro città. Prima di salire Elange, responsabile della Kay Nounous, mi telefona, vuole sapere se autorizzo la partenza dei bambini: è calma e so che saprà aiutare i bambini a vivere questa strana avventura senza paura. Autorizzo la partenza e cosi nel cuore della notte la Kay Pè Giuss si svuota, ma non del tutto.... i boys guidati da un sorprendentemente intraprendente Mercidieu restano a proteggere la nostra casa da eventuali malintenzionati che si sentirebbero invitati a saccheggiarla..... siamo sempre a Waf Jeremie!!!

Gli autobus si dirigono al Liceo Petion, un posto sporco, squallido, inadeguato. Il personale della Protezione Civile non vuole accogliere i bambini handicappati che non sono ancra stati prelevati dalla Kay. Gli educatori si ribellano.... hanno imparato a combattere, finalmente alzano la testa: costringono gli autobus a tornare a Waf e prendere i bambini portatori di handicap e chiedono di essere portati in un centro di accoglienza dignitoso: li porteranno a Delmas 3 dove si trovano ancora in attesa che il governo autorizzi il rientro degli abitanti lungo le coste dell'isola.

In tutto questo mi ha commosso chi in Haiti si è mosso pensando ai nostri bambini: don Luca, monsignor nugent, Alice, Ken, Lorraine che li ha seguiti fin nella nuova sistemazione scrivendomi cosa stava succedendo e mandandomi delle foto. Ma anche i tanti amici che attraverso mail, messaggi e telefonate hanno fatto sentire la loro preoccupazione e si sono uniti a me che sulla tomba di san Francesco pregavo per i nostri amici: dagli USA, all'Argentina, dal Brasile all'Italia un popolo domandava.

E Matthew ha sentito... ha deviato... il passaggio frontale non è avvenuto e Waf e la kay sono salve.

Ma la sorpresa più grande gli educatori della Kay: presenti, attenti, svelti e responsabili stanno continuando i loro turni di lavoro nel centro di accoglienza. Si sono mossi all'altezza della situazione, stanno cominciando a sentire la casa come loro: un passo finalmente adulto, si stanno muovendo insieme per costruire qualcosa.

Ora si aspetta che venga dichiarato il cessato allarme per riportare i bambini a casa. Io li raggiungerò lunedi.

Ringrazio tutti quelli che hanno sostenuto questi momenti con la loro preghiera e che hanno reso possibile che non accadesse niente ai nostri bambini ed alla nostra gente: ancora una volta la bellezza della Chiesa si è fatta carne.

P.S. Oggi il nuovo bollettino OCHA riportava la notizia dell'evacuazione dei bambini della kay Pye dous... piedi dolci.... anche don Giuss sta ridendo in Paradiso!!!!!


Ultimo aggiornamento Giovedì 06 Ottobre 2016 09:04
 

Casa Lelia

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... da suor Marcella...

Il 24 agosto a Cannara, Perugia, è stata inaugurata CASA LELIA: un nuovo grande progetto che nasce dall'opera di Haiti. Per dare seguito alla storia iniziata con i nostri bimbi alla Kay Pè Giuss, bimbi per i quali è davvero difficile immaginarsi un futuro in Haiti, bimbi che non hanno piu nessuno al mondo, bimbi che hanno reimparato a sorridere accolti nella bellezza della Kay, bimbi che compiuti diciotto anni dovremmo consegnare al nulla della loro terra fatta di miseria e violenza. Bimbi che attendono che la promessa intravista nel bene della kay si compia.

Ed allora ecco il secondo coraggioso passo, sicuramente un po' incosciente, ma certo, perchè basato non sulle nostre forze, possibilità, intelligenza, ma sulla Misericordia del buon Dio che deciderà se quest'opera gli servirà ed allora la farà vivere, o se ne potrà fare a meno.

Casa Lelia nasce quindi in tutta libertà, libertà dall'esito ma anche libertà di apririsi una strada giorno dopo giorno con i compagni di cammino che il buon Dio ci donerà in questa nuova avventura umana e di fede. Perchè Casa Lelia si apre per fede, perche si scommette su di Lui.... arriveranno i visti???? Ci accoglieranno nel paese????? Riusciremo a mantenerci????? Chi lo sa.... è una sfida, ma una sfida con dentro il respiro grande di chi è certo di essere in cammino su una strada data, un cammino quindi accompagnato, sostenuto, reso vero dalla libertà con cui stare davanti alle cose che accadono impreviste.

E dentro questa strada compagni che si perdono e compagni che si incontrano, un dinamismo umano che affascina e provoca.

Il 24 agosto in una splendida giornata di sole, a pochi chilometri da Assisi visibile ad occhio nudo, tanti amici sono venuti a far festa con noi, autorità locali, nuovi e vecchi volti. La presentazione del video della missione in Haiti per raccontare ai nuovi chi siamo e da dove nasce Casa Lelia, la mia testimonianza, le parole del sindaco e del rappresentante della regione e poi la messa celebrata dagli amici sacerdoti, monsignor Giuliano, don Franco, don Paolo e padre Mauro, la benedizione della casa. Una festa.

E poi, prima del rinfresco, la piantumazione di un olivo, gesto pensato dal don Franco, come segno di un nuovo inizio: una pianta tenace, resistente, forte come Casa Lelia vorrà essere.

Casa Lelia: un luogo di speranza, di bellezza e santità... una casa.

Ultimo aggiornamento Martedì 20 Settembre 2016 13:16
 

Dare la vita per la Gloria di Cristo

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..... da suor Marcella....

Sappiamo che il martirio fa parte della storia della Chiesa, ne sentiamo parlare, visitiamo luoghi bagnati dal sangue dei martiri e capiamo che ci hanno aperto la strada, ma quando ti accade a fianco, quando accade al tuo amico, quando sai che sarebbe potuto accadere a te allora ci facciamo sorprendere quasi stupiti che possa accadere ancor oggi e cosi vicino a te.

Ce lo stanno testimoniando i tanti cattolici perseguitati nel mondo, ce lo stanno testimoniando tanti uomini, donne, bambini che restano in paesi dove forse gli sarà chiesta la vita, ce l'ha testimoniato suor Isa venerdi mattina, spagnola da anni impegnata nei bassifondi di Port au Prince, mia carissima amica e compagna di strada.

Uccisa per le strade sporche e caotiche della capitale di Haiti. Uccisa forse per pochi dollari. Uccisa in un paese dove la violenza sembra essere l'unico modo di rapportarsi alla realtà.

La conoscevo da tanti anni. Avevamo vissuto insieme accolte nel seminario nei giorni dopo il terremoto del 2010. Lei aveva perso tutto: consorelle rimaste ferite sotto le macerie ed evacuate dai soccorsi, casa, scuola. Aveva perso tutti i suoi bambini di prima elementare e se ne sentiva responsabile perchè in quel momento lei era fuori dalla scuola e li aveva sentiti gridare, piangere, cercare aiuto. Poi la seconda terribile scossa e solo il silenzio. Non se l'era mai perdonato. Aveva vissuto sotto una tenda canadese per mesi senza voler neanche entrare in cappella per le preghiere o la messa a cui assisteva restando in giardino con il sacerdote che le portava la comunione fuori. I superiori l'avevano riportata in Spagna dove era stata aiutata a recuperarsi ed aveva chiesto di tornare in Haiti ricominciando da capo. La casa, la scuola, la farmacia con l'ambulatorio, il laboratorio di protesi per i tanti amputati che la città accoglie. Il lavoro vocazionale, le prime postulanti, l'accompagnamento per verificare le vocazioni. Con lei avevamo messo la protesi alla nostra Mitha.

Stava facendo fatica nei rapporti con il parroco che le aveva vietato di entrare nell'ambulatorio che lei stessa aveva messo in piedi dopo il terremoto. Le avevo proposto di venire a lavorare a Waf, prendendo in mano la clinica. Era stata contenta dell'idea ed aspettava che la futura novizia partisse per il noviziato per essere libera di coinvolgersi con noi.

In questi mesi infatti era presa dal rapporto con alcune giovani che sarebbero entrate nel noviziato e le spiaceva non avere piu tempo per seguire altre cose, ma le era stato affidato questo compito e lo faceva con generosità. Mi aveva chiesto di poter mandare le future novizie in esperienza da me, a Waf, inserite nella casetta dei bimbi portatori di handicap. E cosi tutti i martedi la Kay Pè Giuss accoglieva delle giovani haitiane in cammino vocazionale.

Certo chi le ha tolto la vita non sapeva neanche chi fosse, solo vedeva la donna bianca appena uscita da una banca: era sufficiente per far esplodere la violenza che segna questo popolo. Non portava un abito a difenderla: totalmente consegnata a Lui.

"In Lui ci ha scelti prima della creazione del mondo" dice Paolo agli Efesini: Isa era già stata scelta, da sempre, prima ancora che il mondo fosse creato.

Avrebbe potuto dire di no, ma ha detto si ed oggi vive nella Gloria del Paradiso contemplando per sempre Colui per cui ha dato la vita.

Chiediamo al buon Dio che questo sacrificio sia offerto per il popolo haitiano perchè ritorni ad essere un popolo di uomini in cammino che costruisce un futuro di pace e di bene per i propri figli.

Ultimo aggiornamento Domenica 04 Settembre 2016 21:08
 

Chi ci da una mano?????

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..... da suor Marcella.....

L'avventura italiana per i primi undici bambini della Kay pè Giuss è ormai alle porte. I primi ostacoli sono stati superati ed ora attendiamo impazienti il responso dell'ambasciata italiana. Se sarà un si arriveranno i visti ed i nostri bimbi potranno partire per cercare di costruirsi una vita che la realtà haitiana sembra negargli.

Nei mesi scorsi avevamo acquistato un casale in Umbria, a pochi chilometri da Assisi, nel paesino di Cannara, per dare il via alla nuova casa di accoglienza "Casa Lelia" che ospiterà nei prossimi anni i nostri bambini che potranno cosi costruirsi un futuro di libertà mettendo la testa fuori dalla miseria in cui sono nati ed in cui il loro paese continua a mantenerli negando l'accesso a scuole ed ospedali e mantenendoli forza bruta usata per alimentare le enormi sacche di povertà che caratterizzano il paese.

Il vederli crescere felici, gioiosi, pieni di vita e di desideri mi ha provocato a chiedermi cosa ne sarebbe stato di loro quando, al compimento dei diciotto anni, dovranno lasciare la kay: un portone che si apre, una stretta di mano e tanti auguri.... noi abbiamo già fatto abbastanza!!! Ma io non sono fatta cosi e se faccio una cosa voglio farla bene: non si accompagna un bambino fino a diciotto anni e poi lo si lascia solo davanti alla vita. Dovevo quindi pensare a come poter dare continuità alla storia di questi anni, a come fare sul serio fin da ora con questi bambini. Non mi è mai interessato risolvere i problemi di povertà di Haiti, mi interessano loro, i 122 bambini della kay Pè Giuss: Schnaider, Cassy, Wesky, Jessica, Therese, Espy, Patat,  Chico, Roody, Roodson, Edson, Marvens, Fritznelson, Bedgina, Rosberline, Roseberlande, Brianca...... e potrei elencarvi tutti i loro nomi. Mi interessano loro, la loro vita, il loro Destino, il Bene a cui sono destinati.

Casa Lelia nasce da questo sguardo, uno sguardo di bene che non si accontenta di averli fatti crescere, ma domanda di più, vuole accompagnarli a diventare uomini costruendosi un futuro da protagonisti. È un progetto impegnativo, tanti non ci credono, tanti lo criticano.... i soliti benpensanti a cui la nostra cultura ci ha da tempo abituato.... quelli che dicono... "con quei soldi quanti altri bambini si potevano aiutare lí....", quelli che vivono attaccati ad un buonismo che non regge  nel tempo e che vivono da signori della propria vita, quelli che hanno rinunciato a rischiare per essere felici e vivono di calcoli.

Ma la Kay pè Giuss da sempre spezza i nostri calcoli e quindi, sfidando i benpensanti, cominciamo una nuova avventura. Ora stiamo attendendo i visti: superato lo scoglio passaporti, superato lo scglio autorizzazione a lasciare Haiti, siamo ora davanti all'ultimo scoglio.... l'ambasciata italiana che deve darci i visti.... stiamo attendendo fiduciosi certi che se questa cosa interessa al buon Dio, accadrà.

Nel frattempo si freme di attesa, si studia italiano, si cerca di non fare danni che facciano perdere il passaggio aereo!!!

In Italia intanto i nostri amici si danno da fare per preparare la casa. A questo proposito servono braccia che aiutino a dipingere, pulire, oragnizzare, estirpare erbacce... o anche solo far da mangiare a chi è giù a lavorare.

Chi avesse del tempo per darci una mano me lo faccia sapere. I lavori urgenti sono:

- verificare gli impianti elettrici e installare le lampade: Daniele prima e Giuseppe dopo si sono già resi disponibili ed a giorni saranno a Cannara

- imbiancare la casa internamente

- pulizie complete

- sistemazione area esterna con don Franco che ha già preso visione della cosa

- montaggio e sistemazione degli arredi quando arriveranno con previsione di fine settembre

Ringrazio fin d'ora chi vorrà mettersi in cammino con noi e chi darà del tempo per aiutare questi bambini a costruirsi il futuro. La ricompensa ce la darà il buon Dio ma vi assicuro che la strada fatta insieme è già lei una ricompensa.

Invito tutti ad essere con noi il 24 agosto alle ore 17 a Casa Lelia per l'inaugurazione ufficiale della casa di accoglienza.

Ultimo aggiornamento Sabato 13 Agosto 2016 17:35
 


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News

IL DIARIO DI JONEL 13

Anche Jonel era presente all'inaugurazione di Casa Lelia, lui che la sua casa l'ha trovata ormai, è venuto ad augurare ai suoi amici della kay Pè Giuss la stessa storia di bene che lui stesso sta vivendo.

Bello, simpatico, ma davvero capriccioso, si sposta scivolando sul sederino ed aiutandosi con le manine e guai a fermarlo!!!! Durante la messa con il vescovo di Assisi, su un lucido parquet della cappella, ha slittato avanti ed indietro indisturbato, padrone della situazione.

Intanto è stato definitivamente accolto dalla famiglia Capetti che lo accompagnerà ad affrontare le sfide che la vita gli porrà. Sicuramente anche l'esperienza di Casa Lelia sarà per lui una vera compagnia.

 

IL DIARIO DI JONEL 12

Il piccolo Jonel continua il suo cammino. Pochi giorni fa un video mostrava come, aiutato da Maria, piegasse il braccio per portare il cucchiaio alla bocca. Piccoli successi che nascono dall' impegno quotidiano e costante di Maria e delle sua famiglia.

Le notizie però non sono buone. Una visita specialistica da un luminare nel campo delle malattie genetiche pediatriche ha spiegato con precisione ed attenzione la reale situazione del piccolo Jonel. All' artrogriposi infatti si accompagna un' altra malattia che colpisce i muscoli sostituendone i tessuti con tessuto fibro adiposo. Questo significa che Jonellino non potrà mai reggersi sulle gambe anche se l' intervento è andato bene.

Non potrà reggersi sulle gambe.... dice la scienza.... ma chissà cosa dice il buon Dio.....

 

IL DIARIO DI JONEL 11

Ecco Jonellino bionico....

 


 

IL DIARIO DI JONEL 10

Il cammino del nostro Jonellino continua e tante cose sono successe anche nella sua piccola vita.

Dopo l'intervento ai piedini, i gessi e da pochi giorni i tutori.

Anche per le braccia sono cominciati la fisoterapia ed il posizionamento dei tutori.

Insomma come dice Maria.... un bimbo bionico!!!

Lui se la gode, coccolato da tutti.

 

IL DIARIO DI JONEL 9

 

Non avevo avuto tempo di postare che Jonel oggi 2 marzo avrebbe affrontato l'intervento ai piedini.

Ho appena ricevuto notizie da Maria: l'intervento è andato bene, il bimbo è pieno di tubicini, si è svegliato ed ha bevuto un succo.

Intanto la Questura di Milano ha rinnovato il permesso di soggiorno e Jonel puo togliersi la parrucca del travestimento clandestino!!!!

 

IL DIARIO DI JONEL 8

Jonellino sta per entrare nel vivo della cura: venerdi inizierà le sedute di fisioterapia per gli arti superiori al Dezza dove se lo sono preso in carico subito con passione.

L'8 febbraio invece avrà il ricovero pre-operatorio che lo preparerà all'intervento ai tendini dei piedini che dovrebbe ridare la posizione naturale agli arti.

Intanto Maria e Patrizia si danno da fare per cercare di ottenere tutti i documenti necessari per il permesso di soggiorno.

Insomma.... il cammino continua e lui sembra proprio goderselo tutto!!!!!

 

IL DIARIO DI JONEL 7

Il nostro piccolo Jonellino continua la sua vita italiana ed il suo cammino presso la clinica Humanitas. Ogni settimana cambia il gesso alle gambe e questa settimana i nuovi gessi lasciano fuori le ginocchia cominciando a dargli un po' più di libertà.

Intanto deve cominciare a fare terapia quattro volte al giorno per facilitare i movimenti  degli arti.

Anche le manine si muovono, fanno ciao, afferrano piano piano oggetti.

Lui è sempre più bello e le educatrici della kay si commuovono quando mostro loro le foto.

Un cammino che provoca tanti quello di Jonel, noi per primi che siamo chiamati a sperare con lui di una speranza che sia certezza anche per noi.

 

IL DIARIO DI JONEL 6

Jonel ha ormai iniziato il suo percorso alla clinica Humanitas di Milano che lo sosterrà per tutto l'iter terapeutico necessario.

L'inserimento nella nuova famiglia è andato benissimo ed ogni giorno Maria mi aggiorna sul nostro piccolino cosi che anche noi da qui possiamo seguirlo passo passo.

Attualmente ha cominciato a trattare gli arti inferiori per raddrizzare ginocchia e piedini ed ogni settimana cambia i gessi che progressivamente raddrizzeranno il tutto per preparare la strada all'intervento chirurgico che permetterà la flessione dei piedi.

Intanto cresce. Ha messo i primi dentini, chiacchiera e nell'ultimo video ricevuto balla a suon di musica.

Qui le donne seguono il suo cammino e si comnuovono davanti alle foto ed ai video che Maria mi manda segno che un'umanità capace di riconoscere una cosa bella sta rinascendo.

 

IL DIARIO DI JONEL 5

Il nostro piccolo Jonel ha finalmente iniziato il suo cammino accolto dalla Clinica Humanitas di Rozzano e seguito dalla Fondazione Insieme si Può attraverso le cure della signora Patrizia.

Dopo un'ulteriore visita, la pianificazione del lavoro da fare, l'inizio con i primi gessi e la prospettiva di poter sperare nel futuro.

Intanto un lavoro di circa otto mesi con gessi, tutori, interventi e fisioterapia aiuterà le gambe a raddrizzarsi ed a prepararsi a sorreggere il peso del corpo in crescita e forse un giorno a camminare. Per le braccia la strada sembra piu sempllice, niente interventi ma tanta fisioterapia sostenuta da tutori.

Il tempo poi darà la sua risposta.

Intanto affrontiamo con il piccolo Jonel la sua strada certi comunque che un bene per lui è già stato preparato.

 

IL DIARIO DI JONEL 4

Jonel si sta godendo la sua "vacanza" italiana e mentre attende che il suo iter sanitario si definisca se ne va a spasso con i suoi amici.

Lo scorso week end è andato a Madrid a trovare gli amici spagnoli Edu e Inma che l'hanno accolto con tutti gli onori, l'affetto e la simpatia.

L'equipaggio dei gitanti era formato oltre che da Jonel da suor Marcella, Caterina, Michele, Elisa e Stefano.

Un week end ricco di allegria ed amicizia ma soprattutto della certezza di essere compagni di viaggio nel cammino verso il Destino.