vilajitalyen.org

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Benvenuto al Vilaj Italyen

Chedlene

E-mail Stampa PDF

... da suor Marcella....

CHEDLENE arriva alla Kay Pè Giuss nel maggio del 2015. Ha solo tre settimane ed è già in pericolo di vita perché gravemente denutrita: pesa 1 chilo e 400 grammi. Ce la porta una signora che dice di essere una vicina di casa e che la mamma della piccola è morta di eclampsia mentre il papà era morto durante la gravidanza della moglie. Potrebbe essere vero ma ormai sapendo la facilità con cui pur di abbandonare i figli inventano storie drammatiche, preferiamo perdere un po' di tempo con la signora fino a farle ammettere di essere ovviamente la mamma che, vista la situazione critica della figlia decide di affidarla ad una struttura che possa aiutarla.

La situazione è grave e accogliamo Chedlene ma corriamo in un grande ospedale che si vanta di salvare migliaia di bambini e.... come sempre... veniamo rifiutati..... troppo grave, non vale la pena dare un letto ad una bimba che ha solo una minima possibilità di farcela. Torniamo a casa ed accettiamo la sfida. Per la piccola Chedlene viene portato il lettino in infermeria, al caldo e con un'infermiera presente 24 ore su 24: le tre ifnermiere che ruotano in turno fanno a gara a coccolare e seguire la piccina ed anche tanti volontari danno una mano.

Oggi Chedlene è una bella patatona di quasi due anni e vive nella kay nounous dove, stimolata dalle altre bimbe e dalle educatrici, si sta dando da fare per cominciare a camminare. Intanto ha imparato a mangiare al tavolo con le altre bambine, a divertirsi in piscina, a gattonare o rotolare in giro... deve solo difendersi dalle calorose coccole che le bambine più grandi della sua casetta vogliono farle a volte togliendole aria e spazi. Ma la piccola Chedlene non si arrende e si mette a urlare perché qualcuno intervenga a difenderla dagli assalti delle amichette.                         

Ultimo aggiornamento Martedì 07 Febbraio 2017 21:42
 

Dalla Kay....

E-mail Stampa PDF

... da suor Marcella....

 

La Kay continua il suo cammino e da oggi comincio a presentarvi i nostri bambini che la rendono bella e viva....


Cominciamo dalla KAY NOUNOUS, la casa degli orsacchiotti, venticinque signorine da un anno e mezzo

a cinque.... che spettacolo!!!!

 

Ecco Therese. Ha tre anni ed è stata trovata dietro al muro di una Chiesa una sera di due anni fa da una suora brasiliana che dopo averla tenuta per qualche giorno ha deciso di portarla alla Kay. L'ha chiamata Therese perché era il giorno di Santa Teresa D'Avila. È una bambina stupenda, sempre sorridente, allegra, piena di vita, capace di portare a termine piccoli compiti, coccolona e golosissima.

A settembre aveva cominciato a frequentare la scuola materna della missione, ma poi, in seguito all' uragano Matthew, abbiamo deciso di lasciare il posto ai bimbi che avevano perso la baracca e che stavano vivendo in strada e così i bimbi della Kay sono rimasti a casa ben felici di godersi per un altro anno le piscine, gli spazi, gli educatori e le coccole!!!

XX

 

Clara

E-mail Stampa PDF

... da suor Marcella....

 

Oggi la Kay ha aperto le porte alla piccola Clara la cui mamma per le condizioni di miseria in cui vive non  può occuparsene anche in conseguenza del grave handicap che la bimba è chiamata a portare nella sua ancor piccola vita. Clara infatti non cammina, non parla e sembra sempre assente, ma mentre le signore le facevano il bagno rideva e giocava con l' acqua come tutti i bambini del mondo.

Che spettacolo il cuore dell'uomo! Sempre vivo, sempre in movimento anche quando rinchiuso dentro un corpo che sembra negare ogni speranza.

E che provocazione vivere ogni istante della giornata accanto a bimbi che ce lo ricordano e ci insegnano ad alzare lo sguardo dalle nostre miserie per accorgersi che non esiste circostanza alcuna che possa negare la bellezza che il dono della vita ha in sè semplicemente per il fatto che è data.

 

Fotografati da un drone...

E-mail Stampa PDF

Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Febbraio 2017 13:29
 

Al di là del muro

E-mail Stampa PDF

.... da suor Marcella.....

Mentre il mondo innalza muri di mattoni o di parole.... pensiamo ai visti negati ai nostri bambini.... accusiamo chi innalza muri ma non ci comportiamo molto diversamente.... comunque mentre i muri si moltiplicano noi alla casa Pè Giuss teniamo invece le porte ben spalancate per essere sicuri che chi ha bisogno le trovi aperte cosi come ogni giorno noi troviamo le porte della Misericordia aperte per incominciare una nuova giornata di vita che a volte pensiamo ci sia dovuta ma se davvero ci fermiamo a riflettere dobbiamo arrenderci al fatto che non è così.

Non mi piace parlare di accoglienza come di un diritto, non mi piace dividere le circostanze della vita in diritti e doveri, una sorta di equilibrio stabilito non si sa bene da chi. Mi piace vivere l'accoglienza come frutto dell'esperienza di accoglienza che io vivo ogni giorno quando aprendo gli occhi mi riscopro viva e pronta ad iniziare una nuova giornata non per merito mio ma perché qualcuno ha deciso così. Questo ci rende liberi, perché tutto è dato ed è dato per un bene.

Così oggi quando il piccolo Esperando ha bussato alla nostra porta chiedendo aiuto è stato semplice dire di si, è stato semplice sostenere lo sguardo di suo

papà che ci racconta di come la mamma Remise, seguita da noi nel programma gravidanza, sia morta in seguito ad un parto cesareo la cui ferita si è infettata e l'ha portata via in pochi giorni. Era venuta da noi per partorire ma aveva la pressione alle stelle e le nostre ostetriche hanno preferito chiederci di portarla in ospedale dove una grossa e famosa ONG gestisce un centro per le gravidanze a rischio. Lasciamo la donna nelle mani di medici ed infermieri.

Scopro oggi che viene dimessa poche ore dopo perché la sua situazione non è giudicata così grave da essere urgente e quindi viene indirizzata ad un ospedale popolare dove il giudizio dei medici è diverso: bisogna intervenire subito. Il parto cesareo riesce senza problemi, il bimbo è bello, la mamma sta bene. Viene dimessa ma in pochi giorni la ferita si infetta e quando torna da noi ha la febbre alta e la ferita intrattabile nel nostro ambulatorio. Si ritorna in ospedale dove la donna viene ricoverata e poche ore dopo muore.

Per il piccolo Esperando la strada comincia in salita. Il suo papà aspetta di fare il funerale alla mamma perché mi dice: "Volevo che mio figlio ci fosse" e poi me lo porta, me lo mette in braccio e mi abbraccia dicendo "È nelle mani di Gesù."

Si Esperando è nella mani di Gesù.

Non potremo togliergli la salita, ma potremo percorrerla con lui, magari con il fiatone, ma certi che l'avventura buona della vita è iniziata anche per lui.

Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Gennaio 2017 22:30
 

Gennaio...

E-mail Stampa PDF

..... da suor Marcella.....

Il mese di gennaio sta ormai finendo ed io ho lasciato passare molto tempo prima di scrivere ma ero impegnata a mandare gli aggiornamenti dei bambini a chi ci sostiene attraverso il programma delle adozioni a distanza e quindi eccomi qua!!!

In gennaio sono successe tante cose alla Kay pè Giuss. Una ve la racconto.

Qualche giorno fa un gruppetto delle nostre bambine è andato alla scuola delle suore di Santa Rosa da Lima per sostenere l'esame di ammissione alla prima elementare. Venerdi scorso elegantissime nei loro vestitini colorati sono partite carichissime perché si andava alla nuova scuola tra gli applausi delle educatrici che facendo il tifo per loro le incoraggiavano a mettercela tutta.  Dopo un'ora di viaggio perché il nuovo autista ha deciso di farci conoscere i bassifondi di Port au Prince nel caso Waf Jérémie non ci bastasse... siamo arrivati a questa mega scuola, una delle più importanti della città, quella frequentata dalla gente bene che però non è così bene da potersi permettere la scuola francese o quella americana. Eravamo un po' preoccupati perché non sapevamo il livello del test di ammissione e le nostre bimbe non ci sembravano pronte, ma l' iscrizione qui va rigidamente per anni quindi se non si entra quest'anno l'anno prossimo non si può perché l'età è già fuori dal range previsto. Insomma.... tanto per complicarsi e complicare un po' la vita in Haiti!!!

La scuola è in fermento. È l'ora dell'intervallo e ci sono bambine dovunque.... è una scuola per sole bambine!!! Ci avviciniamo con il nostro trenino di nanerottole all'edificio adibito all'iscrizione.

Angelica, Giacomo e Nickenson restano fuori con le bambine ed io entro insieme ad una lunga file di genitori sulle spine che sarebbero pronti a fare di tutto pur di far entrare la loro figlia in questa scuola.... anche truccare atti di nascita visto che la bambine davanti a noi sono tre volte le nostre e pare abbiano la stessa età!!! Comincio ad essere preoccupata davvero ma anche molto libera: sarà quello che il buon Dio vorrà!

Una gentile signorina mi dà dei fogli da compilare e mi chiede il pagamento di iscrizione al test... 20 dollari... ho undici bambine... 220 dollari... Oso chiederle, guardando le bambine attorno a me, se abbiamo anche una minima possibilità di essere prese e la signorina gentilmente mi consiglia di parlare con la suora direttrice che magari può evitare di farci pagare questa prima tassa. Cosi, speranzoso, il nostro trenino segue la signorina fino ad arrivare da una suora che ci accoglie... a denti stretti.... ci guarda... e ci dice che queste bambine non entreranno mai nella loro scuola.... poi mi chiede da dove veniamo e sentito Waf Jérémie... rincara la dose: non c'è posto per noi in questa scuola.

E cosi tutti sul pulmino: l'Angelica rende bella la gita regalando un chupa chups ad ogni bambina e si torna a casa cantando... la scuola salesiana ci aspetta!!!!

Duemila anni fa non c'era posto per qualcun altro: la storia si ripete ed il cuore dell'uomo sembra non cambiare. L'Italia ci nega i visti di studio per i nostri bambini, gli americani alzano un muro e ad Haiti i nostri bambini sono rifiutati.

Eppure la vita è promessa di bene ed io continuo a crederci ed a lottare ogni giorno perché il bene dei nostri bambini si compia nella forma e nei tempi che Un Altro ha deciso. Tutto dunque diventa occasione per ricordarsi che non ci facciamo da noi, e tutto diventa esperienza dove il giudizio non fa fuori l'altro, la suora, il governo italiano o quello americano, ma io davanti al reale. Allora così la vita diventa un cammino di bene ed ogni giorno che passa ed ogni esperienza che viviamo ci rendono più forti nella coscienza del cammino e nella certezza del Destino.

Noi alla kay continuiamo a lottare perché il Destino di bene preparato per questi bambini accada.

Ultimo aggiornamento Sabato 28 Gennaio 2017 19:38
 

Sorpresi dal riaccadere del Natale

E-mail Stampa PDF

Carissimi, anche quest’anno siamo arrivati a Natale come sorpresi che possa riaccadere. Il rischio di dare per scontato il Mistero di questa notte è sempre in agguato ma sarebbe banale dare la colpa al mondo secolarizzato in cui viviamo, al vuoto di ideali che si respira nell’aria, alle distrazioni da cui costantemente siamo bombardati quasi facendo fuori il gusto della libertà con cui siamo nati e che la notte di Natale conferma ed esalta.

Sarebbe vigliacco accusare altri dell’uso sbagliato della libertà che noi facciamo.

Sarebbe triste perdere ancore una volta la possibilità di essere uomini.

La Notte di Natale invece è l’occasione più vera e reale che ci è data nel vuoto esistenziale in cui galleggiamo durante un anno intero per ricominciare, per lasciarci provocare da ciò che accade. Perchè ciò che accade in quella notte accade e basta, non ci chiede il permesso di accadere. Accade per provocarci, accade per darci ogni anno l’occasione di accorgercene.

In gioco solo la nostra libertà: quella di Dio è stata data una volta per sempre e non serve ridirselo. La nostra libertà invece, come una pigra tartaruga, se ne sta rintanata nel suo guscio: sente i rumori esterni…. la spaventano…. intravede i bagliori di luce…. chiude gli occhi… e sta lí in attesa di tempi migliori.

La notte di Natale è l’occasione per uscire dal guscio della nostra umanità spaventata, per provare a correre il rischio di fidarsi di una storia di bene per sè, per aprirsi alla possibilità che non ci facciamo da soli e che sia toccata ad Un Altro salvarci.

Chi è arrivato alla notte di Natale cosi non si è fatto travolgere da panettoni e luci colorate, ma è ridiventato uomo, affascinato ed affascinante, pronto a ricominciare il cammino, certo del Destino finale.

Qui, in questa terra, dove l’umanità sembra essere ferita più che mai, sembra a volte difficile far festa, sembra cosí difficile indicare una strada, ma al missionario tocca il coraggio della semina, non quello del raccolto.

Cosi la notte del 24 ci siamo messi in cammino con i nostri bambini, con le fiaccole accese, come i pastori e cantando abbiamo lasciato la Kay per entrare in Chiesa, baciare Gesù bambino e celebrare la santa messa della notte. I piu piccini dopo il bacio sono tornati a casa mentre i più grandi hanno celebrato con noi il Mistero del Natale.

Si educano i piccolo per educarsi, si curano i gesti perchè i bambini possano capirli ma anche perchè io possa in quel gesto riconoscerne il significato e guardare a ciò che indica.

Cari amici vi auguro di aver vissuto la notte di Natale cosí e di non aver perso tempo.

Vi auguro di ripartire dalla grotta col coraggio di chi ha visto e sa che Il Bene è dato e nulla potrà mai togliercelo.

 


Pagina 3 di 34

News

IL DIARIO DI JONEL 15

Pronti per la piscina

 

IL DIARIO DI JONEL 14

Il nostro Jhonny cresce ed è arrivato alla scuola materna:

eccolo orgoglioso del suo grembiulino .

 

IL DIARIO DI JONEL 13

Anche Jonel era presente all'inaugurazione di Casa Lelia, lui che la sua casa l'ha trovata ormai, è venuto ad augurare ai suoi amici della kay Pè Giuss la stessa storia di bene che lui stesso sta vivendo.

Bello, simpatico, ma davvero capriccioso, si sposta scivolando sul sederino ed aiutandosi con le manine e guai a fermarlo!!!! Durante la messa con il vescovo di Assisi, su un lucido parquet della cappella, ha slittato avanti ed indietro indisturbato, padrone della situazione.

Intanto è stato definitivamente accolto dalla famiglia Capetti che lo accompagnerà ad affrontare le sfide che la vita gli porrà. Sicuramente anche l'esperienza di Casa Lelia sarà per lui una vera compagnia.

 

IL DIARIO DI JONEL 12

Il piccolo Jonel continua il suo cammino. Pochi giorni fa un video mostrava come, aiutato da Maria, piegasse il braccio per portare il cucchiaio alla bocca. Piccoli successi che nascono dall' impegno quotidiano e costante di Maria e delle sua famiglia.

Le notizie però non sono buone. Una visita specialistica da un luminare nel campo delle malattie genetiche pediatriche ha spiegato con precisione ed attenzione la reale situazione del piccolo Jonel. All' artrogriposi infatti si accompagna un' altra malattia che colpisce i muscoli sostituendone i tessuti con tessuto fibro adiposo. Questo significa che Jonellino non potrà mai reggersi sulle gambe anche se l' intervento è andato bene.

Non potrà reggersi sulle gambe.... dice la scienza.... ma chissà cosa dice il buon Dio.....

 

IL DIARIO DI JONEL 11

Ecco Jonellino bionico....

 


 

IL DIARIO DI JONEL 10

Il cammino del nostro Jonellino continua e tante cose sono successe anche nella sua piccola vita.

Dopo l'intervento ai piedini, i gessi e da pochi giorni i tutori.

Anche per le braccia sono cominciati la fisoterapia ed il posizionamento dei tutori.

Insomma come dice Maria.... un bimbo bionico!!!

Lui se la gode, coccolato da tutti.

 

IL DIARIO DI JONEL 9

 

Non avevo avuto tempo di postare che Jonel oggi 2 marzo avrebbe affrontato l'intervento ai piedini.

Ho appena ricevuto notizie da Maria: l'intervento è andato bene, il bimbo è pieno di tubicini, si è svegliato ed ha bevuto un succo.

Intanto la Questura di Milano ha rinnovato il permesso di soggiorno e Jonel puo togliersi la parrucca del travestimento clandestino!!!!

 

IL DIARIO DI JONEL 8

Jonellino sta per entrare nel vivo della cura: venerdi inizierà le sedute di fisioterapia per gli arti superiori al Dezza dove se lo sono preso in carico subito con passione.

L'8 febbraio invece avrà il ricovero pre-operatorio che lo preparerà all'intervento ai tendini dei piedini che dovrebbe ridare la posizione naturale agli arti.

Intanto Maria e Patrizia si danno da fare per cercare di ottenere tutti i documenti necessari per il permesso di soggiorno.

Insomma.... il cammino continua e lui sembra proprio goderselo tutto!!!!!

 

IL DIARIO DI JONEL 7

Il nostro piccolo Jonellino continua la sua vita italiana ed il suo cammino presso la clinica Humanitas. Ogni settimana cambia il gesso alle gambe e questa settimana i nuovi gessi lasciano fuori le ginocchia cominciando a dargli un po' più di libertà.

Intanto deve cominciare a fare terapia quattro volte al giorno per facilitare i movimenti  degli arti.

Anche le manine si muovono, fanno ciao, afferrano piano piano oggetti.

Lui è sempre più bello e le educatrici della kay si commuovono quando mostro loro le foto.

Un cammino che provoca tanti quello di Jonel, noi per primi che siamo chiamati a sperare con lui di una speranza che sia certezza anche per noi.

 

IL DIARIO DI JONEL 6

Jonel ha ormai iniziato il suo percorso alla clinica Humanitas di Milano che lo sosterrà per tutto l'iter terapeutico necessario.

L'inserimento nella nuova famiglia è andato benissimo ed ogni giorno Maria mi aggiorna sul nostro piccolino cosi che anche noi da qui possiamo seguirlo passo passo.

Attualmente ha cominciato a trattare gli arti inferiori per raddrizzare ginocchia e piedini ed ogni settimana cambia i gessi che progressivamente raddrizzeranno il tutto per preparare la strada all'intervento chirurgico che permetterà la flessione dei piedi.

Intanto cresce. Ha messo i primi dentini, chiacchiera e nell'ultimo video ricevuto balla a suon di musica.

Qui le donne seguono il suo cammino e si comnuovono davanti alle foto ed ai video che Maria mi manda segno che un'umanità capace di riconoscere una cosa bella sta rinascendo.