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Bienvenue au Vilaj Italyen

Due passi con noi

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.... da suor Marcella.....

Il nostro amico Massimiliano, laureando in Bocconi che ha trascorso con noi alcune settimane lo scorso gennaio, ha pensato di lanciare tra i suoi amici e parenti una bella iniziativa per partecipare al Natale alla Kay Pè Giuss. Ci è sembrata una bella iniziativa e le diamo spazio anche sul sito del Vilaj Italyen per farla conoscere im modo che chiunque abbia voglia di fare Natale con noi possa farlo:

scrivi una mail a Cette adresse email est protégée contre les robots des spammeurs, vous devez activer Javascript pour la voir. indicando nome, cognome e numero di telefono

ti verrà assegnato un bambino a cui potrai far arrivare un biglietto di auguri scansionandolo e mandandolo allo stesso indirizzo mail

fai un bonifico di 20 euro intestato a Fondazione Via Lattea Onlus IBAN IT 85 R 05696 22800 000021115X46 presso Banca popolare di Sondrio specificando il nome del bambino come causale

proponilo ai tuoi amici: rinunciando a qualcosa aiutiamo i bambini della Kay Pè Giuss a diventare grandi e ci educhiamo ad imparare la carità come misura della vita

Comprerò cose di cui hanno bisogno i bambini: scarpe quasi tutti, ma anche cartelle, pantaloni... cose utili  che li aiutino a imparare la dignità di sé, metterò i pacchetti insieme ai vostri biglietti nei loro lettini la notte di Natale e sarà una festa soprattutto per l' abbraccio umano che questi pacchetti saranno per i nostri bimbi che non hanno nessuno al mondo se non il buon Dio che attraverso la storia della Kay Pè Giuss li ama come figli prediletti.

 


 



Mise à jour le Jeudi, 07 Décembre 2017 15:20
 

Riflettendo....

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.... da suor Marcella....

In questo mese di novembre sono successe tante cose e piano piano, lasciando passare il tempo, cerco di rileggerle perché solo così la realtà può diventare una provocazione vera a verificare il proprio cammino.

Intanto sono arrivate le pagelle dei nostri bambini che studiano dalle suore salesiane: qualcuno era contento, qualcuno un po' meno ma in generale hanno ottenuto tutti buoni risultati. Però poche settimane fa abbiamo vissuto un'esperienza particolare proprio con queste suore che mi ha da una parte fatto arrabbiare dall' altra mi rendo conto come anche nella Chiesa è facile parlare di povertà ma poi alla fine tanti sono attaccati solo a soldi e potere.

Quest' anno la scuola faceva i 65 anni di funzionamento e le suore hanno pensato di organizzare una festa. Fin qui tutto bene mi sembra. Quindi hanno mandato ad ogni genitore un biglietto in cui chiedevano 200 gourdes a bambino più un ananas.... si un ananas a bambino per la processione offertoriale durante la messa di ringraziamento. Noi abbiamo 97 bambini che studiano in questa scuola tra i nostri della Kay e quelli della baraccopoli a cui paghiamo gli studi dando anche libri, uniformi ed il pulmino del mattino. Un ananas costa circa 500 Htg. Facendo due calcoli io avrei dovuto mandare l' equivalente di 1.114 dollari..... evidentemente non mi sembrava il caso così ho scritto alla suora spiegando che siamo un'opera che vive di carità e che non abbiamo questa cifra a disposizione per la festa della scuola pagando già tanto le rette annuali, i libri, le uniformi, le scarpe ed il trasporto. Pensavo la cosa finisse lì ed invece ecco i bambini tornare da scuola con una lettera per me in cui si diceva che i nostri bambini non erano ammessi né alla festa né alla messa e di tenerli a casa due giorni e che comunque era meglio se li avessi ritirati perché abbassiamo il livello della scuola.

Forse diventerà più chiaro ai tanti che non capiscono perché voglia portare questi bambini a studiare in Italia!!!

Lo stesso giorno ricevo da un amico un volantino in cui una fraternità brasiliana di queste radicalizzate nella povertà portata agli eccessi, stanno chiedendo

350.000 euro per costruire a Waf Jeremie un poliambulatorio mamma/bambino per seguire le donne in gravidanza ed i bambini perché a Waf non esiste niente e donne e bambini muoiono come mosche. Dodici anni di clinica san Franswa, 2000 consultazioni al mese, uno staff haitiano preparato e responsabile, spazzati via dal progetto personale di un gruppo di uomini e donne che invece che mettersi al servizio del reale, affermano la loro misura travestiti da buoni. Abbiamo già avuto molte discussioni con loro, ma loro sono sempre dalla parte dei buoni.

E così mi sono ritrovata a pensare a cosa vuol dire essere Chiesa. Mi sono venuti davanti tutti i volti che mi confermano la bellezza della Chiesa, i volti che hanno fatto e fanno la mia storia, i volti che la storia della Chiesa ci ha consegnato, santi e martiri, ed è stato un riallargare il respiro dalla fogna di Haiti alla bellezza dell' Avvenimento Cristiano nel mondo. E la certezza della strada non è scalfita anche se come Pinocchio.... il gatto e la volpe sono sempre in agguato.

Mise à jour le Vendredi, 01 Décembre 2017 00:44
 

Rieccomi

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... da suor Marcella....

 

Sono passati mesi dall' ultimo post ma dal 20 agosto abbiamo perso l' antenna che ci garantiva la connessione: chi dice l'uragano, chi dice qualche cosa combinata dal server, chi dice una sbalzo di corrente sta di fatto che eravamo off line e così abbiamo vissuto come si viveva prima, quando aspettavi la lettera della mamma che ti arrivava con qualche volontario che veniva a trovarti e la notte prima che ripartisse scrivevi la risposta. Quelle lettere avevano un sapore che una mail scritta in sette secondi e  consegnata in due non potrà mai avere. La tecnologia è una gran bella cosa, ha abbattuto distanze e tempi ma ha fatto perdere la bellezza dell'umano, dell'attesa, della riflessione ed ha portato via il gusto dell'incontro. Ho pensato all' incontro di Gesù con Pietro, Giovanni, Matteo.... pensate se gli avesse scritto una mail! Pensate a quanti capolavori la storia dell' arte ci consegna in cui si vedono volti, si giocano sguardi: fiumi di parole non dette che corrono da un volto all' altro.... spazzate via da un messaggio whatsapp!!!

Così, pur restando indietro con il lavoro, mi sono goduta il silenzio ed ho coltivato l'attesa di poter risentire i miei amici, quelli con cui stiamo costruendo questa storia.

Comunque siamo tornati on line e rieccomi a raccontarvi casa accade alla kay Pè Giuss.

Innanzitutto a settembre è iniziata la scuola e sempre più bimbi lasciano ogni mattina la nostra casa per raggiungere le varie scuole della città. Quest' anno abbiamo un bel gruppone di bimbi che ha iniziato la materna, un bel gruppo che continua o inizia dalle suore salesiane ed un piccolo gruppo che ha iniziato a frequentare la scuola delle suore dell' Immacolata Concezione.

Ogni mattina il nostro tap tap esce presto, alle 6.30 il primo gruppo è già in sella per partire perché alle 7 arriveranno anche i bambini del quartiere a cui con le borse di studio stiamo pagando le scuole salesiane anche se con queste suore salesiane.... è veramente uno strazio!!! Ogni giorno c' è una scusa per chiedere soldi oltre alle rette pagate che non sono piccole. Una volta è la festa di don Bosco, un' altra il compleanno della madre superiora, un' altra ancora è morto il nonno della vicina di casa della maestra e così via via ogni giorno una richiesta di soldi. Il massimo è quella di oggi.... ogni martedì ogni bambino deve portare 1 dollaro per i missionari!!!! Noi abbiamo 89 bambini in questa scuola... fatevi i conti!!! Così ho scritto alla superiora dicendo che non ce la facciamo a pagare tutti questi extra perché sono anch' io missionaria ma a differenza di loro le mie opere a Waf Jeremie sono gratuite.

Tutto questo però mi ha fatto riflettere su come lungo il cammino si perdano i carismi di origine e su come sia una provocazione ogni giorno restare fedeli a ciò che si è incontrato. Pensavo sempre a loro, ai primi dodici, che è vero l' avevano visto, ci avevano vissuto insieme ma poi era morto e questa cosa della Resurrezione che non capivano bene. Quanto avranno dovuto ogni giorno combattere per restare fedeli a quello che gli era capitato, chissà quante volte avranno tradito, eppure la loro fedeltà ha permesso che questa storia arrivasse fino a noi: questa è la grandezza dell'opera di Dio usare della nostra umanità per costruire la Sua storia di Salvezza.

E questa storia qui alla Kay Pè Giuss la leggi sui volti di chi ci vive e di chi ci arriva ogni mattino per lavorarci: volti contenti, certi di appartenere ad un luogo ed a dei volti, volti segnati dalla fatica e dalla sofferenza, spesso dalla solitudine, volti che il buon Dio ci ha consegnato dentro questa grande storia.

Tanta bellezza ma a tratti anche tanta fatica, come la notte in cui la nostra scuola è stata assaltata da una quindicina di armati che hanno portato via tutto il cibo appena arrivato. Fatica perché ti verrebbe voglia di metterli sotto con la macchina quando la mattina li incontri sorridenti sulla strada che ti sbarrano il passaggio con le moto e ridono perché sanno di averti "fregato", ma non lo fai perché lo sguardo del Signore sarà di Misericordia per tutti.

E poi il sistema fotovoltaico che si è danneggiato e non ci dà più luce: ora dobbiamo andare di generatore con costi che sforano il nostro budget e coì alle sette di sera... by by tutti al buio.

Insomma non posso raccontarvi tutta la vita di questi mesi, ma testimoniarvi la sua pienezza si: ogni giorno vissuto con la certezza del dono e con il desiderio del per sempre dentro il gusto dell'incontro quotidiano con Una presenza che rende amabile il reale, anche se puzza come a Waf Jeremie.

Mise à jour le Mercredi, 08 Novembre 2017 03:56
 

Mitha

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... da suor Marcella.....

 

Anche la nostra amica Mitha ci ha lasciato. Come già era accaduto per Abigaëlle prima e Ketheurline dopo, sono venuti a prenderla e siccome Mitha non ha i genitori è venuta la signora che ce l' aveva portata e che quindi, per legge, ha diritto a riprendersi la bambina quando vuole. Qui infatti la legge non tutela veramente i minori, ma d'altronde anche in Italia si pensa a tutto fuorché al bene dei bambini, al bene vero, non a quello che noi abbiamo in testa essere il bene per loro.

Quando sono andata a chiamarla mentre con gli altri bambini stava giocando nel cortile della scuola, ha pensato ad uno scherzo e si è messa a ridere, poi quando ha capito che la cosa era vera, le sono venute le lacrime agli occhi e mi ha chiesto di non andare. Straziante. Mi guardava chiedendomi con gli occhi di fare qualcosa, forse ero la sua unica ancora in quel momento. Ma la legge non me lo permette ed ho dovuto lasciarla andare. Intorno a lei gli altri bimbi seguivano la scena in silenzio qualcuno forse sperando che un giorni tocchi a lui, qualcuno invece spaventato che potrebbe toccare a lui, ognuno è stato davanti a questa cosa con la sua umanità carica di attese e di ferite. Ha voluto mettersi un bel vestito e le palline ed il fiocco tra i capelli. Abbiamo fatto il giro della casa per salutare tutti e più di un educatore aveva gli occhi lucidi. Il gruppo dei quattro educatori responsabili della sua casetta erano riuniti per un corso di formazione ed hanno voluto fare una foto solo loro insieme. La Mitha è la Mitha. E la sua assenza in casa si sente: sempre disperata in giro a cercare le stampelle che dimenticava in qualche angolo, pronta a saltarti al collo per ricevere un po' di coccole, ma pronta ad abbassare gli occhi quando la sgridavi per qualche guaio che aveva combinato.

È andata in silenzio. Non ha fatto tragedie. Non ha gridato la sua rabbia. Non ha accusato nessuno. Ha detto si.

Quest'anno aveva da poco terminato la classe preparatoria alla prima elementare ed era stata promossa contenta di poter iniziare anche lei la scuola. e sognava di partire per l' Italia per mettere una protesi seria ed inserirsi con gli altri bambini a scuola.

Ora Mitha è consegnata, il bene per lei è già preparato anche se magari non coinciderà con la forma che avevamo in mente noi, ma è sicuramente già deciso e quindi l'unica possibilità veramente umana è quella di consegnarla a Chi questo Bene l'ha pensato da sempre e lo costruisce per l'eternità: un Padre che sceglie il modo di amare ognuno di noi lasciandoci liberi di dirgli di si o di continuare a lottare per la forma di bene che vogliamo decidere noi.

Riconoscersi figli è l'unica possibilità veramente umana per vivere la vita e Mitha me lo insegna.

Mise à jour le Samedi, 29 Juillet 2017 00:43
 

Ti Nich

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... da suor Marcella....

 

Partiti! In Haiti non inizia niente di lunedì perché si crede porti male ed alla kay Pè Giuss invece ecco partire la Kay Ti Nich proprio di lunedi!!! Tutti impegnati a trasferire letti e bambini come una lunga colonna che si sposta nell' effervescenza generale, quell'effervescenza che ogni novità porta in sé e che fa sorridere chi si sente coinvolto in prima persona.

I più stupiti sono i piccoli della casetta ti pwason, i nostri pesciolini, che vedono andare via i loro compagni e.... peggio ancora..... alcune delle loro maman. Ma il dramma è subito superato grazie alla disponibilità di chi resta e aiuta i bambini a non vivere nel dramma il distacco.

Cosi alle dieci del mattino Belandà, Djuvens, Djouvenson, Fedra, Jean Nelson, Jean Ricot, Jonelson, Kisha, Maxime, Melkam, Stefano e Wiskerlina lasciano la casa dei pesci e iniziano la loro nuova vita alla casa piccolo nido. Oggi si è unito a loro Ralph, che anche se di anni ne ha quasi due, ha sofferto la denutrizione grave ed è quindi in ritardo sullo sviluppo per cui non cammina e non sta neanche seduto da solo. La sua mamma ed il suo papà sono morti travolti dall'urgano Mathew qualche mese fa e la zia che se occupava non riesce più a seguirlo. Farà compagnia a Jonelson che ha lo stesso problema ed al piccolo Maxime che di problemi ne ha molti di più ma che lotta tenacemente per vivere.

Venerdì abbiamo voluto celebrare i Battesimi dei nuovi arrivati visto che molti di loro non scoppiano

di salute, ed affidarli subito al buon Dio perché la loro lotta per la vita fosse benedetta e sostenuta da subito. Sua Eccellenza monsignor Eugene Nougent, nunzio apostolico in Haiti si è prestato ancora una volta a scendere nella bassa e guidare la celebrazione a cui hanno partecipato tutti i 137 bambini della Kay. Con lui don Giuseppe, amico della kay da sempre, già segretario della Nunziatura in Haiti, ora segretario a Sarajevo e don Julian De La Morena, responsabile del movimento di Comunione e Liberazione in centro e sud America.

Una bella festa vissuta da tutti con semplicità e simpatia; una festa che ha permesso di domandarsi ancora una volta qual è il bene più grande che chiediamo per questi bambini che ci vengono affidati da chi gli ha dato la vita, una festa di cui nessuno parla, che non fa notizia, ma che mette un altro mattone alla costruzione di un mondo più umano per tutti.

Mise à jour le Mercredi, 19 Juillet 2017 15:13
 

Ma parliamo anche dei nostri bimbi!!!

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..... da suor Marcella....

 

Dopo avervi raccontato degli educatori, di cui non parliamo mai e che invece è giusto guardare in questo cammino che insieme stiamo facendo, oggi vi racconto dei nostri bimbi sempre più belli, sempre più grandi e... sempre di più!!!

Per tanti che arrivano abbiamo anche però chi ci lascia: Stivenson è salito in cielo ed essendo morto in ospedale  non siamo neanche riusciti ad avere il corpo per metterlo nel piccolo cimitero della Kay circondato dai canti e dalle risa degli altri bambini. In Haiti è tutto un disastro, neanche quando muori ti lasciano in pace!!! Volevano che a prendere il corpo andasse la mamma... peccato che la mamma di Stivenson è una malata terminale d

i AIDS che vie in strada e che non saprei proprio dove andare a cercare. E peccato anche che il ricovero l' abbia fatto l' infermiera della kay che quindi, se era autorizzata a portare il bambino avrebbe dovuto essere autorizzata anche a riprenderlo!!!! Ma in Haiti l' ovvio non è ovvio, e la legge la fa chi vuole, in questo caso medici ed infermieri di un ospedale che chiede soldi anche per respirare.

Con Stivenson hanno lasciato la Kay anche Abigaëlle e Ketheurline le cui mamme sono venute a prenderle. La cosa è sembrata molto strana, dopo tanto tempo e la strana coincidenza che le due donne fossero entrambe di un paese fuori Port au Prince mi ha fatto riflettere giungendo alla conclusione che probabilmente qualche ONG sta facendo un programma di aiuto alle famiglie che hanno bambini handicappati in casa dando dei soldi e quindi... voilà... le bimbe tornano a casa e diventano fonte di guadagno per la famiglia. Cosa succederà quando l' intelligentissima ONG avrà finito i soldi e se andrà pronti a  ricominciare in qualche altro angolo del mondo?

Ma i letti vuoti qui si riempiono subito!!! Ed ecco arrivare Stefano, Sadrack, Wiskerline, Renalson, Bradley e Melkham... età media...  pochi mesi!!!! La Kay Ti Pwason sta per esplodere con gli esuberanti Regenson ed Eli che vagabondano per i vialetti tutto il giorno cercando cosa combinare e così siamo ai nastri di partenza con la nuova kay Ti Nich, piccolo nido che prenderà il via lunedì mattina nella casa fino ad ora destinata ad accogliere i volontari che da oggi non troveranno più posto alla kay e dovranno gestirsi diversamente. Le nuove madamme che saranno inserite sono già da qualche giorno accanto agli educatori per essere aiutate a capire dove stanno venendo e decidere subito se starci oppure no.

Sta anche per partire il campo estivo scolastico.... un aiuto pensato per i bambini della casa e per quelli di Waf che non hanno raggiunto la promozione e dovranno ripetere l'anno o per chi pur avendola raggiunta ce l'ha fatta solo per il rotto della cuffia e la magnanimità del professore.  Venti bambini esterni e otto della kay inizieranno lunedì a trovarsi seguiti da due insegnanti per cercare, lavorando insieme, di colmare le lacune ed essere pronti ad affrontare il nuovo anno scolastico che arriverà come sempre troppo rapidamente.

Anche alcune bimbe delle Kay ti kana e nounous dovranno fare un duro lavoro durante questi mesi estivi perché andranno a studiare alla scuola delle suore dell'Immacolata Concezione, una scuola di buon livello, anche molto costosa, ma vogliamo provarci perché i nostri bambini non dovranno essere costretti a restare dei poveretti tutta la vita ma potranno costruirsi un futuro diverso. Non sarà facile e forse non ce la faranno, ma dobbiamo provarci, non possiamo farli fuori ancora prima di incominciare condannandoli già senza aver loro dato davvero la possibilità di afferrare la mano che gli viene tesa e tirarsi fuori dal fango. Certo quando Roselene e Nikenson sono andati alla riunione iniziale sono tornati sconvolti per il lungo regolamento che era stato consegnato, regolamento che dice tra l' altro che se strappano un fiore del giardino sono sospese e se la cosa accade tre volte sono espulse!!! O che si deve parlare solo francese. Ma la migliore è che l' orario di uscita sono le 14.00 ogni minuto in più che un bambino resta a scuola per riammetterlo

in classe il giorno dopo bisogna pagare... 5 HTG a minuto.... certo un decimo di dollaro.... ma pazzesco tutto si riduce ai soldi come se qui potessero capire solo questo. Mi domando, ma mettendomi in gioco anch'io, ma possibile che si possa educare solo mettendo delle regole che hanno in cambio premi o punizioni? Mah!!! Se il buon Dio ci educasse così.... saremmo davvero perduti!!!!

Mise à jour le Samedi, 08 Juillet 2017 17:19
 

Si riparte!!!

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.... da suor Marcella....

Non ci sono parole per scusarsi dell'impressionante ritardo con cui arriva questa post..... più di due mesi di silenzio che hanno costretto tanti di voi a scrivermi per avere notizie preoccupati da questa inusuale assenza.

Ma sono successe tante cose, prima tra tutte il mio rientro in Italia per questioni amministrative legate alla nascita della nostra Fondazione Via Lattea, rientro che mi ha permesso però di vivere una bellissima Settimana Santa immersa nel silenzio e nella religiosità di Assisi, settimana che ha visto poi la presenza di diversi amici nei giorni del Triduo e che ha permesso di vivere una bella Pasqua in comunione con la Chiesa Universale.

Approfittando della mia presenza sono andati avanti i lavori di preparazione di Casa Lelia, la casa pensata per i nostri bambini haitiani che andranno in Italia a studiare per prepararsi ad affrontare le sfide del loro paese con competenza ed adeguatezza. Gli interni sono stati finiti grazie alla presenza di tanti volontari che durante i week end venivano a offrire la loro opera. Mancano gli esterni ma piano piano arriveremo a fare tutto.

Intanto però i visti sembrano essere sempre più lontani perché l'Italia pare essere tutta ad un tratto diventata inflessibile. Si sta cercando una via ma forse l'unica sarà attendere i sospirati 14 anni previsti dalla legge ed accettare che le cose non vadano sempre come vorremmo. Chico e Richelo faranno comunque 14 anni nel prossimo anno quindi... non manca poi molto!!!

Ai primi di giugno il viaggio in Albania, mia prima terra di missione, da cui mancavo dal lontano 1999 e da cui ero partita in condizioni difficili e tristi, in seguito ad un attacco della folla alla missione ed all'intervento dei soldati italiani che ci avevano portato in salvo. Era l'8 luglio 1999. Tornare ha voluto dire riconciliarsi con la propria storia e perdonare chi ti ha fatto del male. Un viaggio che mi ha fat

to chiudere definitivamente una porta, una storia chiusa nella pace, un viaggio che ha spazzato vie le code di rancore che potevano esserci, un viaggio che mi ha fatto vedere di colpo la bellezza della storia che è seguita con il Brasile prima ed Haiti dopo, un viaggio che ha rimesso in ordine, come dentro un disegno misterioso, tutta una vita, ed il mare di Grazie e di Misericordia di cui questa vita è stata giorno dopo giorno ricolmata.

E finalmente il rientro in Haiti, a casa, dopo una lunga assenza: i bambini in attesa in aeroporto, la festa a sorpresa preparata a casa dall'aitante equipe animasyion, i bimbi cresciuti che ti corrono incontro.... Chedlene che cammina e Maxime che ce l'ha fatta a superare una brutta crisi respiratoria che lo aveva costretto ad una lunga ospedalizzazione... una vita che inesorabile e gratuita è andata avanti.

Trovo lo staff più adulto, più umano, più vero, più responsabile, più impegnato. La mia assenza li ha messi alla prova e la prova è stata davvero superata. Li incontro tutti, a staff per casette, li ringrazio per questo scatto di umanità che ho visto, per il cuore che hanno cominciato a tirare fuori, perché li vedo cominciare a dire "io": finalmente ho davanti degli uomini per cui il lavoro non è solo lo scotto da pagare, ma l'occasione per costruire qualcosa di bello.

Ed il cammino continua, con dentro una gratitudine in più per tanta umanità donata, per la possibilità di compagnia che questi volti sono diventati, per la bellezza che, seppur dentro i nostri limiti, continua inesorabile a generare vita.

Mise à jour le Vendredi, 07 Juillet 2017 00:28
 


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News

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IL DIARIO DI JONEL 15

Pronti per la piscina

 
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IL DIARIO DI JONEL 14

Il nostro Jhonny cresce ed è arrivato alla scuola materna:

eccolo orgoglioso del suo grembiulino .

 
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IL DIARIO DI JONEL 13

Anche Jonel era presente all'inaugurazione di Casa Lelia, lui che la sua casa l'ha trovata ormai, è venuto ad augurare ai suoi amici della kay Pè Giuss la stessa storia di bene che lui stesso sta vivendo.

Bello, simpatico, ma davvero capriccioso, si sposta scivolando sul sederino ed aiutandosi con le manine e guai a fermarlo!!!! Durante la messa con il vescovo di Assisi, su un lucido parquet della cappella, ha slittato avanti ed indietro indisturbato, padrone della situazione.

Intanto è stato definitivamente accolto dalla famiglia Capetti che lo accompagnerà ad affrontare le sfide che la vita gli porrà. Sicuramente anche l'esperienza di Casa Lelia sarà per lui una vera compagnia.

 
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IL DIARIO DI JONEL 12

Il piccolo Jonel continua il suo cammino. Pochi giorni fa un video mostrava come, aiutato da Maria, piegasse il braccio per portare il cucchiaio alla bocca. Piccoli successi che nascono dall' impegno quotidiano e costante di Maria e delle sua famiglia.

Le notizie però non sono buone. Una visita specialistica da un luminare nel campo delle malattie genetiche pediatriche ha spiegato con precisione ed attenzione la reale situazione del piccolo Jonel. All' artrogriposi infatti si accompagna un' altra malattia che colpisce i muscoli sostituendone i tessuti con tessuto fibro adiposo. Questo significa che Jonellino non potrà mai reggersi sulle gambe anche se l' intervento è andato bene.

Non potrà reggersi sulle gambe.... dice la scienza.... ma chissà cosa dice il buon Dio.....

 
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IL DIARIO DI JONEL 11

Ecco Jonellino bionico....

 


 
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IL DIARIO DI JONEL 10

Il cammino del nostro Jonellino continua e tante cose sono successe anche nella sua piccola vita.

Dopo l'intervento ai piedini, i gessi e da pochi giorni i tutori.

Anche per le braccia sono cominciati la fisoterapia ed il posizionamento dei tutori.

Insomma come dice Maria.... un bimbo bionico!!!

Lui se la gode, coccolato da tutti.

 
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IL DIARIO DI JONEL 9

 

Non avevo avuto tempo di postare che Jonel oggi 2 marzo avrebbe affrontato l'intervento ai piedini.

Ho appena ricevuto notizie da Maria: l'intervento è andato bene, il bimbo è pieno di tubicini, si è svegliato ed ha bevuto un succo.

Intanto la Questura di Milano ha rinnovato il permesso di soggiorno e Jonel puo togliersi la parrucca del travestimento clandestino!!!!

 
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IL DIARIO DI JONEL 8

Jonellino sta per entrare nel vivo della cura: venerdi inizierà le sedute di fisioterapia per gli arti superiori al Dezza dove se lo sono preso in carico subito con passione.

L'8 febbraio invece avrà il ricovero pre-operatorio che lo preparerà all'intervento ai tendini dei piedini che dovrebbe ridare la posizione naturale agli arti.

Intanto Maria e Patrizia si danno da fare per cercare di ottenere tutti i documenti necessari per il permesso di soggiorno.

Insomma.... il cammino continua e lui sembra proprio goderselo tutto!!!!!

 
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IL DIARIO DI JONEL 7

Il nostro piccolo Jonellino continua la sua vita italiana ed il suo cammino presso la clinica Humanitas. Ogni settimana cambia il gesso alle gambe e questa settimana i nuovi gessi lasciano fuori le ginocchia cominciando a dargli un po' più di libertà.

Intanto deve cominciare a fare terapia quattro volte al giorno per facilitare i movimenti  degli arti.

Anche le manine si muovono, fanno ciao, afferrano piano piano oggetti.

Lui è sempre più bello e le educatrici della kay si commuovono quando mostro loro le foto.

Un cammino che provoca tanti quello di Jonel, noi per primi che siamo chiamati a sperare con lui di una speranza che sia certezza anche per noi.

 
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IL DIARIO DI JONEL 6

Jonel ha ormai iniziato il suo percorso alla clinica Humanitas di Milano che lo sosterrà per tutto l'iter terapeutico necessario.

L'inserimento nella nuova famiglia è andato benissimo ed ogni giorno Maria mi aggiorna sul nostro piccolino cosi che anche noi da qui possiamo seguirlo passo passo.

Attualmente ha cominciato a trattare gli arti inferiori per raddrizzare ginocchia e piedini ed ogni settimana cambia i gessi che progressivamente raddrizzeranno il tutto per preparare la strada all'intervento chirurgico che permetterà la flessione dei piedi.

Intanto cresce. Ha messo i primi dentini, chiacchiera e nell'ultimo video ricevuto balla a suon di musica.

Qui le donne seguono il suo cammino e si comnuovono davanti alle foto ed ai video che Maria mi manda segno che un'umanità capace di riconoscere una cosa bella sta rinascendo.