Non si tratta di resistere ma di amare Cristo
Domenica 12 Maggio 2013 19:05
admin
..... da suor Marcella.....
"Non si tratta di resistere ma di amare Cristo" cosi' don Franco Belloni, parroco della Madonna Pellegrina di Novara, ci salutava ieri mattina prima di ripartire per l'Italia da cui era arrivato solo martedi' per essere con noi in questi giorni particolari di festa portandoci l'abbraccio di tanti amici che, pur non avendo potuto essere qui, sono parte reale di questa storia.
Non si tratta di resistere..... e questa casa benedetta in ogni suo spazio dal nunzio apostolico, monsignor Azua, venerdi mattina, vuole dire proprio questo: la bellezza della struttura, la bellezza dei bimbi che la abitano, la bellezza della nostra compagnia che la vive, la bellezza della Chiesa che la genera parlano di un amore a Cristo, non di una forzata resistenza in nome di ideali pur buoni.
Cosi' venerdi mattina dopo giorni di duro lavoro in cui i nostri volontari guidati da don Franco hanno piantato palme, seminato prati, scavato rocce, trapiantato buganville..... le porte della nostra casa si sono aperte agli amici che hanno voluto essere con noi nella semplicita' di questa cerimonia: benedire la casa e accogliere nella Chiesa per sempre attraverso il rito del Battesimo i bimbi che la abitano: Schnaider, Cassandra, Jorimel, Roseberline, Roseberlande, Brienka, Mikelson, Mikerline, Sonise, Esperancia, Cermeldriche, Bedgina, Betchina.
I piccoli schierati nei loro seggioloni, crollavano piano piano in attesa del grande momento, eleganti nelle loro tutine colorate appena giunte da Miami con gli amici Chiara e Roberto.
Nell'omelia Sua eccellenza ci diceva come questo posto per anni solo sede dell'immondiizzaio comunale era ora diventato luogo di bellezza, una finestra di Paradiso, grazie al coraggio della fede ed al lavoro che solo chi ha incontrato una certezza puo' rischiare di mettersi a fare. Ci ha parlato di papa Francesco che domanda una Chiesa povera tra i poveri e ci ha detto come questa casa e questa fraternita' siano in sintonia con il nuovo Papa, di cui ci portava il saluto e l'abbraccio, casa che sara' un richiamo per tutti, richiamo di questa poverta' che poggia su ben altra ricchezza.A nomedel Papa e della Chiesa ha ringraziato tutti quelli che presenti o assenti hanno sostenuto l'opera e continuano a sostenerla, in particolare i tanti giovani conosciuti in questi anni: una storia ed una compagnia che ha saputo generare un'opera di bellezza e di speranza.

E poi, uno per uno i piccoli sfilavano passando di braccia in braccia fino ad essere chiamati per nome ed accolti nella Chiesa per sempre. La' dove e' stato possibile erano presenti una mamma, una nonna.... tante braccia in cui i nostri piccoli trovavano spazio per capire cosa fosse successo.
E poi la festa insieme, le pizze dell'Angelica, le torte della Chris o i tramezzini della Vale..... le foto, i saluti e la casa che torna nel silenzio, quello di sempre, ma con una certezza in piu': OGGI LA SALVEZZA E' ENTRATA IN QUESTA CASA (Lc.19,9)....
Ultimo aggiornamento Domenica 19 Maggio 2013 20:42
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La sua mamma e' venuta a prenderla
Martedì 30 Aprile 2013 17:23
admin
.... da suor Marcella.....
"La sua mamma e' venuta a prenderla" sono le parole che Leslie ci ha detto ieri guardandoci in volto mentre gli dicevamo che la sua piccola Leslie che ci aveva affidato pochi mesi fa era morta domenica pomeriggio.
Il dramma era entrato alla Kay Pe' Giuss, improvviso, inaspettato, doloroso, lacerante sabato notte: Lesline, sei mesi appena compiuti, da poco piu' di un mese accolta nella Kay pe' Giuss, una mamma morta pochi giorni dopo il parto uccisa dall'Aids, un papa' in ginocchio che vive raccattando ferro per le strade di Port au Prince con delle mani troppo grandi per stringere una bimba cosi' piccola.
Una crisi respiratoria inaspettata, violenta, la corsa in ospedale alle quattro del mattino, l'agonia delle ore successive, l'avvicendarsi al suo lettino in un ospedale sporco, affollato, senza acqua ne' energia elettrica. Siamo ad Haiti dove gli ospedali nel cuore della notte difficilmente accolgono pazienti, troppa paura ad aprire le porte nell'oscurita'. Il peggioramento. La morte, le lacrime, il silenzio.
Solo mezz'ora prima accanto al suo lettino quando gia' si capiva che le cose stavano degenerando, ho chiesto il miracolo, ho chiesto che vivesse, ma nel chiedere il miracolo era chiaro che il vero miracolo sarebbe stata la provocazione che per ognuno di noi, attoniti spettatori di questa lotta per la vita, sarebbe nata davanti a quello che sarebbe successo nelle ore successive. Era un chiedere, ma un chiedere senza la pretesa che la risposta coincidesse con cio' che avevo in mente; era un chiedere ma con la certezza che qualunque cosa fosse successa sarebbe stato per un bene per lei, per noi, per il mondo; era un chiedere che nasceva dal sentirsi parte di una storia di salvezza che ci e' gia' data e che non dipende da cio' che la vita poi riservera' ad ognuno di noi.
L'ho battezzata con la poca acqua trovata. Era pronta per essere accolta per sempre nella Gloria di Cristo e dei Santi.
Poche ora prima un'amica ci raccontava della provocazione avuta agli esercizi della Fraternita' di Comunione e Liberazione quando don Julian Carron poneva la domanda sulla certezza della fede chiedendo a tutti se sarebbero tornati a casa con la certezza che Cristo basta alle circostanze della vita. Riportando Lesline a casa, stringendola in braccio, mi si p resentava davanti agli occhi questa domanda in tutta la sua imponenza: ma davanti a questa bimba morta, Cristo basta? Davanti agli altri bimbi accolti in casa festosi, allegri, contenti ma con un futuro cosi' incerto, Cristo basta?
E cosi' la morte di Lesline diventa per noi qui in casa una finestra spalancata sul Mistero, una provocazione da cui ripartire dopo un periodo di stanchezza e fatica: forse era venuta al mondo per questo, per richiamarci dalla nostra distrazione, per ricentrare il cammino, per portare i nostri sguardi ed il nostro cuore sulla certezza che Cristo basta, sulla verifica di questa certezza dentro la quotidianita' del reale.
Cristo basta, il dolore non e' tolto ma non ci schiaccia, non ci distrae, ci lascia in ginocchio, ma piu' certi della Strada.
Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Maggio 2013 22:51
Kay Pe' Giuss
Domenica 21 Aprile 2013 23:56
admin
.... da suor Marcella....
Il 10 maggio si avvicina e l'inaugurazione della casa Don Giussani e' alle porte.... il lavoro di queste ultime settimane e' stato davvero tanto e di piu' sara' quello delle prossime. Daniele, preziosissimo sta rendendo funzionanti i vari impianti ma trova tempo per occuparsi di tutto cio' che richiede un intervento per rendere sempre piu' bella la nostra casa.
In questi giorni i giardinieri si stanno occupando di prato, piante e fiori e davvero e' incredibile vedere questo posto diventare bello di una bellezza che da sola parla di Un Altro e diventa cosi' il primo segno di testimonianza per noi e per chi viene a trovarci.
I bimbi sono sempre di piu' e sempre piu' belli e.... sempre piu' piccoli!!!! Abbiamo il trio baby con Esperancia, Lesline e Roodson di pochi mesi, il gruppo intermedi con Cermeldriche, Brienka, Bedgina, Mary Lourdes, Rosemerline e Rosemerlande, il gruppetto dei grandi capitanato da Schnaider cui seguono Cassandra e Jorimel. Una casetta accoglie invece i bimbi denutriti che resteranno con noi fino ad essersi ripresi: Betchina, Tamara, Josenika,Yvenson.
Piano piano le casette colorate si riempiono e la casa risuona di strilli, versi e litigi vari!!!!
Il 10 maggio durante l'inaugurazione cui interverra' monsignor Azua nunzio apostolico in Haiti i nostri bimbi riceveranno il Battesimo perche' vogliamo dire a tutti chi accoglie e dove accoglie perche' noi chiusi dentro la nostra misura non saremmo capaci di accoglienza se non ci sentissimo accolti ogni gionro da Un Altro: solo chi e' accolto puo' accogliere perche' e' gratuito, Se no diventa un progetto pur buono ma che parte da un disegno proprio. E' di pochi giorni fa una coppia haitiana che e' venuta a chiederci di adottare Brienka, vista a messa una mattina. Una volta arrivati qui decidono che Lesline e' piu' carina e ci chiedono di cominciare a chiamarla Mirline perche' le cambieranno il nome!!!!! Pochi giorni dopo mi telefonano dicendo che sono i genitori di Mirline ed io rispondo che non c'e' nessuna Mirline tra i nostri bimbi e che la nostra casa non e' un supermercato e, come si dice qui.... by by!!!!!
Dobbiamo educarci all'accoglienza: tutto parte dal riconoscersi accolti non per meriti ma perche' Un Altro e' cosi' gratuito con noi da aprire le braccia per il solo fatto che esistiamo. Anche per noi qui a Waf Jeremie, dove il lavoro non manca mai, e' possibile aprire le braccia e le porte di casa a chi, anche e piccolo, sta facendo fatica e con lui camminare insieme nella certezza di un abbraccio piu'grande e vero perche' non nostro.
Ultimo aggiornamento Lunedì 22 Aprile 2013 21:28
Kay Pe' Giuss
Mercoledì 20 Marzo 2013 02:00
admin
..... da suor Marcella.....
Le ultime settimane sono state molto movimentate per noi al Vilaj Italyen..... scatoloni da chiudere, mobili da trasportare, cose da comprare.... finche' lunedi 4 marzo abbiamo lasciato definitivamente il Village Les Palmes per iniziare la nostra nuova vita a Waf Jeremie nella casa di accoglienza Kay Pe' Giuss. Solo una settimana prima i lavori erano terminati e gli stabili consegnati anche se a prima vista erano molte le imprecisioni da dover correggere.
Ci siamo ritrovati cosi a dar vita ad una nu ova opera che altro non vuole che renderci piu' semplici davanti alla gente di Waf e permetterci di essere una presenza piu'..... presente. Con noi i nostri bimbi: Schnaider, Cassandra, Esperancia, Bedgina, Roodson, Brienka, Roseberlande, Roseberline e l'ultima arrivata Lesline.
Ad accoglierci le casette verdi, azzurre, gialle, arancioni...... un variopinto villaggio accogliente e ricco di bellezza che parla di Altro.
Alle 7.30 al via la Sezione Primavera della scuola Ren de Lape', 60 bimbi da 9 mesi a tre anni le cui mamme mantengono la famiglia venedendo merce varia sulle strade a bbandonando spesso il piccolino a casa a se stesso o, nei casi piu' fortunati a dei vicini di casa. Sei educatrici, due cuoche, due persone per le pulizie, due vigilanti diurni, due vigilanti notturni, una infermiera diurna ed una notturna lo staff della casa di accoglienza.
Sparsa tra le altre casette, la nostra gialla gialla.... davanti al Mar dei Caraibi, un punto di pace e silenzio, dove riprendersi dalla fatica del giorno, dve ascoltare Chi parla e dove ricondurre tutto al Buon Dio nella pace.
Accanto alla nostra casetta la cappellina che accompagna e sostiene il nostro quotidiano qui: una campana fuori dalla porte ci richiama alla preghiera e ci rimanda alla ragione per cui si fa tutto.
A sera, quando ognuno rientra dal suo lavoro, dopo la preghiera, una terrazza davanti al mare, il refettorio, ci accoglie e, abbracciati dalla brezza marina ci godiamo il silenzio della notte.
Siamo partiti dunque con tante domande e perplessita', ma siamo partiti ed ogni giorno la sfida non e' quella di risolvere i problemi che la novita' impone, ma ridarsi le ragioni di una presenza, ragioni che ci hanno portato ancora una volta a dare vita ad un'opera che nasce solo per dar Gloria a Lui.


Ultimo aggiornamento Mercoledì 20 Marzo 2013 17:16
Camminare-edificare-confessare
Venerdì 15 Marzo 2013 03:13
admin
......da suor Marcella...
" Noi possiamo camminare quanto vogliamo,
noi possiamo edificare tante cose,
ma se non confessiamo Gesu' Cristo, la cosa non va.
Diventeremo una ONG assistenziale, ma non la Chiesa."
(Francesco Papa)
Grazie Francesco per indicarci La strada.
Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Marzo 2013 09:30
Quel minuto di silenzio
Mercoledì 27 Febbraio 2013 19:58
admin
.... da suor Marcella.....

Avremmo tante cose da raccontare per condividere con voi tutto quello che viviamo qui al Vilaj Italyen..... l'arrivo di vari volontari, l'inizio di nuovi programmi, la fine dei lavori della casa di accoglienza, la consegna dell'opera, i lavori finali per personalizzarla e, tra pochi giorni, il trasloco, o i primi bimbi arrivati lunedi a rendere l'opera viva, Schnaider che cresce.....
Tante cose davvero che non c'e' stato il tempo di raccontarvi.
Ma oggi no, non vogliamo dire parole, ma gustarci quel "minuto di silenzio" di cui don Julian Carron ha scritto: quel minuto in cui tutto il mondo e' stato messo davanti all'Avvenimento crsitiano, quel minuto che diventa giudizio su tutto, quel minuto per cui anche qui, al Vilaj si puo' ricominciare.
Ultimo aggiornamento Lunedì 04 Marzo 2013 09:20
Come leone ruggente...
Domenica 03 Febbraio 2013 18:28
admin
.... da suor Marcella...
" Siate temperanti vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede."
Sono le parole della prima Lettera di Pietro che la Compieta del mercoledi ci fa leggere ogni settimana, per lo meno nel breviario francescano.
Mai come in queste ultime settimane queste parole hanno avuto un preciso significato, un'evidenza ed una concretezza impressionante. Il nemico c'e'. Nel mondo c'e'. Al Vilaj Italyen c'e'. La violenza agghiacciante di questi ultimi giorni sta scioccando tutti. Al Vilaj Italyen si e' aperta la caccia alle streghe: ogni notte i giovanotti che hanno in mano la zona tengono sveglio l'intero quartiere con grida, urla, spari. Entrano di baracca in baracca, di casetta in casetta, cercano le "lougawau", le donne accusate di essere alleate del diavolo e di fare riti satanici che portano alla morte dei bimbi della baraccopoli. Morti inspiegabili a volte, di bambini che fino al giorno prima erano a scuola e stavano bene, di donne neomamme che pochi giorni dopo il parto all'improvviso muoiono.
Hanno cominciato dalle casette gialle, verdi e blu del Vilaj Italyen: hanno buttato tutti fuori dalle case in piena notte, uomini, donne e bambini, hanno scelto due donne, un tribunale improvvisato le ha riconosciute colpevoli di essere agenti del diavolo e di voler distruggere Waf Jeremie. Giudizio veloce, esecuzione immediata. Sono state fatte a pezzi e bruciate nello spazio davanti alla nostra Klinik Sen Franswa. I resti gettati nell'immondizia dietro la scuola. Un orrore. Le conoscevamo.
La notte dopo la follia si ripete, ma questa volta le donne sono tre. La pazzia aumenta, la violenza pure.... vengono decapitate e poi bruciate e gettate tra i rifiuti.
Sulle casette del vilaj tante scritte contro il diavolo ed i suoi figli.
Molte donne stanno scappando, anche chi non ha niente a che vedere con riti particolari. Hanno paura di venire accusate. Anche la cuoca della nostra scuola, tremante ed in lacrime, mi chiede di lasciarla partire: scappa al paese di origine dai genitori. Venerdi la accompagno alla barca, le do dei soldi.... arrivederci Mirelle che la Madonna ti protegga dalla follia umana.
La pioggia di stanotte ha fermato il massacro, ma si avvicinano i giorni di Carnevale e la gente ha paura.
Noi non corriamo rischi e continuiamo il nostro lavoro ma alla klinik arrivano poche mamme ed a scuola molti bambini sono assenti.
Davanti a tutto questo c'e' una sola cosa da fare: resistere saldi nella fede. Per questo continuiamo ad andare a Waf ogni mattina con in tasca la bottiglietta dell'acqua di Lourdes e tornati a casa stiamo in ginocchio davanti all'Eucarestia; per questo vogliamo mettere al centro della nuova casa di accoglienza ormai quasi pronta una grande croce benedetta; per questo chiediamo a tutti voi di pregare la Madonna per il non popolo del Vilaj Italyen e per noi, perche' la nostra fede, l'unica cosa che ci interessa, non venga meno ma diventi piu' certa e forte.
Ultimo aggiornamento Venerdì 08 Febbraio 2013 01:31
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