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Benvenuto al Vilaj Italyen

Costruttori di Cattedrali seconda puntata

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... da Roodson...

 

Buongiorno a tutti, Sono Roodson, ma la suor Marci mi chiama da sempre Ruzzolo, come l'ottavo nanetto della casa di Biancaneve!

Sono arrivato alla kay poche ore dopo essere nato, la mia mamma era andata in cielo e il mio papà.... bè la mamma non ha fatto in tempo a dirmi chi fosse.

Eccomi dunque qui: la suor Marci mi ha chiesto di raccontarvi il nostro campo scuola in Italia perché poteste vederlo con gli occhi di un bimbo di cinque anni. Ma non lasciatevi ingannare, i miei cinque anni... dovreste conoscerli!!! Sono sveglio, simpatico, allegro e chiacchierone e quando ne combino qualcuna i miei grandi occhioni ed il mio sorriso riescono sempre a farmi perdonare. Solo quando la sua Marci a volte mi guarda con la sua faccia seria bè allora capisco che non ho più carte da giocare e faccio la faccia contrita.

Ma non perdiamo tempo: salite con me sui nostri pulmini che dal Centro Stoà imboccano l'autostrada con destinazione Firenze... allacciate le cinture si parte!!!

Già sul pulmino i conti non mi tornano.... questi seggiolini che ci incastrano e ci trattengono incollati ai sedili.... meglio i tao tap colorati e chiassosi dove posso appendermi come voglio, saltare giù mentre ancora non è fermo e chiamare la gente delle macchine accanto. Che strana questa Italia... tutti chiusi dentro delle scatolette, chissà cosa ci troveranno di divertente e poi molti sono nelle scatolette da soli, mica come da noi che nel nostro scuolabus salgono 80 bambini ogni volta!!!

Ma non lasciamoci distrarre perché il nostro autista che si chiama Marco, ha messo la freccia per uscire da questa strada grande, chissà dove ci sta portando. Wao..... ma dove siamo? Tante macchine ferme, tanta gente ma soprattutto tante cose da mangiare. Suor Marci ci ha detto che si chiama autogrill e ci ha detto che non si può prendere niente senza pagare. Peccato.... già mi vedevo nelle prossime ore di viaggio a strafogarmi con caramelle e cioccolato ma sarà per un'altra occasione!!!! Si riparte.a

Eccoci di nuovo fermi, questa volta nel cortile di una grande casa.

Ci sono tanti bambini che giocano, sono grandi come me e scopro che allora esistono anche i bianchi piccoli, meno male!!! Delle persone che non ho mai visto ci accolgono: non le conosco ma capisco che sono amici della suor Marci ed in questi anni ho imparato a fidarmi. Sono piccolo e se cresco senza fidarmi di nessuno solo perché la vita per me è cominciata in salita mi frego con le mie mani. Invece è bello potersi fidare anche se la suor Marci dice che bisogna fidarsi in maniera intelligente. Veramente  lei dice una parola strana... ragion... ragonev... no ragionevolezza, si dice che bisogna fidarsi con ragionevolezza: io non è che capisco proprio bene però capisco che posso fidarmi di lei e dei suoi amici.

Siamo a Firenze dove la suor Marci ci spiega che gli amici di Agata Smeralda ci aspettano. Sono loro che aiutano la kay a vivere e siamo venuti a salutarli e ringraziarli perché ci vogliono bene. Ci portano a pranzo. li conosciamo delle persone vestite come la suor Marci, sono sue amiche, Ci sorridono e ci coccolano. Che bello essere attesi. La kay è lontana ma qui sembra la stessa cosa: tutti mi vogliono bene e sono attenti a me ed a tutti noi. Altre persone arriveranno nel pomeriggio, un signore che si chiama James e che è molto amico della suor Marci, ci porta un sacco di regali: ha saputo che faremo un corso di nuoto ed ha pensato di regalare ad ognuno di noi una borsa con dentro il costume, l'asciugamano, le ciabattine ed un bel paio di scarpe da ginnastica. Mi è già simpatico questo signor James meno male che è amico della suor Marci!!! Ma ecco che le suore ci chiamano per la merenda: sono arrivati altri amici della suor Marci, Franca ed Andrea, carichi di dolci e pizza. Inizia bene il nostro campo scuola!!! L'Italia mi piace davvero!!!

Arriva la sera e siamo sfiniti da queste prime avventure. Nelle stanze dove dormiamo c'è tutto ed è tutto così pulito. Mi addormento subito stanco ma certo che una grande avventura è iniziata e sono curioso div edere dove ci porterà.... alla prossima.

 

 

 

 


Ultimo aggiornamento Giovedì 08 Novembre 2018 17:59
 

Costruttori di cattedrali prima puntata

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Sono passati diversi mesi e tanti hanno cominciato a chiedersi che fine avessero fatto i nostri costruttori di cattedrali, sia i 23 arrivati in Italia sia gli altri 126 rimasti a casa.

Eccoci dunque a raccontarvi la nostra esperienza estiva segnata dalla bellezza dei luoghi visti, degli incontri fatti, dei gesti vissuti in un clima di continuo stupore che ha permesso a tutti noi di vivere giorno dopo giorno con la certezza che qualcosa di grande stava accadendo.

Siamo partiti a metà giugno subito dopo la chiusura delle scuole senza aspettare le pagelle che erano passate assolutamente in secondo piano di fronte alla vastità dell'esperienza che ci si stava spalancando davanti. L'avventura ha inizio già in aeroporto a Port au Prince con il check in preferenziale preparato per noi dagli amici di Air France il cui responsabile seguirà direttamente  il nostro imbarco. Attorno a noi sguardi stupiti e divertiti che si domandavano chi fossimo ma che erano colpiti dall'ordine con cui i nostri bambini si muovevano ed obbedivano a quanto veniva loro chiesto. Poi l'imbarco, il decollo tra gridolini e risate e parole di stupore nel vedere Port au Prince sempre più piccola allontanarsi. Era fatta. Ci stavamo lasciando la miseria alle spalle, stavamo mettendo il primo mattone alla possibilità per questi bambini di costruirsi un futuro diverso.

In aereo l'entusiasmo educato nello scoprire il sedile, il tavolino che si apre, il bocchettone dell'aria, la signorina che ti sorride e ti chiede come ti chiami, la sedia che si inclina e poi.... il pranzo!!! Che festa al passaggio del carrello delle bibite!!! ma le sorprese non sono finite dopo il cambio aereo a Pont a Pitre ecco scoprire il video pieno di giochi, musica e films su cui spaziare al semplice tocco di un dito. Così, quasi per magia, i 23 piccoli costruttori passeranno 8 ore di volo ad accarezzare uno schermo che li farà passare dal cartone animato al tour di Dubai, dal gioco del calcio alle regole in caso di emergenza! Uno spettacolo vederli gustare di tutto con una semplicità che solo il cuore dei bambini sa avere.

Nessuno ha dormito del gruppo ma all'arrivo a Parigi tutti erano pronti a proseguire al grande avventura. Così tre gentili signorine Air France ci hanno accolti a Parigi, riempito di caramelle e fotografie ed aiutato a sbrigare le pratiche per poi accompagnarci all'autobus privato che la stessa Air France metteva a nostra disposizione per il cambio aeroporto. L'ultimo pezzetto di viaggio ci attendeva e la bellezza che si respirava nell'aria era sempre più grande.

Ma eccoci in volo per Milano Malpensa, i bimbi che non volevano cedere alla stanchezza, il passaggio aereo sulle nostre montagne, l'atterraggio e il restare seduti mentre tutti scendevano dall'aereo come ci era stato chiesto di fare. Così tra gli applausi dell'equipaggio appare nel corridoio il nostro amico Max che, seguito da telecamere e giornalisti, è il primo insieme a Christina di Air France a darci il benvenuto in terra italiana. Pochi minuti dopo eravamo a terra e, ritirati i bagagli, ci approssimavamo all'uscita tra gli sguardi divertiti della gente. La nostra bandiera haitiana, tenuta ben tesa dai due più piccoli del gruppo, apriva la sfilata. Jefferson con le sue stampelle a causa della mancanza del femore il primo della fila a dare il passo a tutti perché un popolo deve camminare con il passo del più debole se vuole arrivare in fondo.

E arriviamo all'uscita, le porte automatiche si aprono ed una folla di volti amici esplode in grida di saluti, canti, sorrisi. I nomi dei bambini volano nell'aria. Tanti gli ex volontari presenti che questi bambini li conoscono bene; tanti i sostenitori a distanza che hanno imparato negli anni a conoscere i nostri piccoli e che ora finalmente possono incontrarli faccia a faccia; tanti gli amici della nostra storia che hanno voluto esserci. Il volto dell'Italia che ci attendeva era un volto amico, una promessa di bene per questi bambini, ma una promessa di bene per ognuno di noi afferrato dal mistero di questa grande storia.

Canti, striscioni, caramelle per tutti, i primi regali e tanti tanti abbracci. Ad attenderci tre pulmini che il mio amico Mao ha affittato per noi. La partenza per il Centro Stoà dove la parrocchia di Sant'Edoardo attraverso i suoi sacerdoti ci ha dato accoglienza. La casa curata nel particolare: i lettini, la tavolata, la spesa fatta, il gruppo di donne volontarie resesi disponibili per prepararci pranzi e cene: che spettacolo di umanità che si mette in moto per generare il bene.

"Abbiamo bisogno che la bellezza della verità e della carità colpisca l'intimo del nostro cuore e lo renda più umano" ha detto una volta papa Francesco e l'esperienza del nostro arrivo è stata proprio quella di toccare con mano una carità che rendeva più umano il cuore, una carità che cambiava il volto all'uomo e che potrà, nel tempo, cambiare il mondo.

Alla prossima......

Ultimo aggiornamento Sabato 03 Novembre 2018 00:13
 

Rieccoci on line!

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... da suor Marcella...

 

Ciao a tutti. Scusate la lunga assenza dal sito dovuta da una parte alla mia frattura scomposta di polso destro che mi ha costretto a due lunghissimi mesi di gesso dall'altra alla speranza che il nuovo sito della Fondazione Via lattea Onlus fosse ormai alle porte. Ora che la mano sta rientrando in partita e visto che i tempi per il sito non sembrano essere brevi, rieccoci con il Vilaj Italyen.

Non posso raccontarvi questi tre mesi, vi annoierei, ma posso raccontarvi come la vita sia andata avanti diventando ogni giorno più ricca e bella anche se messa alla prova da tante provocazioni.

L' esperienza dell'ospedale haitiano mi ha fatto toccare con mano il dramma che la vita in Haiti è e continua ad essere: lunghe attese in sale d'aspetto fatiscenti o su barelle lerce, infermieri svogliati e davvero poco capaci, medici che non ti toccano se non gli presenti la ricevuta di pagamento prima. Sono stata un' ora sul lettino con due pezzi di osso che uscivano nel dorso della mano, con il dottore che accanto a me passeggiava come niente fosse. Poi ho capito: quando ha perso la pazienza è uscito ed ha chiesto ad un'amica italiana che mi aveva raggiunto il ospedale chi pagasse per la suora.

Subito il marito si è precipitato alla cassa e solo quando è ritornato con la ricevuta di pagamento il medico ha deciso di occuparsi di me. Sul lettino accanto un giovanotto a cui era stata attaccata una flebo

subito staccata litigava con la sua assicurazione perché dall'ospedale avevano chiamato l'ufficio assicurativo per sapere se il ragazzo era coperto e siccome la risposta era stata che non era coperto, gli avevano subito staccato la flebo già messa. E chissà cosa ne è stato di lui. Io mi sono trovata a passare due mesi dentro e fuori da ospedali in cui mancava l' anestesia per cui la riduzione della frattura è avvenuta così, a ciel sereno, o dove ti rubano le bende gessate mentre vai a fare la radiografia, o dove il dottore si dimentica dell'appuntamento e quando gli telefoni ti chiede cosa dovevi fare.

Haiti, un paese in continuo declino, dove possiamo far finta di non vedere le cose e dire che va tutto più bene, ma dove invece il dramma umano è il respiro di ogni giorno. Nelle lunghe attese sui lettini dei vari ambulatori, pensavo alla povera gente che sarebbe morta per una frattura al polso come la mia e mi sono venuti in mente i tanti papà di bambini della nostra scuola materna morti in seguito a degli incidenti anche banali a come sgridassi le mogli che non avevano saputo seguirli bene ed invece forse il problema era all' origine: non si erano mai potuti curare.

Quando si attraversano le circostanze in prima persone ci si rende conto di tante cose.

Haiti dunque in caduta libera: i prezzi continuano ad aumentare rendendo la vita impossibile, il livello delle scuole corre verso il basso e gli ospedali meglio lasciar perdere. Un paese alla deriva, un paese solo, un paese disorientato.

In tutto questo lo splendore della Kay Pè Giuss con i suoi 140 piccoli in corsa per la vita anche se anche loro vittime del loro paese che non gli offre nula di buono e che soprattutto sembra non potergli offrire un futuro.

In questi mesi siamo andati caparbiamente avanti con il nostro progetto del campo estivo in Italia per 25 dei nostri bambini e 2 dei nostri educatori: caparbiamente perché tuto sembra remarci contro finanche la ciliegina sulla torta ieri quando ci hanno detto che sono stati persi tutti i documenti di Shedlove! Ma noi non cediamo, forse Shedlove non ce la farà ad essere del gruppo, ma abbiamo ricominciato l' iter anche per lei. Stiamo per avere tutti i passaporti a quel punto manca solo la roulette del visto, ma noi ci crediamo e già qui si parla di aereo, di viaggi, di volti amici da rivedere e chissà...

In questi mesi poi la Kay ha accolto nuovi piccoli, Emmanuelson, Joêl, Loudiana, Saül, Wackens ed ha accompgnato in cielo Steevenson. Una porta che si apre e si chiude sulla vita e sulla morte che corrono sempre insieme e giungono all' improvviso.

E ancora la sorpresa di un'umanità che comincia a prendere forma negli adulti che lavorano con me: sono sorpresa e stupita davanti al miracolo dell'umanità che accade. Alcuni tra i più "anziani" stanno cominciando a sentire la kay come loro ed a mettercisi dentro con una responsabilità ed una passione che vanno guardate in silenzio. Io sto passando loro sempre più responsabilità e mi commuove vedere come passo dopo passo portino avanti tutto. A me è chiesto il farmi da parte, piano piano, accompagnando, facendo sentire la mano forte che c'è ancora, ma comunicando anche tutta la fiducia e la certezza che ce la possono fare anche loro. Così è nata un'equipe responsabili: sette educatori ognuno dei quali con una responsabilità precisa nel Vilaj Italyen, ognuno dei quali capace di mettersi dentro con il cuore in questa grande avventura, ognuno dei quali giocando la faccia davanti al mondo in questa storia.  E la Kay ne guadagna: volti contenti di chi viene a lavorare, cuori impegnati con la realtà, bimbi sempre più sorridenti.

Il tutto culmina nel commovente gesto che centinaia di persone hanno fatto nel giorno in cui mi è arrivata una notifica giudiziaria in cui ero stata accusata di aver licenziato uno illegalmente ed essendo stata ritenuta colpevole dovevo pagare circa 2.000 U$ al soggetto in questione, un troglodita della prima ora. Io mi son davvero arrabbiata non tanto per il troglodita che ha un Q.I. inferiore alla media e viene quindi usato da avvocati esperti per estorcere denaro ai bianchi ma perché il sistema giudiziario dà ragione a lui contro ogni evidenza. Così ho radunato la gente ed ho detto che piuttosto che pagare lasciavo il paese. Nelle settimane successive la voce è corsa per la baraccopoli e centinaia di persone hanno cominciato a venire portando un'offerta per partecipare alla colletta che era stata indetta. Abbiamo raccolto circa 800 U$ e mancano ancora tutti gli educatori della kay che aspettano il salario di aprile per contribuire. Io intanto mi sto muovendo per vie legali sostenuta dalla Nunziatura Apostolica e dall'IBERS, il Ministero degli Affari Sociali da cui dipendiamo come orfanotrofio. Sarà una battaglia, ma a combatterla con me c' è un popolo.

Resta il silenzio davanti al gesto ricevuto: non del troglodita che vuole rubare per l'ennesima volta, ma di un popolo che per la prima si è messo insieme per una cosa buona, per qualcosa a cui teneva.

Un missionario non potrebbe chiedere nulla di più.

Ultimo aggiornamento Venerdì 27 Aprile 2018 18:42
 

Due passi con noi

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.... da suor Marcella.....

Il nostro amico Massimiliano, laureando in Bocconi che ha trascorso con noi alcune settimane lo scorso gennaio, ha pensato di lanciare tra i suoi amici e parenti una bella iniziativa per partecipare al Natale alla Kay Pè Giuss. Ci è sembrata una bella iniziativa e le diamo spazio anche sul sito del Vilaj Italyen per farla conoscere im modo che chiunque abbia voglia di fare Natale con noi possa farlo:

scrivi una mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. indicando nome, cognome e numero di telefono

ti verrà assegnato un bambino a cui potrai far arrivare un biglietto di auguri scansionandolo e mandandolo allo stesso indirizzo mail

fai un bonifico di 20 euro intestato a Fondazione Via Lattea Onlus IBAN IT 85 R 05696 22800 000021115X46 presso Banca popolare di Sondrio specificando il nome del bambino come causale

proponilo ai tuoi amici: rinunciando a qualcosa aiutiamo i bambini della Kay Pè Giuss a diventare grandi e ci educhiamo ad imparare la carità come misura della vita

Comprerò cose di cui hanno bisogno i bambini: scarpe quasi tutti, ma anche cartelle, pantaloni... cose utili  che li aiutino a imparare la dignità di sé, metterò i pacchetti insieme ai vostri biglietti nei loro lettini la notte di Natale e sarà una festa soprattutto per l' abbraccio umano che questi pacchetti saranno per i nostri bimbi che non hanno nessuno al mondo se non il buon Dio che attraverso la storia della Kay Pè Giuss li ama come figli prediletti.

 


 



Ultimo aggiornamento Giovedì 07 Dicembre 2017 15:20
 

Riflettendo....

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.... da suor Marcella....

In questo mese di novembre sono successe tante cose e piano piano, lasciando passare il tempo, cerco di rileggerle perché solo così la realtà può diventare una provocazione vera a verificare il proprio cammino.

Intanto sono arrivate le pagelle dei nostri bambini che studiano dalle suore salesiane: qualcuno era contento, qualcuno un po' meno ma in generale hanno ottenuto tutti buoni risultati. Però poche settimane fa abbiamo vissuto un'esperienza particolare proprio con queste suore che mi ha da una parte fatto arrabbiare dall' altra mi rendo conto come anche nella Chiesa è facile parlare di povertà ma poi alla fine tanti sono attaccati solo a soldi e potere.

Quest' anno la scuola faceva i 65 anni di funzionamento e le suore hanno pensato di organizzare una festa. Fin qui tutto bene mi sembra. Quindi hanno mandato ad ogni genitore un biglietto in cui chiedevano 200 gourdes a bambino più un ananas.... si un ananas a bambino per la processione offertoriale durante la messa di ringraziamento. Noi abbiamo 97 bambini che studiano in questa scuola tra i nostri della Kay e quelli della baraccopoli a cui paghiamo gli studi dando anche libri, uniformi ed il pulmino del mattino. Un ananas costa circa 500 Htg. Facendo due calcoli io avrei dovuto mandare l' equivalente di 1.114 dollari..... evidentemente non mi sembrava il caso così ho scritto alla suora spiegando che siamo un'opera che vive di carità e che non abbiamo questa cifra a disposizione per la festa della scuola pagando già tanto le rette annuali, i libri, le uniformi, le scarpe ed il trasporto. Pensavo la cosa finisse lì ed invece ecco i bambini tornare da scuola con una lettera per me in cui si diceva che i nostri bambini non erano ammessi né alla festa né alla messa e di tenerli a casa due giorni e che comunque era meglio se li avessi ritirati perché abbassiamo il livello della scuola.

Forse diventerà più chiaro ai tanti che non capiscono perché voglia portare questi bambini a studiare in Italia!!!

Lo stesso giorno ricevo da un amico un volantino in cui una fraternità brasiliana di queste radicalizzate nella povertà portata agli eccessi, stanno chiedendo

350.000 euro per costruire a Waf Jeremie un poliambulatorio mamma/bambino per seguire le donne in gravidanza ed i bambini perché a Waf non esiste niente e donne e bambini muoiono come mosche. Dodici anni di clinica san Franswa, 2000 consultazioni al mese, uno staff haitiano preparato e responsabile, spazzati via dal progetto personale di un gruppo di uomini e donne che invece che mettersi al servizio del reale, affermano la loro misura travestiti da buoni. Abbiamo già avuto molte discussioni con loro, ma loro sono sempre dalla parte dei buoni.

E così mi sono ritrovata a pensare a cosa vuol dire essere Chiesa. Mi sono venuti davanti tutti i volti che mi confermano la bellezza della Chiesa, i volti che hanno fatto e fanno la mia storia, i volti che la storia della Chiesa ci ha consegnato, santi e martiri, ed è stato un riallargare il respiro dalla fogna di Haiti alla bellezza dell' Avvenimento Cristiano nel mondo. E la certezza della strada non è scalfita anche se come Pinocchio.... il gatto e la volpe sono sempre in agguato.

Ultimo aggiornamento Venerdì 01 Dicembre 2017 00:44
 

Rieccomi

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... da suor Marcella....

 

Sono passati mesi dall' ultimo post ma dal 20 agosto abbiamo perso l' antenna che ci garantiva la connessione: chi dice l'uragano, chi dice qualche cosa combinata dal server, chi dice una sbalzo di corrente sta di fatto che eravamo off line e così abbiamo vissuto come si viveva prima, quando aspettavi la lettera della mamma che ti arrivava con qualche volontario che veniva a trovarti e la notte prima che ripartisse scrivevi la risposta. Quelle lettere avevano un sapore che una mail scritta in sette secondi e  consegnata in due non potrà mai avere. La tecnologia è una gran bella cosa, ha abbattuto distanze e tempi ma ha fatto perdere la bellezza dell'umano, dell'attesa, della riflessione ed ha portato via il gusto dell'incontro. Ho pensato all' incontro di Gesù con Pietro, Giovanni, Matteo.... pensate se gli avesse scritto una mail! Pensate a quanti capolavori la storia dell' arte ci consegna in cui si vedono volti, si giocano sguardi: fiumi di parole non dette che corrono da un volto all' altro.... spazzate via da un messaggio whatsapp!!!

Così, pur restando indietro con il lavoro, mi sono goduta il silenzio ed ho coltivato l'attesa di poter risentire i miei amici, quelli con cui stiamo costruendo questa storia.

Comunque siamo tornati on line e rieccomi a raccontarvi casa accade alla kay Pè Giuss.

Innanzitutto a settembre è iniziata la scuola e sempre più bimbi lasciano ogni mattina la nostra casa per raggiungere le varie scuole della città. Quest' anno abbiamo un bel gruppone di bimbi che ha iniziato la materna, un bel gruppo che continua o inizia dalle suore salesiane ed un piccolo gruppo che ha iniziato a frequentare la scuola delle suore dell' Immacolata Concezione.

Ogni mattina il nostro tap tap esce presto, alle 6.30 il primo gruppo è già in sella per partire perché alle 7 arriveranno anche i bambini del quartiere a cui con le borse di studio stiamo pagando le scuole salesiane anche se con queste suore salesiane.... è veramente uno strazio!!! Ogni giorno c' è una scusa per chiedere soldi oltre alle rette pagate che non sono piccole. Una volta è la festa di don Bosco, un' altra il compleanno della madre superiora, un' altra ancora è morto il nonno della vicina di casa della maestra e così via via ogni giorno una richiesta di soldi. Il massimo è quella di oggi.... ogni martedì ogni bambino deve portare 1 dollaro per i missionari!!!! Noi abbiamo 89 bambini in questa scuola... fatevi i conti!!! Così ho scritto alla superiora dicendo che non ce la facciamo a pagare tutti questi extra perché sono anch' io missionaria ma a differenza di loro le mie opere a Waf Jeremie sono gratuite.

Tutto questo però mi ha fatto riflettere su come lungo il cammino si perdano i carismi di origine e su come sia una provocazione ogni giorno restare fedeli a ciò che si è incontrato. Pensavo sempre a loro, ai primi dodici, che è vero l' avevano visto, ci avevano vissuto insieme ma poi era morto e questa cosa della Resurrezione che non capivano bene. Quanto avranno dovuto ogni giorno combattere per restare fedeli a quello che gli era capitato, chissà quante volte avranno tradito, eppure la loro fedeltà ha permesso che questa storia arrivasse fino a noi: questa è la grandezza dell'opera di Dio usare della nostra umanità per costruire la Sua storia di Salvezza.

E questa storia qui alla Kay Pè Giuss la leggi sui volti di chi ci vive e di chi ci arriva ogni mattino per lavorarci: volti contenti, certi di appartenere ad un luogo ed a dei volti, volti segnati dalla fatica e dalla sofferenza, spesso dalla solitudine, volti che il buon Dio ci ha consegnato dentro questa grande storia.

Tanta bellezza ma a tratti anche tanta fatica, come la notte in cui la nostra scuola è stata assaltata da una quindicina di armati che hanno portato via tutto il cibo appena arrivato. Fatica perché ti verrebbe voglia di metterli sotto con la macchina quando la mattina li incontri sorridenti sulla strada che ti sbarrano il passaggio con le moto e ridono perché sanno di averti "fregato", ma non lo fai perché lo sguardo del Signore sarà di Misericordia per tutti.

E poi il sistema fotovoltaico che si è danneggiato e non ci dà più luce: ora dobbiamo andare di generatore con costi che sforano il nostro budget e coì alle sette di sera... by by tutti al buio.

Insomma non posso raccontarvi tutta la vita di questi mesi, ma testimoniarvi la sua pienezza si: ogni giorno vissuto con la certezza del dono e con il desiderio del per sempre dentro il gusto dell'incontro quotidiano con Una presenza che rende amabile il reale, anche se puzza come a Waf Jeremie.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Novembre 2017 03:56
 

Mitha

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... da suor Marcella.....

 

Anche la nostra amica Mitha ci ha lasciato. Come già era accaduto per Abigaëlle prima e Ketheurline dopo, sono venuti a prenderla e siccome Mitha non ha i genitori è venuta la signora che ce l' aveva portata e che quindi, per legge, ha diritto a riprendersi la bambina quando vuole. Qui infatti la legge non tutela veramente i minori, ma d'altronde anche in Italia si pensa a tutto fuorché al bene dei bambini, al bene vero, non a quello che noi abbiamo in testa essere il bene per loro.

Quando sono andata a chiamarla mentre con gli altri bambini stava giocando nel cortile della scuola, ha pensato ad uno scherzo e si è messa a ridere, poi quando ha capito che la cosa era vera, le sono venute le lacrime agli occhi e mi ha chiesto di non andare. Straziante. Mi guardava chiedendomi con gli occhi di fare qualcosa, forse ero la sua unica ancora in quel momento. Ma la legge non me lo permette ed ho dovuto lasciarla andare. Intorno a lei gli altri bimbi seguivano la scena in silenzio qualcuno forse sperando che un giorni tocchi a lui, qualcuno invece spaventato che potrebbe toccare a lui, ognuno è stato davanti a questa cosa con la sua umanità carica di attese e di ferite. Ha voluto mettersi un bel vestito e le palline ed il fiocco tra i capelli. Abbiamo fatto il giro della casa per salutare tutti e più di un educatore aveva gli occhi lucidi. Il gruppo dei quattro educatori responsabili della sua casetta erano riuniti per un corso di formazione ed hanno voluto fare una foto solo loro insieme. La Mitha è la Mitha. E la sua assenza in casa si sente: sempre disperata in giro a cercare le stampelle che dimenticava in qualche angolo, pronta a saltarti al collo per ricevere un po' di coccole, ma pronta ad abbassare gli occhi quando la sgridavi per qualche guaio che aveva combinato.

È andata in silenzio. Non ha fatto tragedie. Non ha gridato la sua rabbia. Non ha accusato nessuno. Ha detto si.

Quest'anno aveva da poco terminato la classe preparatoria alla prima elementare ed era stata promossa contenta di poter iniziare anche lei la scuola. e sognava di partire per l' Italia per mettere una protesi seria ed inserirsi con gli altri bambini a scuola.

Ora Mitha è consegnata, il bene per lei è già preparato anche se magari non coinciderà con la forma che avevamo in mente noi, ma è sicuramente già deciso e quindi l'unica possibilità veramente umana è quella di consegnarla a Chi questo Bene l'ha pensato da sempre e lo costruisce per l'eternità: un Padre che sceglie il modo di amare ognuno di noi lasciandoci liberi di dirgli di si o di continuare a lottare per la forma di bene che vogliamo decidere noi.

Riconoscersi figli è l'unica possibilità veramente umana per vivere la vita e Mitha me lo insegna.

Ultimo aggiornamento Sabato 29 Luglio 2017 00:43
 


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News

IL DIARIO DI JONEL 15

Pronti per la piscina

 

IL DIARIO DI JONEL 14

Il nostro Jhonny cresce ed è arrivato alla scuola materna:

eccolo orgoglioso del suo grembiulino .

 

IL DIARIO DI JONEL 13

Anche Jonel era presente all'inaugurazione di Casa Lelia, lui che la sua casa l'ha trovata ormai, è venuto ad augurare ai suoi amici della kay Pè Giuss la stessa storia di bene che lui stesso sta vivendo.

Bello, simpatico, ma davvero capriccioso, si sposta scivolando sul sederino ed aiutandosi con le manine e guai a fermarlo!!!! Durante la messa con il vescovo di Assisi, su un lucido parquet della cappella, ha slittato avanti ed indietro indisturbato, padrone della situazione.

Intanto è stato definitivamente accolto dalla famiglia Capetti che lo accompagnerà ad affrontare le sfide che la vita gli porrà. Sicuramente anche l'esperienza di Casa Lelia sarà per lui una vera compagnia.

 

IL DIARIO DI JONEL 12

Il piccolo Jonel continua il suo cammino. Pochi giorni fa un video mostrava come, aiutato da Maria, piegasse il braccio per portare il cucchiaio alla bocca. Piccoli successi che nascono dall' impegno quotidiano e costante di Maria e delle sua famiglia.

Le notizie però non sono buone. Una visita specialistica da un luminare nel campo delle malattie genetiche pediatriche ha spiegato con precisione ed attenzione la reale situazione del piccolo Jonel. All' artrogriposi infatti si accompagna un' altra malattia che colpisce i muscoli sostituendone i tessuti con tessuto fibro adiposo. Questo significa che Jonellino non potrà mai reggersi sulle gambe anche se l' intervento è andato bene.

Non potrà reggersi sulle gambe.... dice la scienza.... ma chissà cosa dice il buon Dio.....

 

IL DIARIO DI JONEL 11

Ecco Jonellino bionico....

 


 

IL DIARIO DI JONEL 10

Il cammino del nostro Jonellino continua e tante cose sono successe anche nella sua piccola vita.

Dopo l'intervento ai piedini, i gessi e da pochi giorni i tutori.

Anche per le braccia sono cominciati la fisoterapia ed il posizionamento dei tutori.

Insomma come dice Maria.... un bimbo bionico!!!

Lui se la gode, coccolato da tutti.

 

IL DIARIO DI JONEL 9

 

Non avevo avuto tempo di postare che Jonel oggi 2 marzo avrebbe affrontato l'intervento ai piedini.

Ho appena ricevuto notizie da Maria: l'intervento è andato bene, il bimbo è pieno di tubicini, si è svegliato ed ha bevuto un succo.

Intanto la Questura di Milano ha rinnovato il permesso di soggiorno e Jonel puo togliersi la parrucca del travestimento clandestino!!!!

 

IL DIARIO DI JONEL 8

Jonellino sta per entrare nel vivo della cura: venerdi inizierà le sedute di fisioterapia per gli arti superiori al Dezza dove se lo sono preso in carico subito con passione.

L'8 febbraio invece avrà il ricovero pre-operatorio che lo preparerà all'intervento ai tendini dei piedini che dovrebbe ridare la posizione naturale agli arti.

Intanto Maria e Patrizia si danno da fare per cercare di ottenere tutti i documenti necessari per il permesso di soggiorno.

Insomma.... il cammino continua e lui sembra proprio goderselo tutto!!!!!

 

IL DIARIO DI JONEL 7

Il nostro piccolo Jonellino continua la sua vita italiana ed il suo cammino presso la clinica Humanitas. Ogni settimana cambia il gesso alle gambe e questa settimana i nuovi gessi lasciano fuori le ginocchia cominciando a dargli un po' più di libertà.

Intanto deve cominciare a fare terapia quattro volte al giorno per facilitare i movimenti  degli arti.

Anche le manine si muovono, fanno ciao, afferrano piano piano oggetti.

Lui è sempre più bello e le educatrici della kay si commuovono quando mostro loro le foto.

Un cammino che provoca tanti quello di Jonel, noi per primi che siamo chiamati a sperare con lui di una speranza che sia certezza anche per noi.

 

IL DIARIO DI JONEL 6

Jonel ha ormai iniziato il suo percorso alla clinica Humanitas di Milano che lo sosterrà per tutto l'iter terapeutico necessario.

L'inserimento nella nuova famiglia è andato benissimo ed ogni giorno Maria mi aggiorna sul nostro piccolino cosi che anche noi da qui possiamo seguirlo passo passo.

Attualmente ha cominciato a trattare gli arti inferiori per raddrizzare ginocchia e piedini ed ogni settimana cambia i gessi che progressivamente raddrizzeranno il tutto per preparare la strada all'intervento chirurgico che permetterà la flessione dei piedi.

Intanto cresce. Ha messo i primi dentini, chiacchiera e nell'ultimo video ricevuto balla a suon di musica.

Qui le donne seguono il suo cammino e si comnuovono davanti alle foto ed ai video che Maria mi manda segno che un'umanità capace di riconoscere una cosa bella sta rinascendo.