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Benvenuto al Vilaj Italyen

Testimone fedele....

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.... da suor Marcella......

.... così iniziava l'Inno delle lodi di questa mattina nella solennità di san Giovanni Battista. E come non avere davanti subito, veloce, silenzioso, il volto di suor Anna che in questi dieci anni ha accompagnato il mio cammino qui in Haiti, in questa terra in cui lei ha dato 61 anni della sua vita dopo essere arrivata ventunenne tanti e tanti anni fa.

Ogni mattina ci incontravamo a messa e ci fermavamo a scambiare due parole: lei sempre attenta, preoccupata del mio essere in Haiti da sola, preoccupata della zona in cui vivo, ma serena perchè certa della mia vocazione, come spesso mi diceva. E si faceva carico di questa mia "solitudine" guardandomi come una consorella: se andavo fuori Haiti per qualche giorno e non la avvisavo al mio ritorna mi diceva di essersi preoccupata e mi chiedeva di ricordami di avvisarla quando partivo.

Se mi trovavo in un guaio era lei ad indicarmi come uscirne, a presentarmi le persone che potevano aiutarmi. Anche in questi giorni si stava occupando del crocifisso e delle tovaglie per l'altare della nuova chiesa, chiesa che solo pochi giorni fa era venuta a vedere e guardandola mi raccontava per la centesima volta di quando ventunenne, dopo due giorni che era arrivata in Haiti, se ne era andata camminando ed era arrivata fino a qui, fino a Waf, Citè Buteille, come si chiamava allora senza sapere perchè ma dicendomi... qualcosa mi chiamava.....

Ieri sera è invece Qualcuno che l'ha chiamata e lei, come sempre, pronta all'appello è andata.

Stamattina la sua sedia vuota in Chiesa, sempre quella da tanti anni, mi ha lasciato un po' più sola: mi mancherà parlare con lei ogni mattina e sentire nelle sue parole il bene al Destino di questa popolo, quel bene che ogni giorno mi perdo davanti alle centomila incongruenze di un paese alla deriva. Mi mancheranno le sue spiegazioni della situazione politica e della storia; mi mancheranno i consigli ed il suo sguardo buono.

Mi mancherà suor Anna.

Ma la certezza di avere un amico in più tra i santi rende più forte il mio cammino: chissà quanto si darà da fare in Paradiso per proteggermi!!!!

 

 


Ultimo aggiornamento Venerdì 24 Giugno 2016 19:18
 

Sorpresi da una Presenza

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.... da suor Marcella....

Settimana difficile alla Kay Pè Giuss.

Mentre il paese diventa terra di nessuno in cui a causa del caos politico ognuno può fare quello che vuole, la violenza ed il sopruso dilagano.

Gli ospedali sono in sciopero ormai da mesi e quelli che lavorano chiedono tanti soldi anche solo per essere accolti. Così puoi partire dalla Kay alla cinque di pomeriggio con il piccolo Jonelson arrivato da poche settimane in condizioni di denutrizione gravissime e sentirti dire, dopo ore di attesa, che non c'è posto, quando si sa benissimo la politica dell'ospedale di non accettare bambini legati a bianchi perché ritenuti già fortunati!!! Si torna a casa con la certezza che il Destino buono preparato per questo bambino si compirà comunque al di là di ogni stupidità umana. E poi l' agghiacciante notizia della morte del piccolo Joseph, il bambino che avevamo trovato in strada e che la nostra Roseline aveva deciso di accogliere in casa con suo marito. Stava crescendo bene e poi, all' improvviso una battuta di arresto: la febbre alta, non vuole il biberon, perde peso, la visita pediatrica, le analisi.... AIDS e tubercolosi sviluppati nei pochi mesi che è rimasto con noi. Il ricovero in ospedale, la Roseline che gli sta accanto giorno e notte, la Kay che si dà da fare perché la sua assenza non pesi sull' andamento delle cose. E poi improvvisa, la morte arriva ed il piccolo Joseph vola in cielo dopo aver portato a termine il suo compito che forse era proprio quello di accendere una scintilla di umanità nuova alla kay.

Venerdì se n'era andato anche Djeri, un bimbo di pochi mesi idrocefalo nato in strada e vissuto in strada fino a quando poche settimane fa la sua mamma aveva deciso di portarcelo in cerca di una speranza. Le donne che si occupano di bebè mi chiedono di non prendere più bambini gravi perché non possono vederli morire così, ma io racconto loro di cosa significhi accogliere, della gratuità del gesto di accoglienza che non mette regole né misure, che è libera, che nasce dal cuore del buon Dio e che può esserci chiesto anche solo di accompagnare questi bimbi in un tratto di strada, non con la pretesa di risolvere i loro problemi, ma con il desiderio di camminare insieme verso il Destino per ritrovarci poi un giorno davanti a quel Destino e cantarne la Gloria.

E lunedì... lunedì notte.... il cuore vacilla, cinquanta, sessanta persone armate e con i volti coperti fanno irruzione in Waf. Di colpo il silenzio, la fuga, la paura. Le baracche si chiudono, i canti notturni smettono, i bambini spariscono. Anche la kay in pochi minuti è nel buio, cosa inusuale a quell'ora quando mille vocine si rincorrono per il giardino o rallegrano le casette nei mille riti di preparazione della notte. Invece in pochi minuti tutti nei lettini, molti cadono addormentati in fretta, le donne si piegano sotto i tavoli, si spengono le luci. Si comincia a sparare. Poi corse, fughe, cadute, spari, urla, buio, paura.

Anch'io mi rifugio sotto la scrivania e aspetto di capire cosa sta succedendo. Cerco di comunicare con i guardiani che mi spiegano che il vecchio capo banda uscito sconfitto un anno e mezzo fa è tornato e vuole riprendere il territorio eliminando chi lo ha tradito schierandosi dalla parte del nuovo capo. Un notte tremenda, una notte in cui vecchi conti vengono saldati, una notte in cui non sai cosa potrà succedere, una notte che lascerà dieci morti sul terreno al sorgere del sole. Una notte che non negherà la certezza del Destino Buono.

Io sono sotto la scrivania e cerco di dire il vespro anche se l'ora liturgica è passata da un pezzo. Ho paura. Questa volta ho davvero paura. Potrebbero attaccare anche noi pensando magari di trovare soldi. Ma ancora una volta il buon Dio ha un abbraccio grande. Le parole del primo salmo dicono che il Signore ci guarda in ogni istante, di non temere. E così mi rendo conto che quell'istante li', proprio quello, mentre piegata in due sotto una scrivania cerco con la luce del telefono di dire il vespro, proprio quell'istante lì non è definito da quella paura o da quella violenza, ma è già di Un Altro perché è già guardato.

E la notte passa tra un salmo ed un pezzo del rosario e sopraggiunge il sonno. Gli spari continuano ma io mi addormento chiedendo al buon Dio che se stasera mi chiamerà a dare la vita sia per la Gloria di Cristo.

Quando il sole si alza Waf è nel silenzio. Nessuno si muove. Gli uomini armati sono seduti, stanchi della lotta, i morti caricati su furgoncini e portati chissà dove: nessuno saprà mai cosa è successo a Waf Jeremie, nessuno piangerà queste persone, nessuno spiegherà ai bimbi di Waf che c'è un Bene più grande preparato per loro. La strada è ancora inaccessibile, non posso uscire per la messa, ma il Mistero si è già manifestato e la giornata inizia.

Una settimana senza tregua, che ci vede in ginocchio, ma come diceva Jacopo questa mattina, una realtà che ti provoca una domanda ed è l'apertura a questa domanda di significato che rende la vita interessante.

Waf terra benedetta, terra dove il buon Dio è presente, dove Lo senti, Lo vedi, Lo tocchi, dipende solo dai tuoi occhi.

Ma una settimana in cui puoi partecipare ad una festa di compleanno perchè un'educatrice decide di festeggiare con le "sue" bambine: i capelli preparti, i vestiti eleganti, dolci e bibite, i canti, gli auguri. Il segno di un'umanità nuova che sta nascendo.

Una settimana che non finisce lì. Sabato pomeriggio i ragazzi che escono a buttare l'immondizia. Tutti i cassonetti della zona sono stati rimossi. Girano per la città non ne trovano. Quelli che ci sono sono presidiati da uomini armati che domandano soldi per lasciar loro svuotare il camioncino. Decidono di andare in una discarica comunale solo che non è il nostro comune.

Ancora una volta la violenza e la stupidità umana esplodono. Vengono aggrediti dalla gente, qualcuno armato usa il calcio delle armi per colpirli. Si chiama il sindaco, la polizia, il magistrato ed in poche ore Emmanuel, Pouchon e Alexandro si ritrovano umiliati e colpiti in carcere. Emmanuel chiama piangendo, dalla sua voce capisco che ha paura: tutti sanno cosa sia un carcere in Haiti. Abbiamo ragazzi che portati via per dei controlli non sono mai più tornati. Mando un avvocato per gestire il rilascio: 10.000 dollari. Gli rido in faccia. L'avvocato abbandona il terreno. Domenica chiedo aiuto a tutti ministri, forze Onu, Nunziatura.... lunedi lo staff si muove. Arrivano da me personale della scuola, della kay, della clinica, vogliono gestire loro. Haiti è per gli haitiani si dice: vogliono gestire da haitiani la cosa. Ne scelgono due, il loro lavoro quotidiano viene diviso tra gli altri. Qualcuno già sta facendo il lavoro dei ragazzi in carcere. Sono commossa e stupita da quello che sto vedendo. Le ore si susseguono. Tutti all'erta, tutti coinvolti, tutti insieme. La contrattazione. Alle tre del pomeriggio mi chiedono 500 dollari per il rilascio dei ragazzi e del mezzo. ne offro 220 ultima parola se no tenete mezzo e ragazzi. Alle 19.30 arrivano: sorridenti scortati dalle moto dei compagni. entrano alla kay saltano giù dal tap tap e corrono in ufficio a ringraziarmi. È la prima volta che qualcuno si muove per loro, capiscono che non gli era dovuto, si sentono voluti bene. Una cosa faticosa è diventata una festa, rapporti che si rinsaldano, umanità che cresce e quei germi di umanità nuova che cominciano a germogliare zitti zitti. Tutti soddisfatti, tutti li ben oltre il loro orario di lavoro come Bentà, al settimo mese di gravidanza che si carica i sacchi di immondizia per svuotare i bidoni della kay visto che i ragazzi che lo fanno di solito sono in prigione... ed era anche il suo giorno di riposo.... ma è venuta alle sette del mattino perché la Kay da oggi è anche sua.

 

 

 


Ultimo aggiornamento Martedì 07 Giugno 2016 18:55
 

Tempi caldi al Vilaj Italyen

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...... da suor Marcella......

 

Mancano poche ore alla comunicazione dei risultati elettorali delle elezioni tenutesi a fine ottobre 2015. Forse molti non lo sanno ma la comunicazione dei risultati in Haiti avviene mesi dopo le elezioni. A ottobre 2015, quando furono comunicati i risultati che generalmente prevedono il ballottaggio tra i primi due classificati nel caso nessuno dei candidati raggiunga la maggioranza assoluta, il popolo era sceso in strada denunciando brogli vistosi e clamorosi e non c' era stato ballottaggio, ma era stata formata una commissione con il compito di rifare lo spoglio e verificare i risultati.

Nel frattempo a febbraio il Presidente era scaduto ed un presidente ad interim era stato nominato con il compito di far lavorare la commissione di verifica.

Domani è il tanto atteso giorno in cui saranno comunicati i risultati di questa verifica, annunciati i candidati promossi al ballottaggio e stabilita la data dello stesso.

Quindi.... oggi sono cominciate le tensioni ed il paese aspetta di capire cosa succederà nelle prossime ore.

Intanto il Vilaj Italyen prosegue la sua vita sotto un sole che ultimamente lascia molto spazio alla pioggia che cade per ore lasciando tutto sott'acqua.

La klinik lavora a pieno ritmo con circa 100 bambini al giorno e 30 donne in gravidanza che fin dalle cinque del mattino aspettano davanti ai cancelli. Scuola e scuola materna stanno per affrontare le battute finali con gli esami di fine anno a metà giugno e le speranze di tutti di raggiungere la promozione. In particolare questo' anno i nostri bambini della scuola elementare stanno affrontando anche gli esami di ammissione alle scuole salesiane che frequenteranno grazie  a delle borse di studio che offriremo noi permettendo a questi bambini di frequentare scuole di buon livello ed ottenere diplomi riconosciuti dallo stato.

La kay sempre più bella e sempre più .... affollata.... con i suoi ormai 127 bambini.... sta aspettando di vedere se undici bimbi otterranno il permesso di entrata in Italia per motivi di studio dando così vita al nuovo progetto che sta nascendo in Italia "Casa Lelia" una casa di accoglienza vicino ad Assisi che sarà gemellata con la kay Pè Giuss ed accoglierà alcuni dei nostri bambini che inizieranno il cammino formativo scolastico in Italia.

Insomma sempre in movimento, sempre in cammino... su una strada che diventa ogni giorno più bella, vera e certa e sulla quale nuovi e vecchi compagni di viaggio si incontrano per sostenere il passo e condividere la fatica del cammino certi della meta.

Ultimo aggiornamento Domenica 29 Maggio 2016 01:51
 

Anche le nuvole parlano di una Presenza

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..... da suor Marcella.....

Guardate la nuvoletta al centro sopra la Kay.....


Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Maggio 2016 14:44
 

San Mattia

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...... da suor Marcella......

".... concedi anche a noi che abbiamo ricevuto in sorte la tua amicizia...." così recitava questa mattina l'orazione finale delle lodi di San Mattia: quest'uomo aggregato al gruppo degli Apostoli per sostituire chi aveva tradito e noi che abbiamo ricevuto in sorte, cioè siamo stati scelti tra tanti non per meriti né per capacità ma per sorte, dove la sorte non è bendata come l'iconografia ce la mostra da sempre, ma è un rapporto che ti cerca, ti incontra, ti chiama.

Noi come Mattia chiamati ad entrare in questa compagnia di poveretti.... pescatori, esattori delle tasse..... gente qualsiasi, sicuramente neanche la migliore. Ma scelti.... scelti dalla sorte, sorte che aveva il volto di Cristo nella storia. Scelti per costruire nella storia luoghi che parlassero di Lui, luoghi che, dentro la bellezza dell'avventura umana di ogni giorno mostrassero la Bellezza dell' eterno.

E partirono per tutto il mondo costruendo una storia che ha preso dentro anche noi.

La Kay Pè Giuss nasce dalla storia di questi dodici ed è un pezzo di cielo in una realtà difficile, violenta, pesante, dove la vita dell'uomo è fatta di solitudine e miseria e dove si può morire a due anni come Djeveline, figlia di uno dei ragazzi che lavora nel giardino della scuola materna,  che due sere fa non ce l'ha fatta ad arrivare al centro colera di Medici senza Frontiere e dopo un pomeriggio di diarrea se ne è andata in cielo gettandoci ancora una volta nel baratro della morte che ogni volta che piove si ripresenta a Waf con la faccia del colera.

Maggio è il mese della Madonna, il mese della mamma, tutto fiorisce, il buio dell'inverno sta per andarsene definitivamente ma qui maggio vuol dire pioggia, tanta pioggia, alluvioni, baracche sott'acqua, stradine allagate, immondizia trascinata dall'acqua dovunque.... colera che avanza. Ricordiamo bene lo scorso anno con Yvenson e Charleson presi all'improvviso nella notte.

Rieccoci.... verrebbe da pensare. Ma cosa c'entra con quei dodici? Cosa c'entra con aver ricevuto in sorte la Sua amicizia?

C'entra perché senza quell'amicizia la vita sarebbe una battaglia persa, sempre. Don Giussani diceva che senza la resurrezione nulla avrebbe senso.

Domani è Pentecoste, ci viene dato lo Spirito, nasce la Chiesa: possiamo stare davanti ad ogni circostanza a testa alta, con coraggio e certi del bene nascosto nella realtà e preparato per noi da sempre. Tutto ha un compimento e la forma in cui lo si raggiunge non è data a noi conoscere prima che sia compiuta: per questo siamo liberi.

Ultimo aggiornamento Sabato 14 Maggio 2016 21:55
 

Chi accoglie uno di questi piccoli nel Mio Nome....

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..... da suor Marcella....

In questi giorni Haiti è bagnata come non mai: acqua a dirotto quasi ogni notte, baraccopoli allagate, strade piene di immondizia che fuoriesce dai canali straripati, gente sfatta da lunghe notti trascorse in piedi per sfuggire alla pioggia.

Al nord si parla di paesi allagati, ponti caduti, emergenza dovunque e .... si chiedono soldi!!! Ogni giorno ricevo mail di comunicati internazionali che presentando la situazione con toni drammatici chiedono fondi alla Banca Mondiale, alla Comunità Europea... insomma alle solite mucche da mungere.

È stato fatto dopo il terremoto, è stato fatto dopo il colera, è stato fatto da poco per la zica.... ora per la pioggia. Ieri una mail chiedeva aiuto per equipaggiare i presunti corpi di pronto intervento istituiti in Haiti dopo il terremoto dalle grandi organizzazioni internazioinali che con qualche mese di formazione sono convinti di rendere un popolo che per anni ha vissuto di violenza e caos, capace di gestire non solo la normalità della vita, ma anche le emergenze.

E basta un po' di pioggia e subito si vede .... A me vengono in mente scene viste a casa nostra dopo gli alluvioni quando le immagini dei telegiornali mostravano uomini e donne intenti con poche pale a rimettere in piedi le loro case, a ricostruire. Qui invece esci e la gente cammina sul tappeto di immondizia che oggi sono le strade in questa zona, nessuno sposta niente, nessuno si tira su le maniche.... si chiedono soldi, si piange miseria e si spera che qualcun altro faccia per noi.

L'educazione a essere uomini manca in questo paese: uomini in grado di interagire con la realtà per cambiarla. La strada è ancora lunga.

Intanto il paese sta tornando ai livelli di povertà del passato: ospedali in sciopero da mesi, scuole che tentennano ad andare avanti, gente che torna a vivere per la strada.

Sabato mattina mi hanno telefonato dall'IBERS, il Ministero del Benestare Sociale, quello che si occupa di minori abbandondati. Ci sono due bimbi abbandonati da anni all'ospedale dello stato, entrambi con grave handicap psicomotorio: Nephtalie e Lovens entrambi di quattro anni. Lasciati in ospedale da mesi, anni.... accuditi distrattamente dalle infermiere e tirati avanti. Oggi dopo due mesi di sciopero dell'ospedale un dottore si è accorto che nessuno se ne stava occupando ed ha chiamato i servizi sociali per segnalare il caso. Ad abbandono si aggiunge abbandono, a solitudine si aggiunge solitudine.

Ed allora ecco spuntare la kay... bella, colorata, accogliente, con la sua allegria trascinante, ultima spiaggia di approdo per questi bimbi che da oggi non saranno più soli. Ce li portanto spaventati, ce li portano in fretta, ce li portano e se ne vanno. E la kay apre ancora una volta le sue porte. Le educatrici cantano il benvenuto, gli altri bimbi corrono a conoscere i due nuovi compagni di viaggio e l'avventura della bellezza comincia anche per loro.

Ultimo aggiornamento Martedì 26 Aprile 2016 14:25
 

Rieccoci

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...... da suor Marcellla.....

 

È passato un mese dall'ultimo post ma un mese denso di attività, nuovi progetti, bimbi da accompagnare e vita da vivere.

Intanto la vita alla kay sembra essere sempre più bella e densa. La Fondazione Albero della Vita Onlus supportata da Caritas Italia ha iniziato, su mia richiesta, un programma di formazione per gli educatori che si articolerà nell'arco di due anni, la cui prima sessione di lavoro è avvenuta nella prima settimana di aprile ed ha visto sedici educatori della kay impegnati in quattro giornate dense di contenuti ed attività guidate da personale esperto della Fondazione giunto appositamente da Milano. I frutti della prima tappa si possono già vedere nel modo in cui alcune educatrici hanno cominciato a coinvolgersi con i bambini nei giochi e a far si che non ci fossero tempi morti nell'arco della giornata dei nostri piccoli.

E poi l'accoglienza che ha segnato anche questo mese come la piccola Chrislene nata in una baracca durante la notte dopo soli sei mesi di gestazione e portata subito in giro per gli ospedali in cerca di un'incubatrice o Alix, quattro mesi, nato dalla violenza subita da una ragazza portatrice di handicap non in grado di occuparsi del piccolo, o Jemsley, quindici mesi, la cui mamma di diciannove anni ha partorito il suo bimbo nel teatro nazionale di Port au Prince, luogo occupato dalla gente che ha perso tutto nel terremoto del 2010, ed oggi ancora "casa" per migliaia di persone che vivono ammassate come animali in condizioni igienico sanitarie indescrivibili e nella promiscuità più totale. I suoi occhi raccontano nel silenzio un dolore troppo grande per lui, un arrendersi, uno sfinimento proprio di chi smette di lottare perchè tutto è ormai perduto. È dei nostri adesso e speriamo piano piano di vedere il sorriso tornare nei suoi occhi come già accaduto per i tanti piccoli che sono passati o vivono nella nostra casa. Ed è improvvisamente davanti ai suoi occhi che capisco come in un lampo il significato della Pasqua: Cristo doveva passare per la croce, era l'unico modo per cui davvero niente fosse piu contro l'uomo. Non aveva scelta e per questo era libero nel dire si.

E poi gli esami di amissione alla scuola delle suore salesiane con Schnaider, Jorimel, Dina, Claudia, Gwo Schnaider, Mitha e Edson impegnati in questa piccola prova. Quattro di loro, Jorimel, Dina, Schnaider e Edson, hanno conquistato l'ammissione ed inizieranno a settembre una nuova avventura per gli altri dobbiamo ancora aspettare i risultati e se non ce l'hanno fatta faremo un passo indietro e cercheremo una scuola piu adatta al loro livello e ritmo. Perchè il cammino edcuativo è personale: il percorso va pensato per ognuno, tenendo conto di limiti e desideri ma non mandandoli incontro ad altre prove negative che confermerebbero la fatica fatta fino ad ora nella vita. In fondo è cosi che ognuno di noi è guardato da chi ogni mattina decide di rimetterci al mondo: un cammino unico ed irripetibile.

Ed ancora il Progetto Italia, con la casa di accoglienza vicino ad Assisi per ospitare i bimbi che lasceranno la Kay per venire a studiare in Italia. Un progetto nuovo, ambizioso, che sta cercando la sua strada. Tante le porte già aperte dal vescovo di Assisi che ci benedice e ci accoglie in Diocesi alla giunta comunale di Cannara che con il suo sindaco ci offre una struttura che dopo tante considerazioni decidiamo di rifiutare perchè troppo grande da gestire come prima esperienza. Ed intanto qui l'avvio faticoso della ricerca dei visti di espatrio.... una vera incognita... nove i bambini ai nastri di partenza per questa folle corsa....

Un mese quindi come sempre ricco di impegno, un mese in cui alla Kay si è respirata un'aria di pace, allegria e bellezza, un mese in cui abbiamo accolto amici venuti a renderla più evidente: questa volta don Franco ed i suoi "boys" hanno resi belli gli spazi davanti alla casa dei volontari ed alla clinica. E la bellezza avanza.

Un mese di vita, vita di cui non sarà perso neanche un istante per ognuno di noi neanche quelli piu faticosi e pesanti, vita che dentro la magia della quotidianità continua a parlare di Un Altro e del Suo bene per noi.

Ultimo aggiornamento Giovedì 21 Aprile 2016 21:55
 


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News

IL DIARIO DI JONEL 12

Il piccolo Jonel continua il suo cammino. Pochi giorni fa un video mostrava come, aiutato da Maria, piegasse il braccio per portare il cucchiaio alla bocca. Piccoli successi che nascono dall' impegno quotidiano e costante di Maria e delle sua famiglia.

Le notizie però non sono buone. Una visita specialistica da un luminare nel campo delle malattie genetiche pediatriche ha spiegato con precisione ed attenzione la reale situazione del piccolo Jonel. All' artrogriposi infatti si accompagna un' altra malattia che colpisce i muscoli sostituendone i tessuti con tessuto fibro adiposo. Questo significa che Jonellino non potrà mai reggersi sulle gambe anche se l' intervento è andato bene.

Non potrà reggersi sulle gambe.... dice la scienza.... ma chissà cosa dice il buon Dio.....

 

IL DIARIO DI JONEL 11

Ecco Jonellino bionico....

 


 

IL DIARIO DI JONEL 10

Il cammino del nostro Jonellino continua e tante cose sono successe anche nella sua piccola vita.

Dopo l'intervento ai piedini, i gessi e da pochi giorni i tutori.

Anche per le braccia sono cominciati la fisoterapia ed il posizionamento dei tutori.

Insomma come dice Maria.... un bimbo bionico!!!

Lui se la gode, coccolato da tutti.

 

IL DIARIO DI JONEL 9

 

Non avevo avuto tempo di postare che Jonel oggi 2 marzo avrebbe affrontato l'intervento ai piedini.

Ho appena ricevuto notizie da Maria: l'intervento è andato bene, il bimbo è pieno di tubicini, si è svegliato ed ha bevuto un succo.

Intanto la Questura di Milano ha rinnovato il permesso di soggiorno e Jonel puo togliersi la parrucca del travestimento clandestino!!!!

 

IL DIARIO DI JONEL 8

Jonellino sta per entrare nel vivo della cura: venerdi inizierà le sedute di fisioterapia per gli arti superiori al Dezza dove se lo sono preso in carico subito con passione.

L'8 febbraio invece avrà il ricovero pre-operatorio che lo preparerà all'intervento ai tendini dei piedini che dovrebbe ridare la posizione naturale agli arti.

Intanto Maria e Patrizia si danno da fare per cercare di ottenere tutti i documenti necessari per il permesso di soggiorno.

Insomma.... il cammino continua e lui sembra proprio goderselo tutto!!!!!

 

IL DIARIO DI JONEL 7

Il nostro piccolo Jonellino continua la sua vita italiana ed il suo cammino presso la clinica Humanitas. Ogni settimana cambia il gesso alle gambe e questa settimana i nuovi gessi lasciano fuori le ginocchia cominciando a dargli un po' più di libertà.

Intanto deve cominciare a fare terapia quattro volte al giorno per facilitare i movimenti  degli arti.

Anche le manine si muovono, fanno ciao, afferrano piano piano oggetti.

Lui è sempre più bello e le educatrici della kay si commuovono quando mostro loro le foto.

Un cammino che provoca tanti quello di Jonel, noi per primi che siamo chiamati a sperare con lui di una speranza che sia certezza anche per noi.

 

IL DIARIO DI JONEL 6

Jonel ha ormai iniziato il suo percorso alla clinica Humanitas di Milano che lo sosterrà per tutto l'iter terapeutico necessario.

L'inserimento nella nuova famiglia è andato benissimo ed ogni giorno Maria mi aggiorna sul nostro piccolino cosi che anche noi da qui possiamo seguirlo passo passo.

Attualmente ha cominciato a trattare gli arti inferiori per raddrizzare ginocchia e piedini ed ogni settimana cambia i gessi che progressivamente raddrizzeranno il tutto per preparare la strada all'intervento chirurgico che permetterà la flessione dei piedi.

Intanto cresce. Ha messo i primi dentini, chiacchiera e nell'ultimo video ricevuto balla a suon di musica.

Qui le donne seguono il suo cammino e si comnuovono davanti alle foto ed ai video che Maria mi manda segno che un'umanità capace di riconoscere una cosa bella sta rinascendo.

 

IL DIARIO DI JONEL 5

Il nostro piccolo Jonel ha finalmente iniziato il suo cammino accolto dalla Clinica Humanitas di Rozzano e seguito dalla Fondazione Insieme si Può attraverso le cure della signora Patrizia.

Dopo un'ulteriore visita, la pianificazione del lavoro da fare, l'inizio con i primi gessi e la prospettiva di poter sperare nel futuro.

Intanto un lavoro di circa otto mesi con gessi, tutori, interventi e fisioterapia aiuterà le gambe a raddrizzarsi ed a prepararsi a sorreggere il peso del corpo in crescita e forse un giorno a camminare. Per le braccia la strada sembra piu sempllice, niente interventi ma tanta fisioterapia sostenuta da tutori.

Il tempo poi darà la sua risposta.

Intanto affrontiamo con il piccolo Jonel la sua strada certi comunque che un bene per lui è già stato preparato.

 

IL DIARIO DI JONEL 4

Jonel si sta godendo la sua "vacanza" italiana e mentre attende che il suo iter sanitario si definisca se ne va a spasso con i suoi amici.

Lo scorso week end è andato a Madrid a trovare gli amici spagnoli Edu e Inma che l'hanno accolto con tutti gli onori, l'affetto e la simpatia.

L'equipaggio dei gitanti era formato oltre che da Jonel da suor Marcella, Caterina, Michele, Elisa e Stefano.

Un week end ricco di allegria ed amicizia ma soprattutto della certezza di essere compagni di viaggio nel cammino verso il Destino.

 

IL DIARIO DI JONEL 3

Dopo tante visite in ospedale ed in attesa di capire se qualche porta si aprirà per aiutare il nostro piccolo Jonel, eccolo ieri in veste di turista passeggiare per Milano all'ombra del Duomo.

In mattinata la benedizione dell'arcivescovo di Milano monsignor Angelo Scola che, dopo aver incontrato suor Marcella, ha benedetto Jonel e Caterina e tutti coloro che, in diversi modi stanno camminando con noi.