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Benvenuto al Vilaj Italyen

Anche le nuvole parlano di una Presenza

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..... da suor Marcella.....

Guardate la nuvoletta al centro sopra la Kay.....


Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Maggio 2016 14:44
 

San Mattia

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...... da suor Marcella......

".... concedi anche a noi che abbiamo ricevuto in sorte la tua amicizia...." così recitava questa mattina l'orazione finale delle lodi di San Mattia: quest'uomo aggregato al gruppo degli Apostoli per sostituire chi aveva tradito e noi che abbiamo ricevuto in sorte, cioè siamo stati scelti tra tanti non per meriti né per capacità ma per sorte, dove la sorte non è bendata come l'iconografia ce la mostra da sempre, ma è un rapporto che ti cerca, ti incontra, ti chiama.

Noi come Mattia chiamati ad entrare in questa compagnia di poveretti.... pescatori, esattori delle tasse..... gente qualsiasi, sicuramente neanche la migliore. Ma scelti.... scelti dalla sorte, sorte che aveva il volto di Cristo nella storia. Scelti per costruire nella storia luoghi che parlassero di Lui, luoghi che, dentro la bellezza dell'avventura umana di ogni giorno mostrassero la Bellezza dell' eterno.

E partirono per tutto il mondo costruendo una storia che ha preso dentro anche noi.

La Kay Pè Giuss nasce dalla storia di questi dodici ed è un pezzo di cielo in una realtà difficile, violenta, pesante, dove la vita dell'uomo è fatta di solitudine e miseria e dove si può morire a due anni come Djeveline, figlia di uno dei ragazzi che lavora nel giardino della scuola materna,  che due sere fa non ce l'ha fatta ad arrivare al centro colera di Medici senza Frontiere e dopo un pomeriggio di diarrea se ne è andata in cielo gettandoci ancora una volta nel baratro della morte che ogni volta che piove si ripresenta a Waf con la faccia del colera.

Maggio è il mese della Madonna, il mese della mamma, tutto fiorisce, il buio dell'inverno sta per andarsene definitivamente ma qui maggio vuol dire pioggia, tanta pioggia, alluvioni, baracche sott'acqua, stradine allagate, immondizia trascinata dall'acqua dovunque.... colera che avanza. Ricordiamo bene lo scorso anno con Yvenson e Charleson presi all'improvviso nella notte.

Rieccoci.... verrebbe da pensare. Ma cosa c'entra con quei dodici? Cosa c'entra con aver ricevuto in sorte la Sua amicizia?

C'entra perché senza quell'amicizia la vita sarebbe una battaglia persa, sempre. Don Giussani diceva che senza la resurrezione nulla avrebbe senso.

Domani è Pentecoste, ci viene dato lo Spirito, nasce la Chiesa: possiamo stare davanti ad ogni circostanza a testa alta, con coraggio e certi del bene nascosto nella realtà e preparato per noi da sempre. Tutto ha un compimento e la forma in cui lo si raggiunge non è data a noi conoscere prima che sia compiuta: per questo siamo liberi.

Ultimo aggiornamento Sabato 14 Maggio 2016 21:55
 

Chi accoglie uno di questi piccoli nel Mio Nome....

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..... da suor Marcella....

In questi giorni Haiti è bagnata come non mai: acqua a dirotto quasi ogni notte, baraccopoli allagate, strade piene di immondizia che fuoriesce dai canali straripati, gente sfatta da lunghe notti trascorse in piedi per sfuggire alla pioggia.

Al nord si parla di paesi allagati, ponti caduti, emergenza dovunque e .... si chiedono soldi!!! Ogni giorno ricevo mail di comunicati internazionali che presentando la situazione con toni drammatici chiedono fondi alla Banca Mondiale, alla Comunità Europea... insomma alle solite mucche da mungere.

È stato fatto dopo il terremoto, è stato fatto dopo il colera, è stato fatto da poco per la zica.... ora per la pioggia. Ieri una mail chiedeva aiuto per equipaggiare i presunti corpi di pronto intervento istituiti in Haiti dopo il terremoto dalle grandi organizzazioni internazioinali che con qualche mese di formazione sono convinti di rendere un popolo che per anni ha vissuto di violenza e caos, capace di gestire non solo la normalità della vita, ma anche le emergenze.

E basta un po' di pioggia e subito si vede .... A me vengono in mente scene viste a casa nostra dopo gli alluvioni quando le immagini dei telegiornali mostravano uomini e donne intenti con poche pale a rimettere in piedi le loro case, a ricostruire. Qui invece esci e la gente cammina sul tappeto di immondizia che oggi sono le strade in questa zona, nessuno sposta niente, nessuno si tira su le maniche.... si chiedono soldi, si piange miseria e si spera che qualcun altro faccia per noi.

L'educazione a essere uomini manca in questo paese: uomini in grado di interagire con la realtà per cambiarla. La strada è ancora lunga.

Intanto il paese sta tornando ai livelli di povertà del passato: ospedali in sciopero da mesi, scuole che tentennano ad andare avanti, gente che torna a vivere per la strada.

Sabato mattina mi hanno telefonato dall'IBERS, il Ministero del Benestare Sociale, quello che si occupa di minori abbandondati. Ci sono due bimbi abbandonati da anni all'ospedale dello stato, entrambi con grave handicap psicomotorio: Nephtalie e Lovens entrambi di quattro anni. Lasciati in ospedale da mesi, anni.... accuditi distrattamente dalle infermiere e tirati avanti. Oggi dopo due mesi di sciopero dell'ospedale un dottore si è accorto che nessuno se ne stava occupando ed ha chiamato i servizi sociali per segnalare il caso. Ad abbandono si aggiunge abbandono, a solitudine si aggiunge solitudine.

Ed allora ecco spuntare la kay... bella, colorata, accogliente, con la sua allegria trascinante, ultima spiaggia di approdo per questi bimbi che da oggi non saranno più soli. Ce li portanto spaventati, ce li portano in fretta, ce li portano e se ne vanno. E la kay apre ancora una volta le sue porte. Le educatrici cantano il benvenuto, gli altri bimbi corrono a conoscere i due nuovi compagni di viaggio e l'avventura della bellezza comincia anche per loro.

Ultimo aggiornamento Martedì 26 Aprile 2016 14:25
 

Rieccoci

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...... da suor Marcellla.....

 

È passato un mese dall'ultimo post ma un mese denso di attività, nuovi progetti, bimbi da accompagnare e vita da vivere.

Intanto la vita alla kay sembra essere sempre più bella e densa. La Fondazione Albero della Vita Onlus supportata da Caritas Italia ha iniziato, su mia richiesta, un programma di formazione per gli educatori che si articolerà nell'arco di due anni, la cui prima sessione di lavoro è avvenuta nella prima settimana di aprile ed ha visto sedici educatori della kay impegnati in quattro giornate dense di contenuti ed attività guidate da personale esperto della Fondazione giunto appositamente da Milano. I frutti della prima tappa si possono già vedere nel modo in cui alcune educatrici hanno cominciato a coinvolgersi con i bambini nei giochi e a far si che non ci fossero tempi morti nell'arco della giornata dei nostri piccoli.

E poi l'accoglienza che ha segnato anche questo mese come la piccola Chrislene nata in una baracca durante la notte dopo soli sei mesi di gestazione e portata subito in giro per gli ospedali in cerca di un'incubatrice o Alix, quattro mesi, nato dalla violenza subita da una ragazza portatrice di handicap non in grado di occuparsi del piccolo, o Jemsley, quindici mesi, la cui mamma di diciannove anni ha partorito il suo bimbo nel teatro nazionale di Port au Prince, luogo occupato dalla gente che ha perso tutto nel terremoto del 2010, ed oggi ancora "casa" per migliaia di persone che vivono ammassate come animali in condizioni igienico sanitarie indescrivibili e nella promiscuità più totale. I suoi occhi raccontano nel silenzio un dolore troppo grande per lui, un arrendersi, uno sfinimento proprio di chi smette di lottare perchè tutto è ormai perduto. È dei nostri adesso e speriamo piano piano di vedere il sorriso tornare nei suoi occhi come già accaduto per i tanti piccoli che sono passati o vivono nella nostra casa. Ed è improvvisamente davanti ai suoi occhi che capisco come in un lampo il significato della Pasqua: Cristo doveva passare per la croce, era l'unico modo per cui davvero niente fosse piu contro l'uomo. Non aveva scelta e per questo era libero nel dire si.

E poi gli esami di amissione alla scuola delle suore salesiane con Schnaider, Jorimel, Dina, Claudia, Gwo Schnaider, Mitha e Edson impegnati in questa piccola prova. Quattro di loro, Jorimel, Dina, Schnaider e Edson, hanno conquistato l'ammissione ed inizieranno a settembre una nuova avventura per gli altri dobbiamo ancora aspettare i risultati e se non ce l'hanno fatta faremo un passo indietro e cercheremo una scuola piu adatta al loro livello e ritmo. Perchè il cammino edcuativo è personale: il percorso va pensato per ognuno, tenendo conto di limiti e desideri ma non mandandoli incontro ad altre prove negative che confermerebbero la fatica fatta fino ad ora nella vita. In fondo è cosi che ognuno di noi è guardato da chi ogni mattina decide di rimetterci al mondo: un cammino unico ed irripetibile.

Ed ancora il Progetto Italia, con la casa di accoglienza vicino ad Assisi per ospitare i bimbi che lasceranno la Kay per venire a studiare in Italia. Un progetto nuovo, ambizioso, che sta cercando la sua strada. Tante le porte già aperte dal vescovo di Assisi che ci benedice e ci accoglie in Diocesi alla giunta comunale di Cannara che con il suo sindaco ci offre una struttura che dopo tante considerazioni decidiamo di rifiutare perchè troppo grande da gestire come prima esperienza. Ed intanto qui l'avvio faticoso della ricerca dei visti di espatrio.... una vera incognita... nove i bambini ai nastri di partenza per questa folle corsa....

Un mese quindi come sempre ricco di impegno, un mese in cui alla Kay si è respirata un'aria di pace, allegria e bellezza, un mese in cui abbiamo accolto amici venuti a renderla più evidente: questa volta don Franco ed i suoi "boys" hanno resi belli gli spazi davanti alla casa dei volontari ed alla clinica. E la bellezza avanza.

Un mese di vita, vita di cui non sarà perso neanche un istante per ognuno di noi neanche quelli piu faticosi e pesanti, vita che dentro la magia della quotidianità continua a parlare di Un Altro e del Suo bene per noi.

Ultimo aggiornamento Giovedì 21 Aprile 2016 21:55
 

Lo stupore dell'accoglienza

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... da suor Marcella...

 

L'hanno trovato a terra, in una pozzanghera, alle nove di sera. Ce l'hanno portato subito. Dormiva. Avvolto in una coperta rosso in volto, dormiva ignaro di cosa stava accadendo della sua piccola vita. Un mese, forse un mese e mezzo. Una vita davanti. Il nulla dietro.

Non sappiamo da dove venga, chi sia, come si chiami. Sappiamo che c'è e questo ci basta. Sappiamo che la sua vita ha incrociato la nostra, e questo ci basta. Sappiamo che è voluto e amato dal buon  Dio nell'istante e questo ci basta.

Le educatrici fanno a gara a coccolarselo, scaldarlo, baciarlo. Ognuna propone un nome....  chiedo un nome cristiano ed ecco uscire un Joseph... visto che è il 18 marzo e domani festeggeremo questo grande santo.

Lui, piccolo Joseph, continua a dormire, ignaro di tutto. Forse riconosce un bene in quelle braccia che lo stringono, in quelle mani che lo lavano, lo cambiano, gli offrono un biberon pieno di latte.

Poi di colpo, mi lancio... provoco, lancio il sasso.... "Ma a voi non vi provoca una cosa cosi? Cosa c'entra Joseph con noi? Non vi provoca quello che accade nella realtà che oggi ha il volto di questo bimbo appena entrato nella nostra casa? Come state davanti a questa cosa? C'entra con voi o no?"

Sguardi belli, che si interrogano, cercano la risposta giusta per far contenta la suora. Poi di colpo Roseline "Io non posso pensare che l'abbiano abbandondato, che futuro avrà, come crescerà solo al mondo? Ha bisogno di un papà e di una mamma". "Roseline, e tu? Cosa faresti?" "Lo porterei a casa con me"

E cosi Joseph appena arrivato è partito accolto da una famiglia, la Roseline e suo marito che oggi mi dicevano "Capiamo adesso perchè dopo tre anni di matrimonio non riusciamo ad avere un bimbo... dovevamo essere pronti a ricevere Joseph. È il Signore che ce lo ha mandato".

Piccoli segni di un cuore che ha ricominciato a vivere lasciandosi provocare dal reale e come sempre si resta sorpresi e spiazzati: la lbertà dell'altro è sempre la cosa piu grande ed i tempi e i modi in cui questa comincia a muoversi non sono mai nelle nostre mani.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 22 Marzo 2016 13:08
 

Partiti

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.... da suor Marcella.....

Eravamo fermi da molti mesi, da quando chi si era reso disponibile per seguirla ci aveva ripensato. Ma sono le scelte della vita e quindi personali ed indiscutibili. Dopo dieci anni la Klinik Sen Franswa aveva chiuso i battenti. Poi la speranza di poterla riaprire ed ancora una volta un passo indietro.

Già stavo pensando a come riconvertire la struttura.... non è che mi manchino le idee.... ma la gente continuava a chiedermi quando riaprivamo e non gli interessava sapere perchè era stata chiusa. Ai poveri non interessano le nostre stupidate, il nostro giocare con loro: hanno davanti la loro miseria ogni giorno e la loro solitudine se anche noi chiudiamo le porte.

Ed allora, con coraggio, si riparte, si accetta la sfida, si ricomincia da capo: ore ed ore di colloqui con medici ed infermieri haitiani, la pazienza di chi finanzia il progetto, la voglia di non mollare, la presenza di nuovi e vecchi amici a fianco per camminare insieme ed ecco il 15 marzo riaprono i battenti della Klinik Sen Franswa. Pochi bambini ieri, poi il passaparola e via ..... trentacinque piccoli e le loro mamme questa mattina aspettavano di essere accolti, abbracciati, aiutati nella loro fatica di vivere nella miseria di Waf Jeremie. Mackenson in questo momento sta camminando per Waf Jeremie con un grande megafono annunciando la riapertura della Klinik.

Il neoformato team si affaccia timidamente ma con tanta voglia di farcela. Sarà il tempo a dirci chi sarà definitivamente dei nostri e chi andrà a cercare un altro lavoro. Per ora iniziamo a camminare scoprendo giorno dopo giorno insieme come stare davanti alla realtà ed a ciò che domanda.

Alberto Savorana presentando il libro sulla vita di don Giussani all'assemblea responsabili del Movimento di Comunione e Liberazione America Latina  sabato sera ha concluso dicendo che don Giussani era un uomo che, afferrato da Cristo non ha avuto bisogno di altro che della realtà in cui il Mistero lo aveva messo. E facendolo ci ha insegnato, mi ha insegnato che afferrati da Cristo non servono progetti, forze particolari, decine di persone al tuo fianco..... serve la realtà e la libertà di dire di si.


Ultimo aggiornamento Giovedì 17 Marzo 2016 19:25
 

Aggiornamenti 2

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.... da suor Marcella.....

E dopo Jonellino, aggiorniamoci ora sulla nostra Mitha.

Mitha è una bimba di nove anni che nel terremoto del 2010 ha perso entrambi i genitori e la sua gamba destra. Dopo quei terribili giorni era stata accolta in casa da una zia che l'anno scorsa era a sua volta deceduta lasciando Mitha completamente sola al mondo.

La Kay l'aveva accolta ed allora anche per lei era iniziato un cammino che l'ha portata oggi a camminare senza bisogno di saltellare e ad abbandonare le stampelle.

L'anno scorso ci eravamo rivolti ad una ONLUS straniera che teoricamente è qui per aiutare le vittime del terremoto. Il preventivo era stato di 5.000 dollari per la protesi e la fisioterapia necessaria. Poi ho incontrato suor isa, una suora spagnola in Haiti da molti anni con cui non ci vedevamo da anni e mi ha raccontato che ha messo su un laboratorio protesi e... una settimana dopo Mitha aveva la sua gamba di ferro!!!!

Crescendo la protesi è diventata piccola ed è venuta l'ora di cambiarla. Aveva bisogno di una protesi con ginocchio articolato, non dunque rigida come quella che aveva per non provocare patologie della colonna o del bacino non camminando bene.

Questa volta suor Isa poteva aiutarci ma il ginoccchio andava acquistato in Spagna e la spesa  era abbastanza impegnativa.

Ma ancora una volta il buon Dio non ci lascia da soli e voilà  ......... la zia Neria che nelle vacanze di Natale viene a trovare sua nipote suor Marcella.... fa un bel regalo di Natale alla nostra piccola Mitha che oggi ce la sta mettendo tutta per imparare a piegare con i muscolil della coscia il ginocchio.

Sta imparando a salire le scale ed a camminare piegando l'arto e come premio ha ricevuto un bel paio di scarpe da ginnastica nuove visto che quelle vecchie ... non avevano più la suola e stava camminando con il piede per terra!!!!

Ma ovviamente quando ho chiesto alle educatrici perchè non avessero detto che alla Mitha servivano delle scarpe nuove mi sono sentita candidamente rispondere che il di sopra era ancora buono!!!

Punti di vista!!!!


Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Marzo 2016 22:18
 


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News

IL DIARIO DI JONEL 12

Il piccolo Jonel continua il suo cammino. Pochi giorni fa un video mostrava come, aiutato da Maria, piegasse il braccio per portare il cucchiaio alla bocca. Piccoli successi che nascono dall' impegno quotidiano e costante di Maria e delle sua famiglia.

Le notizie però non sono buone. Una visita specialistica da un luminare nel campo delle malattie genetiche pediatriche ha spiegato con precisione ed attenzione la reale situazione del piccolo Jonel. All' artrogriposi infatti si accompagna un' altra malattia che colpisce i muscoli sostituendone i tessuti con tessuto fibro adiposo. Questo significa che Jonellino non potrà mai reggersi sulle gambe anche se l' intervento è andato bene.

Non potrà reggersi sulle gambe.... dice la scienza.... ma chissà cosa dice il buon Dio.....

 

IL DIARIO DI JONEL 11

Ecco Jonellino bionico....

 


 

IL DIARIO DI JONEL 10

Il cammino del nostro Jonellino continua e tante cose sono successe anche nella sua piccola vita.

Dopo l'intervento ai piedini, i gessi e da pochi giorni i tutori.

Anche per le braccia sono cominciati la fisoterapia ed il posizionamento dei tutori.

Insomma come dice Maria.... un bimbo bionico!!!

Lui se la gode, coccolato da tutti.

 

IL DIARIO DI JONEL 9

 

Non avevo avuto tempo di postare che Jonel oggi 2 marzo avrebbe affrontato l'intervento ai piedini.

Ho appena ricevuto notizie da Maria: l'intervento è andato bene, il bimbo è pieno di tubicini, si è svegliato ed ha bevuto un succo.

Intanto la Questura di Milano ha rinnovato il permesso di soggiorno e Jonel puo togliersi la parrucca del travestimento clandestino!!!!

 

IL DIARIO DI JONEL 8

Jonellino sta per entrare nel vivo della cura: venerdi inizierà le sedute di fisioterapia per gli arti superiori al Dezza dove se lo sono preso in carico subito con passione.

L'8 febbraio invece avrà il ricovero pre-operatorio che lo preparerà all'intervento ai tendini dei piedini che dovrebbe ridare la posizione naturale agli arti.

Intanto Maria e Patrizia si danno da fare per cercare di ottenere tutti i documenti necessari per il permesso di soggiorno.

Insomma.... il cammino continua e lui sembra proprio goderselo tutto!!!!!

 

IL DIARIO DI JONEL 7

Il nostro piccolo Jonellino continua la sua vita italiana ed il suo cammino presso la clinica Humanitas. Ogni settimana cambia il gesso alle gambe e questa settimana i nuovi gessi lasciano fuori le ginocchia cominciando a dargli un po' più di libertà.

Intanto deve cominciare a fare terapia quattro volte al giorno per facilitare i movimenti  degli arti.

Anche le manine si muovono, fanno ciao, afferrano piano piano oggetti.

Lui è sempre più bello e le educatrici della kay si commuovono quando mostro loro le foto.

Un cammino che provoca tanti quello di Jonel, noi per primi che siamo chiamati a sperare con lui di una speranza che sia certezza anche per noi.

 

IL DIARIO DI JONEL 6

Jonel ha ormai iniziato il suo percorso alla clinica Humanitas di Milano che lo sosterrà per tutto l'iter terapeutico necessario.

L'inserimento nella nuova famiglia è andato benissimo ed ogni giorno Maria mi aggiorna sul nostro piccolino cosi che anche noi da qui possiamo seguirlo passo passo.

Attualmente ha cominciato a trattare gli arti inferiori per raddrizzare ginocchia e piedini ed ogni settimana cambia i gessi che progressivamente raddrizzeranno il tutto per preparare la strada all'intervento chirurgico che permetterà la flessione dei piedi.

Intanto cresce. Ha messo i primi dentini, chiacchiera e nell'ultimo video ricevuto balla a suon di musica.

Qui le donne seguono il suo cammino e si comnuovono davanti alle foto ed ai video che Maria mi manda segno che un'umanità capace di riconoscere una cosa bella sta rinascendo.

 

IL DIARIO DI JONEL 5

Il nostro piccolo Jonel ha finalmente iniziato il suo cammino accolto dalla Clinica Humanitas di Rozzano e seguito dalla Fondazione Insieme si Può attraverso le cure della signora Patrizia.

Dopo un'ulteriore visita, la pianificazione del lavoro da fare, l'inizio con i primi gessi e la prospettiva di poter sperare nel futuro.

Intanto un lavoro di circa otto mesi con gessi, tutori, interventi e fisioterapia aiuterà le gambe a raddrizzarsi ed a prepararsi a sorreggere il peso del corpo in crescita e forse un giorno a camminare. Per le braccia la strada sembra piu sempllice, niente interventi ma tanta fisioterapia sostenuta da tutori.

Il tempo poi darà la sua risposta.

Intanto affrontiamo con il piccolo Jonel la sua strada certi comunque che un bene per lui è già stato preparato.

 

IL DIARIO DI JONEL 4

Jonel si sta godendo la sua "vacanza" italiana e mentre attende che il suo iter sanitario si definisca se ne va a spasso con i suoi amici.

Lo scorso week end è andato a Madrid a trovare gli amici spagnoli Edu e Inma che l'hanno accolto con tutti gli onori, l'affetto e la simpatia.

L'equipaggio dei gitanti era formato oltre che da Jonel da suor Marcella, Caterina, Michele, Elisa e Stefano.

Un week end ricco di allegria ed amicizia ma soprattutto della certezza di essere compagni di viaggio nel cammino verso il Destino.

 

IL DIARIO DI JONEL 3

Dopo tante visite in ospedale ed in attesa di capire se qualche porta si aprirà per aiutare il nostro piccolo Jonel, eccolo ieri in veste di turista passeggiare per Milano all'ombra del Duomo.

In mattinata la benedizione dell'arcivescovo di Milano monsignor Angelo Scola che, dopo aver incontrato suor Marcella, ha benedetto Jonel e Caterina e tutti coloro che, in diversi modi stanno camminando con noi.